The Typing of the Dead: Overkill – Recensione

typing title

Titolo: The Typing of the Dead: Overkill
Sviluppatore: Modern Dream
Publisher: SEGA
Numero di Giocatori: 1-2 giocatori
Co-op: Online per 2 giocatori (non presente attualmente, ma inclusa in un futuro dlc gratuito)
Piattaforma: Windows Pc – Steam
Localizzazione: Testi in italiano/inglese, doppiaggio in inglese

The House of the Dead: Overkill”, il quinto capitolo della famosa saga shooter su binari, rappresentò, quando uscì nel 2009 in esclusiva su Nintendo Wii, un decisivo azzardo da parte di SEGA: l’atmosfera da B-movie trash, la sua abbondante carica gore e i dialoghi zeppi di ogni genere d’imprecazione conosciuta dall’uomo (oltre ad essere totalmente diverso dai precedenti capitoli, dai toni decisamente più seri), poco si sposava con l’utenza base della console, largamente considerata casual e “family friendly”. Tuttavia, fu un tentativo che diede i suoi frutti, riscuotendo ottimi voti dalla critica e un buon numero di vendite.

Anche per questo motivo, due anni dopo, venne rilasciata su Playstation 3, una versione rimasterizzata in alta definizione, con contenuti aggiuntivi esclusivi (sottotitolata “Extended Cut”) e compatibile con il motion controller Sony, Playstation Move.

È tuttavia con una mossa decisamente inaspettata che SEGA, ironicamente poco prima di Halloween, ha annunciato e immediatamente rilasciato sulla famosa piattaforma di Digital Download “Steam”, una nuova versione di “Overkill”, introducendo però una meccanica di gioco ripresa dalla sua più famosa mod alternativa ufficiale, dove non sarà la nostra precisione con la pistola, ma la nostra abilità di rapidi scrittori a salvarci dalle orde di mutanti che vorranno banchettare con la nostra carne. Questo è “The Typing of the Dead: Overkill”.

Le parole fanno male, soprattutto ai mutanti.

Le parole fanno male, soprattutto ai mutanti.

Un film già visto

Chi ha giocato all’originale “Overkill” avrà ben poche sorprese provando questa versione: la trama, identica in ogni sua parte, vede sempre l’agente G (storico personaggio ricorrente della saga), in veste di giovane recluta alle prime armi, in coppia con il poliziotto Isaac Washington, stereotipo ambulante del classico sbirro afro-americano e generoso fornitore della maggior parte delle parolacce di cui il gioco è incredibilmente pregno. Insieme danno la caccia al pazzo criminale Papa Caesar, che ha diffuso un letale virus mutogeno sulla cittadina di Bayou City, contagiando e trasformando innumerevoli persone in famelici zombies. Agli eroi si aggiungerà presto Varla Guns, spogliarellista e appassionata motociclista dal grilletto facile, in cerca di vendetta contro Caesar, colpevole della morte del fratello. Da questa introduzione, si può comprendere perfettamente lo spirito del gioco: la storia da action movie di serie B è solo un pretesto per fornire al giocatore una banale giustificazione alla presenza di mostri da eliminare; una trama che non vuole per niente essere presa sul serio, tutt’altro, appare decisamente come una parodia di se stessa: volutamente banale e prevedibile, ma carica di quel fascino che solo gli amanti del trash possono apprezzare fino in fondo.

Non mancheranno i civili da salvare. Se saremo sufficientemente rapidi, sapranno ricompensarci adeguatamente.

Non mancheranno i civili da salvare. Se saremo sufficientemente rapidi, sapranno ricompensarci adeguatamente.

