In fondo al maaaar

Se dovessimo dare dei parametri per indicare un capolavoro videoludico, quali sarebbero? Certamente un gameplay originale e profondo, una trama di tutto rispetto, e un comparto audio/video di qualità. Tutti elementi che ritroviamo in Bioshock, videogame targato Irrational Games.

Scordatevi qualunque ambientazione vista in passato; con Bioshock entrerete in un mondo subacqueo del tutto particolare: l’utopica città di Rapture, nascosta a centinaia di metri sotto le acque dell’Atlantico.

Caso vuole che il nostro protagonista, Jack, unico superstite di un terribile incidente aereo, cada proprio nei pressi dell’entrata dell’enorme città subacquea.

Ad aspettarlo non vi è tuttavia una calorosa accoglienza: Rapture, nonostante l’aspetto lussureggiante, è un mondo in rovina, e i suoi abitanti non sembrano nemmeno esseri umani…

Jack ha infatti a che fare con uomini e donne geneticamente modificati a causa dell’abuso di una sostanza chiamata ADAM, in grado di conferire alcuni potenziamenti che egli stesso dovrà sfruttare. Unico obiettivo: la fuga.

L’asso nella… mano

La nostra avventura ci porterà a visitare vari angoli della decaduta Rapture, probabilmente una delle più belle ambientazioni mai apparse in un videogioco: il gusto retrò anni ’40 è realizzato con una cura a dir poco maniacale, con tanto di musica riprodotta dai giradischi che troveremo di quando in quando. Ogni luogo è affascinante e creato in maniera magistrale, sia esso un teatro o un giardino, il tutto deperito da muri crollati eccetera. Il risultato è eccezionale, e riesce persino a dare al titolo una marcata vena horror, data dalla follia che trasuda dalle vestigia della città. Il sistema free roaming del titol,o peraltro, ci permette di esplorare liberamente il paesaggio, lasciando una buona libertà d’azione al giocatore.

A vagare per i lugubri corridoi della città ci saranno ovviamente i suoi abitanti, un tempo umani: i ricombinanti.
Per sconfiggere questi, suddivisi in diverse classi, avremo un arsenale che spazia tra armi classiche (pistole, mitra…) ad altre più potenti (lanciafiamme, lanciagranate…).
Ciascuna di esse potrà essere potenziata mediante appositi congegni disseminati lungo i livelli, che ci daranno modo, ad esempio, di perfezionare il sistema di carica o ridurre il rinculo della nostra bocca da fuoco.

Fulcro fondamentale del sistema di combattimento sono tuttavia i plasmidi: questi, prodotti mediante l’ADAM, ci permetteranno di sfruttare svariati poteri, che vanno dalla capacità di incendiare cose e persone alla possibilità di usare la telecinesi. Per sfruttare i plasmidi sarà necessario avere sufficiente EVE, la cui barra si trova sotto quella della vita.

A questi si affiancano poi i tonici, potenziamenti che miglioreranno alcuni parametri come resistenza fisica e hacking.

Tutte feature necessarie per scontrarsi con quelli che potremo definire i boss di Bioshock: i Big Daddy. Essi sono dei mostruosi palombari, il cui unico scopo è difendere le Sorelline, bambine dall’aspetto orribile, in grado di assorbire l’ADAM dal sangue dei cadaveri. Per ottenere questa preziosa sostanza, merce di scambio per ottenere plasmidi, dovremo pertanto uccidere prima i loro possenti protettori. Le sfide con quest’ultimi si rivelano una sfida generalmente ardua, nonché estremamente appagante, complice anche un design degli stessi decisamente unico nel suo genere.

Sconfitti i giganti di ferro, starà a noi scegliere se ottenere tutto l’ADAM dalle bimbe, uccidendole, oppure prenderne una dose ridotta, salvandole, andando a mutare il finale del titolo.

Il sistema di gioco è pertanto solido, divertente ed originale, impreziosito da una componente free roaming funzionale ed una longevità molto buona, che si attesta sulle 16-17 ore.

A penalizzare in modo non marginale il titolo vi sono tuttavia le Camere Della Vita. Queste hanno sostanzialmente la funzione di checkpoint, ma in un modo molto particolare: ogni volta che il giocatore morirà, sarà trasferito all’ultima “camera” da lui incontrata. Al suo ritorno in vita, perderà una parte di munizioni ed EVE, ma ogni azione da lui compiuta rimarrà ancora in atto. Per fare un esempio, se un Big Daddy viene danneggiato ma poi ci elimina, una volta morti e “risorti”, l’energia della nostra nemesi non sarà ripristinata. Ciò facilità nettamente il gameplay, e toglie peraltro quella sensazione di costante tensione e rischio, visto che potremo avanzare, morire e tornare sui nostri passi senza alcun malus davvero pesante.

Tuffo negli anni ’40

Bioshock viene impreziosito da una colonna sonora indimenticabile, con tracce evocative ed azzeccate. Fiore all’occhiello del comparto sonoro è però il doppiaggio in italiano, probabilmente uno dei migliori di sempre, ma che ha il fastidioso difetto di essere palesemente fuori sincrono in più occasioni.

Gli effetti sonori invece non stupiscono, ma sono comunque di buona fattura.

Il comparto grafico riesce invece a far vedere i muscoli, presentando ambientazioni dettagliate in ogni minimo particolare, una resa dell’acqua di ottimo livello ed un design eccezionale. Il tutto con il buon vecchio Unreal Engine, che porta con sé tuttavia difetti ormai consolidati, quali alcune texture in bassa risoluzione ma soprattutto cali di frame rate nei momenti più concitati.

Protagonista indiscussa dell’intera produzione è però la trama: interessante, originale, piena di colpi di scena, dotata di due finale e piena di personaggi e antagonisti caratterizzati in modo magistrale. Chiunque volesse poi comprendere più profondamente i retroscena di Bioshock, potrà dedicarsi alla ricerca dei diari segreti nascosti nei vicoli di Rapture, che narreranno le vicende avvenute prima del nostro arrivo.

Io ho scelto l’impossibile…

L’avventura sotto i mari dei ragazzi di Irrational Games si rivela una delle esperienze più divertenti e inquietanti di questa generazione. Nonostante già citati difetti e una caduta di tono nell’ultimo livello, Bioshock si rivela uno dei capolavori di questa generazione, qualitativamente ottimo sotto ogni punto di vista. Consigliato a chiunque.

PRO

  • Gameplay e trama appassionanti
  • Longevo
  • Comparto audio/video da urlo


CONTRO

  • Camere della Vita mal gestite
  • Calo di tono nelle fasi finali
  • Frame rate non sempre stabile

GRAFICA: 9

SONORO: 9.5

DIVERTIMENTO: 9

LONGEVITA’: 9


TOTALE: 9.5

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