Caos a Deponia - copertinaSCHEDA DI GIOCO:

Titolo: Caos a Deponia
Data di uscita: 27 marzo 2013
Sviluppatore: Daedalic Entertainment
Publisher: FX Interactive
Numero di giocatori: 1
Piattaforme: PC, MAC
Localizzazione: completamente in italiano

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=0kF66G8C7S8]

PREMESSA

Dopo il discreto esordio di Fuga da Deponia, frutto della mente dei Daedalic Entertainment, ecco approdare a pochi mesi di distanza sul mercato videoludico Caos a Deponia, diretto seguito e secondo capitolo della trilogia, riportando il giocatore a vestire i panni dello sconclusionato e megalomane Rufus in una nuova frizzante avventura sulla sporca e bizzarra Deponia, in un turbinio di vecchi e nuovi stravaganti personaggi, in un mondo di gioco vivace e colorato e con un umorismo gradevole.

TRAMA

Dopo un esaustivo filmato riassuntivo degli avvenimenti di Fuga da Deponia, Caos a Deponia si apre con un simpatico siparietto che vede un casinista Rufus alle prese con un altro assurdo piano per raggiungere l’idilliaco Elysium, combinando un guaio dopo l’altro per la sua attuazione.
Questo suo ennesimo tentativo di fuga culminerà con il danneggiamento della navicella con a bordo la sua amata Gal e il suo arci-nemico Cletus diretta Elysium, provocando la caduta in mare di Gal e Rufus, recuperati successivamente grazie al peschereccio presieduto da Bozo e Doc, due compagni di (dis)avventure di Rufus, anch’essi incontrati nel capitolo precedente.
Con la medesima traumatica entrata in scena dell’elisiana del primo capitolo, inizieranno gli eventi di Caos a Deponia, incentrati sul ricostruire la personalità di Gal, che, a causa del trauma, sarà suddivisa in tre distinti blocchi e spetterà a Rufus il compito di conquistare le tre diverse personalità della propria donzella nei modi più disparati per evitare che Organon, l’organizzazione militare con lo scopo di distruggere Deponia, possa attuare il suo piano.
Caos a Deponia - inizio
Dal lavoro generale degli sviluppatori tedeschi, erge una certa rifinitura sul versante narrativo, con una storyline meno lineare e più articolata e con un background narrativo completo e di discreta fattura. In particolare:

  • Rufus riesce a rendersi più apprezzabile rispetto a Fuga da Deponia, grazie ad una vena umoristica più riuscita e alla non eccessiva enfatizzazione del suo lato egocentrico e del suo odio verso tutto ciò che è Deponia.
  • Gal ricopre un ruolo attivo e centrale che, grazie all’ottima trovata della frammentazione della personalità, arricchisce con una piacevole imprevedibilità la trama e la sua evoluzione;
  • il cast di personaggi secondari, che contempla vecchie conoscenze e nuovi personaggi, è ben assortito ed eccentrico al punto giusto, con una maggiore marcatura che eviterà quelle insapori comparse mordi e fuggi del primo capitolo;.

Da notare anche la presenza, seppur non preponderante, di colpi di scena, di idee sostenute da un pizzico di genialità e originalità e la presenza di una conclusione più gratificante.

GAMEPLAY

Il gameplay, seppur mosso dalle medesime meccaniche di Fuga da Deponia , è stato oggetto di una ventata di creatività.
Gli enigmi risultano essere maggiormente carichi di originalità e demenzialità, complice anche un’area di gioco estesa, con la possibilità di accedere a molte location contemporaneamente e, di conseguenza, avere un inventario ricco di oggetti e molte possibilità di interazioni. Tornano con ancor più vigore i mini-giochi facoltativi visti nel primo episodio, vetusti di contenuti brillanti ed azzeccati, che riescono ad alternare a dovere la mole di puzzle e la miriade di dialoghi disseminati nel gioco.
Caos a Deponia - fight
L’unica nota dolente è un modesto calo della difficoltà, derivante principalmente dall’attitudine dei personaggi incontrati di dare indizi troppo espliciti per la risoluzione degli enigmi. Se da un lato ciò permette di fruire del gioco evitando blocchi e frustrazione, dall’altro non garantisce un grado di sfida equo per chi vorrebbe mettersi alla prova.
Ciononostante, non mancheranno dei rari momenti in cui bisognerà lambiccare sul da farsi, ma accentuare questo comportamento già presente in Fuga da Deponia fa parzialmente storcere il naso.