Parole di piombo

Tuttavia, il cuore di “The Typing of the Dead: Overkill” risiede, ovviamente, nel suo particolare gameplay e spiegare cosa differenzia questa versione da quella base già esplorata su Wii e PS3 è semplice: il giocatore, tastiera alla mano, dovrà affrontare i mutanti scrivendo, il più rapidamente possibile, le parole ad essi collegate che compariranno a schermo. Scrivendo correttamente la parola, il mostro verrà sconfitto, ma, se sbaglieremo o ci impiegheremo troppo tempo, verremo colpiti, perdendo non solo preziosa energia vitale, ma anche annullando l’eventuale moltiplicatore del punteggio, rendendo più complicata la corsa per la valutazione più alta. Naturalmente, a difficoltà più elevate e, più in generale, con i boss di fine livello, le parole diventeranno sempre più lunghe e complesse, fino a formare delle vere e proprie frasi che metteranno alla prova anche le dita più rapide.

Preparatevi a scrivere (e sbagliare) parecchio durante le battaglie contro i boss

Preparatevi a scrivere (e sbagliare) parecchio durante le battaglie contro i boss

Bisogna però specificare che, nonostante i dialoghi e il menù siano totalmente tradotti in italiano, lo stesso non vale per le parole da digitare durante l’azione di gioco, rigorosamente in lingua inglese, creando così un piccolo gradino di difficoltà per chi non si è mai cimentato nella scrittura di parole straniere. Chi invece è ben abituato a questa lingua, non avrà molti problemi, anzi, potrebbe anche trovare divertente vedere a schermo parole e frasi in linea con l’ambientazione del livello che si sta giocando, riferimenti alla cultura moderna o addirittura ad altri giochi del publisher.

Nel livello ambientato in prigione, aspettatevi di leggere parecchie parole collegate a reati o attività legate ad un centro di detenzione.

Nel livello ambientato in prigione, aspettatevi di leggere parecchie parole collegate a reati o attività legate ad un centro di detenzione.

Per gli amanti della classica azione shooter su binari, i giocatori possono comunque stare tranquilli: il gioco comprende, oltre alla nuova modalità “dattilografa”, l’originale versione Extended Cut di “Overkill”, dove potrete, con il mouse o il controller, liberamente mirare e sparare ai mostri su schermo. Tra un livello e l’altro sarà anche possibile fare una visita all’armeria per comprare nuove armi o potenziare quelle già in nostro possesso: le scelte comprendono le classiche pistole, ma anche fucili e mitragliatrici, ognuna con i suoi parametri, come tempo di ricarica e cadenza di fuoco; bisognerà quindi scegliere con attenzione quale spara-proiettili portarsi dietro. Purtroppo, ed è una sensazione molto forte, usare il mouse per mirare non regala la stessa soddisfazione che può invece offrire una Lightgun o un motion controller: la presenza inoltre del mirino, costantemente visibile a schermo, rende fin troppo facile piazzare headshot accurati o comunque colpire senza troppi problemi. Per questo ritengo che sia molto più soddisfacente (e anche divertente), affrontare questo gioco principalmente per la nuova modalità introdotta e lasciare l’azione classica per un secondo momento.

La velocità è essenziale per evitare di essere colpiti da questi esseri.

La velocità è essenziale per evitare di essere colpiti da questi esseri.

Nuova versione, vecchi problemi

Se con il comparto gameplay, “The Typing of the Dead” si difende abbastanza bene, i veri problemi iniziano parlando di grafica. E’ bene specificare di nuovo che il gioco rappresenta, eccezion fatta ovviamente per la modalità Typing, un porting diretto della versione “Extended Cut”, quindi quella rilasciata su PS3, di “Overkill”, che era, a sua volta, un remake HD dello stesso titolo uscito su Wii. Si notano, perciò, i classici problemi che affliggono questo genere di conversioni: modelli poligonali e textures parecchio datate e poco dettagliate, oltre ad animazioni facciali non sempre al top. Niente che mina la qualità dei momenti di gioco, sia chiaro, ma durante le cutscenes questi difetti saranno decisamente molto più evidenti e a volte imbarazzanti.

In due livelli particolari saremo chiamati a vestire i succinti panni di Varla Guns e la sua amica spogliarellista Candi Stryper

In due livelli particolari saremo chiamati a vestire i succinti panni di Varla Guns e la sua amica spogliarellista Candi Stryper.

