Se non sei nato e non sei morto vuol dire che sei “in attesa” nelle mani degli alieni. Questo è il disegno del regista Luciano Capponi che dopo Butterfly Zone (vincitore del primo premio Melies d’Argent al Fantafestival di Roma 2010) presenta il secondo capitolo della trilogia dedicata all’”aldilà”: Il Flauto.

locandina

L’inizio ha il suono di una risata provocatoria, i colori alterati di un disegno acquerellato e la musica autorevole per un viaggio da cui non si fa ritorno. Il netturbino Gennaro Esposito è morto di povertà e a traghettarci insieme a lui in un luogo senza tempo e senza notte è un alieno bendato che fa “il tifo” per gli umani.

Sbarchiamo nell’arcano e nel surreale. Su un pianeta organico dove gli individui sono senza memoria, hanno tic nervosi, dormono con gli occhi aperti, pongono domande ripetute e sono nutriti da misteriosi esseri, all’apparenza umani e sotto pelle rettili. Sono loro a imporre l’impietoso processo meccanico con cui programmano lo spirito secondo necessità commerciali e sfornano cesti di sensi di colpa, di assassini… di vite.
Il corso degli eventi è rivoluzionato con l’arrivo di Gennaro (Patrizio Oliva), unico e solo a conservare i ricordi della vita passata. Un’anomalia che con la simpatia e l’“ignoranza che può sconfiggere qualsiasi universo”  illuminerà (in parte) quelle coscienze mutilate e spente.

Il regista Premio Charlot 2013 scrive, monta e dirige la storia con la quale narra in chiave tragicomica una rappresentazione della contemporaneità. Il richiamo è ai poteri superiori che vogliono manipolare le nostre menti, renderci schiavi in un mercato d’anime, ma non solo. Il film è pieno di contenuti che saltano dall’immateriale al carnale (fede, amore, morte). A tratti lento, confuso, con  l’emozione sofferente di alti e bassi: un film strano se si vuole essere sintetici, ma che si pone su un piano alternativo della realtà e, per il suo scopo, funziona.
Il Flauto è una fiaba d’ispirazione teatrale con una melodia napoletana. Si guarda con un occhio divertito e uno incerto. Capponi illustra dove manca il seme della libertà. Lo sogna in un viaggio di metafore in cui insegue il pensiero, la parola e il sentimento. Nei luoghi in cui il mare si scorge solo se la nostra fantasia vuole vedere e i sensi si affinano soltanto se sono pronti a percepire.

Forse siamo figli di alieni che ci odiano. Forse Dio è nella musica. Forse la risposta è in una risata che come una cabala aiuta a sopportare il dolore. Niente che non va ne Il Flauto, soltanto bisogna entrare in sala dimenticandosi dei vecchi schemi e accettando l’ignoto e l’inatteso come fa Gennaro, che col suo accento nostalgico dichiara: <<Non ve scurdate che l’aria … è bona>>.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=TgzpmREMhDE]

Scheda film

Titolo: Il Flauto
Regia: Luciano Capponi
Sceneggiatura: Luciano Capponi
Cast: Patrizio Oliva, Francesca Ferri, Mister Lei, Totonno Chiappetta, Loredana Trombetta, Sonia Di Pascoli, Giuseppe Franco
Genere: fantasy
Durata: 98’
Produzione: Flauto
Distribuzione: Giacomo Carlucci Management
Nazione: Italia
Uscita: 17/10/2013.

Anna “MissKdiCinema” Scali
"Quando sei in dubbio, Meriadoc, segui sempre il tuo naso"

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