Prove di maturità per il regista François Ozon, in tutti i sensi. Dopo il successo della scorsa stagione ottenuto narrando il percorso di iniziazione alla narrativa di Claude Garcia, giovane protagonista di “Nella casa”, torna nelle sale con una nuova storia adolescenziale – stavolta tutta al femminile e decisamente più cruda – con cui si prefigge di documentare, con sguardo asettico e a tratti sarcastico, la patologica maturazione sessuale di una ragazza dei nostri tempi.

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Quattro stagioni a segnare il tempo narrativo. Quattro canzoni di Françoise Hardy ad accompagnare l’evolversi delle vicende. Una poesia, ”Quando hai diciassette anni non fai veramente sul serio” di Arthur Rimbaud, a ricordare di come l’adolescenza sia un periodo delicato e selvatico, in cui tutto è possibile.

Durante una soleggiata vacanza estiva con la famiglia nel sud della Francia, la bellissima Isabelle, interpretata dall’esordiente (e convincente) Marine Vacth, festeggia il suo diciassettesimo compleanno e insieme l’entrata nel mondo degli adulti, pianificando il suo primo rapporto sessuale. L’esperienza si rivelerà insoddisfacente e traumatica. Segnerà l’inizio di una dissociazione mentale che la porterà a strumentalizzare la sua sessualità.

Da ingenua adolescente coccolata nel nido domestico (un padre naturale lontano, uno acquisito presente solo nei momenti meno opportuni, una madre premurosa e un fratellino complice) si trasformerà, segretamente e senza alcun evidente motivo, in una escort senza inibizioni. Il sentirsi bella, desiderata e oggetto delle fantasie erotiche di ricchi clienti, appagherà i suoi desideri più reconditi al punto di farle sviluppare una vera e propria dipendenza dalla prostituzione.

Riemerge forte il tema dell’analisi della sessualità, spesso presente nelle opere di Ozon. Il cineasta francese, con sguardo poco compiaciuto e per niente moralista, rileva i pericoli del diventare adulti in una società in cui l’apparire precede l’essere. Dove l’apprendere si dà per scontato. Dove la moralità, spesso, si traduce in un corso da autodidatta seguito online.

Come tutte le ragazze della sua età Isabelle porta in se il seme dell’idealismo e della solidarietà che dovrebbe farle desiderare grandi amori e altri romantici obiettivi, ma in lei ogni intima aspirazione viene asfaltata da percezioni disincantate della realtà. Le sue esperienze di vita  si tramutano in un biglietto di sola andata verso forme di nichilismo emotivo su cui costruisce una passione erotica all’avanguardia e a puro sfogo egoistico.

Ma tutto questo è pura percezione, perché il film non fa accuse e non dà risposte. Si limita ad accennare molteplici chiavi di lettura. Durante la visione si cerca costantemente di trovare la ragione, il movente che spinge Isabelle a cotanta depravazione. Il nemico con cui combattere insomma. In cosa ha sbagliato questa benestante famiglia borghese per meritare cotanto? Si ricerca, ma senza successo.

Bella la colonna sonora, ma le quattro stagioni a cui è affidato l’arco narrativo hanno lo stesso clima tiepido,tendente al nuvoloso, e si accendono di un’unica tonalità di colore che a volte sembra inappropriata e poco realistica. In concorso al Festival di Cannes 2013.  Prova di maturità, in parte, superata.

Scheda film

Titolo: Giovane e bella (Jeune et Jolie)
Regia: François Ozon
Cast: Marine Vacth, Charlotte Rampling, Frédéric Pierrot, Géraldine Pailhas, Nathalie Richard, Akéla Sari, Fantin Ravat, Lucas Prisor
Genere: drammatico
Durata: 93’
Produzione: Mandarin Films
Distribuzione: Bim Distribuzione
Nazione:  Francia
Uscita: 7/11/2013.

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