Oh Boy – Un caffè a Berlino – Recensione

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Hai presente quella sensazione che ti prende quando le persone intorno a te sembrano comportarsi in modo strano? E più ci pensi, più ti rendi conto che non sono le altre persone a essere strane, ma tu stesso?

oh-boy-un-caffe-a-berlinoDentro eppure fuori. Contro e a favore, quella sensazione di inadeguatezza, di fuori luogo e di estraneità alla vita. Jan Ole Gerster la racconta nel suo Caffè a Berlino, esordiente in bianco e nero, e girovago dentro una città (redi)viva. Protagonista Tom Schilling nei panni di un giovane interrotto Niko Fischer: perso nella sua mancanza di obiettivi e contagioso con la sua inquietudine. Oh boy – Un caffè a Berlino ruota attorno all’incertezza di una storia personale, ma raccoglie il blocco storico di una Nazione intera. Sofferente di un passato che ha bisogno di trovare il proprio avvenire e senza che nessuno, dentro l’ormai attuale frenesia urbana, la riesca davvero a comprendere (toccanti confessioni finali).

Interrotto dentro un senso che non trova Niko vuole una tazza di caffè, simbolo di un risveglio che anela per tutto il film e con cui tra incontri inaspettati e pensieri accennati Gerster costruisce la sua vicenda. Una giornata berlinese filtrata da palcoscenici teatrali, da baci fugaci, da vicini di casa invadenti, da conflitti paterni e da un’incantevole colonna sonora. Ritagli della malinconica inerzia esistenziale che affonda e guida il protagonista. Il regista la inquadra con la naturalezza di una lontana Nouvelle Vague: nelle strade, in appartamenti e fuori dalle finestre. Una realtà vivace e popolare che vuole respirare aria nuova, ma nella quale Niko si è fermato “a pensare”. In giro senza meta, introverso e sganciato dalla realtà e da ogni azione che neppure ipotizza e ci limita alle sue incursioni immateriali accennate a parole e definite dal contorno. La volontà (sua e di una generazione) non è spenta, solo rimandata nel giro metropolitano a cui si assiste.

Ricoperta di poesia jazz e di epiloghi commoventi l’anima resta insicura, ma alleggerita dall’intelligenza con cui il regista aggiunge spazi di comicità e di sorrisi. In Oh boy brilla la semplicità autentica di certi stati d’animo e l’intenzione di darle voce. Dopo il suo cammino restiamo immobili e riempiti, immersi nel gioco vivido del set e nei conflitti irrisolti del protagonista. Senza risposte che facciano tacere nuove (o vecchie) domande tutto rimane sospeso e raffinato, loro nel bilico poetico del film e noi insieme al resto. Dentro eppure fuori.

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=mZtxGHJvFLE]

Scheda film

Titolo: Oh Boy – Un caffè a Berlino
Regia: Jan Ole Gerster
Sceneggiatura: Jan Ole Gerster
Cast: Tom Schilling, Friederike Kempter, Marc Hosemann, Katharina Shüttler, Justus von Dohnányi, Andreas Schröders, Arnd Klawitter, Martin Brambach
Genere: commedia
Durata: 88’
Produzione: Schiwago Film Gmbtt, Crhomosom Filmproduktion – Hessischer Rundfunk in cooperazione con Arte
Distribuzione: Accademy Two
Nazione: Germania
Uscita:24/10/2013.

"Quando sei in dubbio, Meriadoc, segui sempre il tuo naso"

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