Fare dei passi avanti. Sei uno di quei 50 milioni?

Videogiochi

Gabe-Cube

Qualcuno la definisce come il vero “passo avanti” dai tempi del Wii Motion controller. Ma, se dovessimo per un attimo mettere da parte qualsivoglia sentimento nostalgico legato al nostro passato, ci renderemmo subito conto che il media videoludico e il suo intrattenimento, legato ad una storia molto breve, sta attraversando una nuova fase di transizione. Nuove terre sembrano delinearsi all’orizzonte, la next gen legata alle console da salotto sta finalmente per concludere la propria venuta, iniziata con la Wii U.

L’ignoto non è più tale? Non proprio. Infatti ad alimentare la mia sfrenata fantasia e sete di nuovo, attraverso la lente del mio cannocchiale virtuale non vi è niente che appartenga alle tre case madri, né nulla di legato ad hardware fantascientifici ed avveniristici ma privi di un momentaneo uso concreto.

E’ stata invece la Valve, fra le più famose e celebrate software house del mondo, a proporre qualcosa che agli occhi di tutti è sembrato fresco, nuovo e veramente next gen. Il tutto legato ad un percorso e concluso con le tre “bombe mediatiche” a cui tutti abbiamo assistito basiti durante il mese. Il tutto ben lontano dalle grosse fiere mediatiche mondiali e slegato assolutamente da un mero upgrade di componentistica. Steam, steam box, controller.

 

Facciamo un piccolo passo indietro. La storia parla chiaro. Alcuni di voi se lo ricorderanno, altri no. Tutto ebbe inizio nel lontano 2003, con un patch del leggendario Counter Strike; A quei tempi, l’installazione manuale dell’ultimo aggiornamento era un prerequisito fondamentale che produceva un panorama a macchie di leopardo: alcuni server ospitavano i giocatori muniti del vecchio codice, altri solo quelli più aggiornati, per la frustrazione degli utenti meno attenti, che vedevano rifiutata la loro richiesta di connessione alle partite.

La soluzione che propose la Valve fu quella di ideare un sistema di Digital Delivery, che gestisse in autonomia gli aggiornamenti, comunicandogli agli utenti. Questa patch appunto, ne fu il banco di prova. Il giorno del rilascio il server fu sovraccaricato di richieste…

… dieci anni dopo Steam può fieramente vantare 50 milioni di utenti iscritti, ben dieci di più di quelli appartenenti all’xbox live. In ogni momento vi sono 5 milioni di utenti connessi contemporaneamente e ciò significa che il sistema di digital delivery genera da solo il 3% di tutto il traffico mondiale internet. Numeri che parlano da soli. Numeri che non potevano e non sono stati ignorati, tanto da ufficializzare proprio in questi giorni l’intenzione di schierarsi come diretta concorrente di quell’intrattenimento videoludico, che per questa sofware house sembrava inarrivabile. E non solo grazie ai saldi estivi e invernali legati al pc, che tutto il mondo ormai conosce e la pone al vertice della catena per quel che riguarda il digital delivery.

Il nostro hobby preferito, potrebbe trovare una nuova piattaforma. La Steam Box è una realtà, così come il suo sistema operativo dedicato e un nuovo controller con funzioni mai viste prima. In poche parole,, dopo Half Life, Portal, Team Fortress, il motore proprietario Source, e la Piattaforma Steam, Valve è pronta ad invadere il vostro salotto di casa. Costi permettendo!

 

Premetto che sono assolutamente contrario alla millenaria diatriba fra pc e console. Bisognerebbe possedere tutto, in quanto nel caso contrario, per essere dei veri videogiocatori completisti, avreste avuto o avrete necessariamente delle mancanze. 😉

La nuova console sarà un ibrido tra la statiità delle console domestiche e la possibilità di upgrade fornite da un pc. L’open source in questo caso ne farà da padrone e le macchine sulle quali sarà installato, le cosiddette Steam Machine, avranno diverse fasce di prezzo legate alle loro componentistiche interne. Prodotte non solo dalla casa madre ma anche da aziende legate in modo diretto grazie alla borsa valori. I risultati verranno comunque condivisi nello Steam Universe.

E’ il sistema operativo l’anima che muove queste macchine, nonché il centro gravitazionale del nuovo universo videoludico immaginato da Valve. Un sistema liberò di cui si potrà usufruire a piacimento, a patto di conservarne la licenza. Lo SteamOs, basato su Linux e completamente open-source, è l’infrastruttura studiata per rendere compatibile il televisore del nostro salotto con un hardware dinamico e ricombinante al pari di un qualsiasi pc, evitandoci fastidiosi e irascibili settaggi che, insieme ai costi iniziali dell’hardware, spesso inducono i giocatori meno smanettoni a preferire l’esperienza più immediata delle console.

