Gravity – Recensione

Cinema Recensioni Cinema 1.0

Chi da bambino non ha mai detto almeno una volta di voler diventare un astronauta da grande? Con Gravity, il nuovo film di Alfonso Cuarón, poter vivere quest’avventura sembra quasi possibile. Tutto inizia con gli astronauti Ryan Stone (Sandra Bullock), alla sua prima missione spaziale, e Matt Kowalsky (George Clooney) per cui invece è l’ultimo viaggio prima della pensione. Stanno riparando una stazione orbitante nello spazio, apparentemente una semplice operazione di routine affrontata anche con ilarità, quando all’improvviso dei detriti, raggiunta la loro traiettoria, scatenano una serie di devastanti conseguenze che tengono lo spettatore con il fiato sospeso per tutta la durata del film. La stazione spaziale è distrutta, i loro collaboratori non sopravvivono. Ryan e Matt si trovano a fluttuare nello spazio infinito a quello che sembra un passo dalla Terra.

Gravity è una pellicola spettacolare, da vedere in 3D, perché è proprio ciò che la rende unica. La scena più emozionante è quella in cui si passa dal primo piano della dottoressa Stone presa dal panico alla sua visione personale dell’accaduto. Lo spettatore guarda con gli occhi dell’astronauta e ruota con lei mentre si allontana dal satellite appena colpito e dai compagni. Inizia a vorticare ed è a questo punto che si sente tutta la claustrofobia del momento. Si sta col fiato sospeso sperando solo che il dramma finisca presto. E si sente la stretta allo stomaco quando si vede la protagonista sprofondare verso lo spazio infinito. Questo particolare tipo di ripresa ritorna spesso durante il film ed è ciò che lo caratterizza e lo rende speciale. In questo caso il 3D non è utilizzato per inscenare grandiose fantasie ma per replicare il reale più verosimilmente possibile.

La colonna sonora, del compositore inglese Steven Price, non è invadente e riesce a dare enfasi alla tragicità del momento, ma sono i silenzi a dominare in tutto il film. Il silenzio dà la sensazione di quanto sia immenso lo spazio e quanto siamo infinitamente piccoli noi. Il silenzio spesso rotto dai respiri affannati dei protagonisti, dai rumori dei macchinari in avaria, e Houston chiamato ripetutamente che non risponde, sono tutti aspetti che aumentano il senso di claustrofobia e l’angoscia dello spettatore.

Il regista messicano Cuaròn regala al pubblico un vero capolavoro. Con il primo piano dello sguardo terrorizzato dei protagonisti coinvolge il pubblico quasi a chiedergli aiuto. Si assiste ad un’analisi introspettiva dell’essere umano che lotta per la propria vita. Geniale la scelta di presentare un personaggio femminile come unica protagonista per gran parte del film, la quale dà prova di grande forza nel trovare in se` il coraggio e gli input per combattere ogni avversità fino a riuscire a ritornare sulla Terra senza l’aiuto di nessuno. Emblematica l’immagine della Bullock che sfinita dalle varie vicende si concede un minuto di abbandono e si addormenta in posizione fetale all’interno della navicella, completamente sola nell’immenso universo.

L’interpretazione di Clooney è semplice, spontanea, azzeccata. Riesce sempre a fare proprio un personaggio e a metterci del suo. Anche se Kowalsky non rimane in scena a lungo ci si affeziona subito al personaggio grazie al fascino senza tempo di Clooney che lo rende simpatico e frizzante. La sua presenza spezza un po’ la serietà iniziale del film. Un po’ meno accattivante e` la performance della Bullock che, anche se deve recitare un ruolo molto difficile, si è rivelata poco adatta alla parte. Tra le prime scelte di Cuaròn per il ruolo della dottoressa Ryan Stone non c’era infatti lei, ma Angelina Jolie e Natalie Portman. Probabilmente la Jolie avrebbe dato al personaggio quel tocco personale che è mancato da parte della Bullock, perchè per quanto tragica sia la situazione, Ryan Stone manca di personalità.

Risultato spettacolare, unico e maestoso. Gli scenari incredibili e i colori intensi fanno battere il cuore per tanta bellezza, una vera e propria esperienza fisica ed emotiva travolgente che tiene lo spettatore costantemente con il fiato sospeso per 90 minuti, immerso in un’avventura che difficilmente dimenticherà.

Scheda film

Titolo: Gravity
Regia: Alfonso Cuarón
Cast: Sandra Bullock, George Clooney, Eric Michels, Basher Savage, Paul Sharma
Genere: Fantascienza, Thriller
Durata: 90’
Produzione: Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Nazione: USA
Uscita: 03/10/2013.

Giulia Ercolani
"Mi guadagno da vivere sognando" [Steven Spielberg]

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