ATMOSFERA

Come da tradizione, l’impatto visivo delle ambientazioni firmate Daedalic Entertaiment sono di ottima fattura, con splendidi fondali disegnati a mano, personaggi discretamente dettagliati e con un mix di colori e contrasti cromatici davvero azzeccato.
Il contesto urbano di Kuvaq avviluppato da una comunità scettica nei confronti di Rufus che non disdegna l’avidità, lascia ora spazio ad un contesto marittimo, il Mercato Nero Galleggiante, un’isola suddivisa in molte aree di gioco diverse tra loro, passando da stanze di complottisti e bar dalle losche figure a luoghi altolocati e mercati affollati.
L’impostazione maggiormente aperta, la quantità e la varietà delle schermate di gioco tendono a favorire la realtà di Caos a Deponia, che, oltre a rifarsi allo stile di The Curse of Monkey Island come il predecessore, richiama alla lontana la struttura ad isole di Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge.  
Permangono alcuni difetti, come qualche sporadico rallentamento di fluidità nelle animazioni e qualche piccola imperfezione grafica.

Caos a Deponia - barPer quanto concerne il doppiaggio, FX Interactive ha curato anche questo secondo episodio, fornendo un audio e dei testi di discreta qualità. Da notare che, oltre alla versione retail, anche Steam supporta di default la lingua italiana. Tuttavia, nel caso si decidesse di acquistare il titolo in altri lidi, è possibile scaricare qui la traduzione dei video e qui la traduzione dei testi e del parlato.
La colonna sonora, ripresa in parte da Fuga da Deponia, è piacevole tanto quanto gli effetti ambientali, mantenendo l’avventura sul livello qualitativo del precedente capitolo. Infatti, tornano il funky metallico e i motivetti folk accompagnati da coro del medesimo strambo menestrello già incontrato in precedenza.


VERDETTO FINALE

Nonostante i pochi mesi trascorsi dal primo capitolo, Caos a Deponia si dimostra essere una avventura grafica più completa, divertente e levigata rispetto a Fuga da Deponia che, nonostante alcuni tratti di  indubbia qualità, mancava complessivamente di carisma e convinzione.
Oltre a riproporre il lampante spessore del comparto grafico che da sempre li contraddistingue, Daedalic Entertainment ha apportato modifiche alle mancanze del precedente capitolo, riuscendo nell’obiettivo di portare la serie ad un livello qualitativo superiore.
Il risultato è un prodotto divertente, ritmato da azzeccati e divertenti enigmi, mini-game e situazioni di gioco, composto da un apparato narrativo convincente, con co-protagonisti maggiormente memorabili e con una mole di dialoghi in grado di far apprezzare di più Rufus e dare un cenno di complessità ed imprevedibilità all’evolversi degli eventi.
Nonostante qualche piccola imperfezione, Caos su Deponia è un passo in avanti in tutti i sensi, che lascia presagire un terzo episodio ancor più promettente.

Dopo aver assaporato esperienze single player magnetiche come Doom II, Baldur's Gate, StarCraft e The Curse of Monkey Island, Marco non ha più voluto separarsi dal PC e tuttora coltiva la sua passione videoludica su questa unica e sola piattaforma, prediligendo quei videogiochi dalle atmosfere evocative ed ammalianti e dalle storyline con pathos e carisma.

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