Il doppiaggio inglese è buono, ma la qualità è estremamente altalenante, con alcuni personaggi doppiati in modo superbo e convincente (Isaac vince a mani basse) ed altri di un piattume unico (Varla, decisamente Varla). Come già accennato, i dialoghi in questo gioco sono parecchio pesanti: non troverete mai una cutscene senza che l’agente Washington inserisca un “Motherf**king” ogni due o tre frasi. Questa è decisamente un’arma a doppio taglio per il titolo SEGA; qualche persona potrebbe infatti restare impassibile o, al massimo, sfoggiare un sorrisino poco convinto, di fronte a cotanta volgarità gratuita, ma la maggioranza potrebbe restare un po’ perplessa, se non addirittura indispettita dall’assurda quantità di imprecazioni e allusioni sessuali che i protagonisti elargiscono a catena, in modo talmente disinvolto e naturale da risultare quasi offensivo. Certo, i momenti davvero divertenti non mancano e sono in grado di strappare delle vere e convinte risate, ma saranno quasi sempre per l’assurdità della scena in se, che non per merito dei dialoghi da scaricatore di porto. Per questo è facile rendersi conto di come non sia un titolo per tutti, ma solo per chi è consapevole a cosa va incontro. Il comparto audio è tuttavia ricco di musiche decisamente orecchiabili, ispirate ai più classici dei film trash e, perciò, perfettamente in linea con lo stile di gioco.

Il detective Washington non si farà problemi a dire quello che pensa in modo schietto e diretto.

Il detective Washington non si farà problemi a dire quello che pensa in modo schietto e diretto.

Scrittura a quattro mani

Il titolo promette, per chi ha paura della longevità, una buona rigiocabilità, perché si, il gioco si può completare senza problemi in una manciata di ore, ma la presenza, oltre alla versione “typing”, della modalità classica (seppur con i difetti già descritti sopra) e la variante Directory’s cut, che altera l’esperienza di gioco aggiungendo un ulteriore grado di difficoltà e allungando i livelli con nuovi percorsi inediti, possono essere un buon incentivo per ricominciare l’avventura. Inoltre, ancor più importante, SEGA ha promesso in tempi brevi, l’abilitazione tramite DLC gratuito, della modalità Co-op online, per ora inaccessibile. Presto sarà quindi possibile sia scrivere che sparare in compagnia dei nostri amici su Steam e scoprire chi è il migliore.

Per concludere, sempre parlando di contenuti aggiuntivi in arrivo, sono previsti a breve nuovi “dizionari” a tema, che aumenteranno la varietà delle parole che potremmo digitare durante il gioco e le possibili lingue in cui potremmo scriverle; quindi, un eventuale contenuto per il supporto della lingua italiana non è da scartare a priori. Resteremo in attesa.

Ecco come apparirà la schermata di caricamento. Decisamente vintage.

Ecco come apparirà la schermata di caricamento. Decisamente vintage.

Conclusione

Il gioco è decisamente consigliato a chi non ha mai avuto la possibilità di mettere le mani sull’originale “The House of the Dead: Overkill” su Wii o su PS3. Chi invece lo avesse già giocato su queste piattaforme, poco probabilmente vedrà motivi per ricomprarlo su Pc: il cuore del gioco rimane, infatti, immutato; con la stessa trama, gli stessi personaggi, una grafica non al passo coi tempi e la presenza aggiuntiva della sola modalità “Typing”, poco giustificherebbe il prezzo di 17.99€ a cui è proposto, nonostante resti comunque un’esperienza divertente che funziona molto bene su computer, finchè non si mette mano al gameplay classico. Qualche imprecazione eccessiva, se non, a tratti, inutile e superflua , potrebbe invece non andare giù alla maggior parte dei giocatori. Purtroppo l’anima trash di questo titolo è ben visibile e rappresenta per molti un estremismo che solo i veri amanti del genere e pochi altri potranno apprezzare fino in fondo. Se rientrate in questa categoria però, armatevi di tastiera, vocabolario e preparatevi a sconfiggere zombie, mutanti e ogni genere di deforme creatura a suon di parole. Letteralmente.

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