Le potenzialità di questo passaggio come macchina e periferica da salotto, erano già state ipotizzate tempo addietro con l’introduzione della modalità Big Picture per Steam, che garantiva, attraverso il collegamento fra pc e televisore, la visualizzazione dell’intera libreria. Ciò però incontrava dei limiti di adattamento legati alla programmazione, in quanto doveva appoggiarsi a sistemi chiusi, quali windows o mac che fossero. Bisognava resettare e idearne uno adatto a tale scopo, che garantisse fra le varie il supporto alle funzioni multimediali e streaming di contenuti pc, unita alla piena condivisione della libreria.

Ora passiamo all’innovativo, speriamo Gamepad, altro pezzo fondamentale per unire e fondere i due mondi, il quale, a dispetto di una forma ergonomica più o meno “classica”, riduce o ricolloca i pulsanti tradizionali ed elimina le leve analogiche su cui siamo soliti consumare i nostri polpastrelli, preferendogli invece due trackpad circolari ad altissima sensibilità che sulla carta dovrebbero riprodurre la fedeltà di movimento tipica del mouse, tanto amato dai puristi del pc ed in particolare dai giocatori di fps, MMORPG e strategici. E, come se non bastasse, i trackpad nascondono nella loro leggera concavità anche altri preziosi segreti, ed oltre a poter essere premuti, riuscirebbero, a detta di Valve, a registrare le minime variazioni di pressione, movimento e vibrazione delle dita del giocatore, il tutto grazie a dei piccoli elettromagneti dotati di contrappesi posti sotto le due superficie lisce.

Al centro infine, vi è un touchpad, con uno schermo ad alta risoluzione , leggermente più grande di quello del futuro dualshock 4, che le utilità di richiamo a schermo e scorrimento rapido. Tutto ciò darà nuova linfa alla fantasia degli sviluppatori.

Valve quindi si riconferma come un fenomeno fra i più vivi , vivaci ed innovativi del panorama videoludico. E il fatto che si sia concentrata solo sul digital delivery, perfezionando la piattaforma nel più assoluto silenzio per tutti questi anni, le ha permesso di preparare le basi per il suo ingresso in campo definitivo. Ci vuole del coraggio per rivoluzionare il nostro modo di giocare, Un po’ come ha sempre fatto la mamma Nintendo, con risultati altalenanti. Anche se le vendite le hanno dato ragione. Forse la vera rivoluzione, il vero passa avanti non stà nell’hardware , ma nell’accostare pc e console in un unica realtà, il tutto condito con un sistema operativo che permetta a sviluppatori e primati di sperimentare e dare un nuovo lustro a parole come gameplay, innovazione , idee e media videoludico.

La Valve ha sempre dimostrato un istinto e una lungimiranza nell’accostarsi al panorama videoludico e nell’ascoltare il videogiocatore. Non a casa Steam non nasce da nulla e neanche la Steam Box lo farà. Il tutto è qualcosa che è stato pensato, misurato, progettato e creato a partire da un’attenta analisi della situazione video-ludica incrociando il tutto con milioni di feedback. Colmando la sete di gioco con le mancanze. Se la piattaforma ha funzionato in tutti questi anni e ha generato i milioni di utenti e traffico internet sopra citato, non è solo dovuta alla concorrenzialità economica offerta da digital delivery. Ma ha offerto qualcosa di cui la community aveva bisogno. Certo , ha fatto poi diversi “centri” da produttrice, con titoli innovati e controcorrente da Half Life a Left for Dead, passando per Portal e Team Fortress.

Detto questo il rischio è veramente alto. Un famoso detto recita: più alte sono le ambizioni, più forte alla fine sarà il tonfo nel caso di un fallimento. E gli interrogativi che si pongono utenti, beta tester e stampa specializzata sono molti.

In primis legati ai costi, non proprio abbordabili dei primi cubotti che verranno rilasciati sul mercato. 

Secondariamente gli sviluppatori, non solo quelli di titoli tripla A, saranno disposti a sviluppare e convertire i titoli in contemporanea per questa piattaforma?

Infine, dovendo immaginare di sostenere l’ecosistema massiccio che dovrebbe generare questa realtà, l’industry è pronta a sostenerne i costi di produzione?

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E’ ancora presto per emettere giudici di sorta. La direzione sicuramente segue la linea retta e logica verso il futuro, ma non è abbastanza. La nebbia si dirada e si inizia ad intravvedere una sagoma dai contorni definiti. Le aspettative come si sa sono tutto e disilluderle fa crollare l’utenza, anche la più affezionata. In questo caso quella che dovrebbe investire. E non parlo di quella che a quasi un anno dal lancio della WiiU, ha in saccoccia solo una manciata di titoli ed è ancora li che prega. Sigh.

Tre bombe sono tante per questo mese. Lo voglio solo sussurrare… pensate se il lancio fosse abbinato proprio a quel titolo… si quello impronunciabile… l’innominabile!

 

The Wild Sheep

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