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Beyond: Two Souls, rispetto ai suoi predecessori, si discosta sempre di più dalla classica definizione di videogioco, proponendosi a tutti gli effetti come Film interattivo, donando al giocatore qualche possibilità di scelta, ma negandogli la più completa libertà.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=c9D1N-MHwog]

Titolo: Beyond: Two Souls
Sviluppatore: Quantic Dream
Distributore: Sony Computer Entertaiment
Genere: Avventura Grafica
Piattaforma: Playstation 3
Numero Giocatori: 1
Localizzazione: Inglese e italiano

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TRAMA

La trama si districa in oltre 15 anni di vita di Jody, una giovane ragazza, il cui destino è fortemente destabbilizzato dal suo essere collegato ad una entità, chiamata Aiden, la cui sola presenza rendera la vita di Jody un vero inferno. La vita della protagonista sarà narrata attraverso scene, non legate cronologicamente, che ci consentiranno di vivere i più drammatici eventi che caratterizzano l’esistenza della ragazza: La scoperta di Aiden, la vita militare, l’istituto di ricerca e tanti altri. Il vero collante di tutti gli eventi sono le lacrime, o per meglio dire tutti i sentimenti ad esse collegate, infatti tutta la tristezza che colpirà Jody la porterà spesso a piangere e a deprimersi, desiderando di morire ed abbandonare tutte le sue sofferenze. Ma in quei momenti, proprio come nei migliori copioni Hollywoodiani, la speranza di una vita felice restituisce un po di gioia al suo cuore infranto conferendole la forza di vivere. Il tutto gira intorno ad un unico grande tema, la vita dopo la morte che prepotentemente entra attivamente nelle vite di tutti i personaggi, stravolgendo tutto quello che era prima di quel momento.

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GAMEPLAY

Il gameplay non si discosta molto da quello di Haevy Rain, ma presenta le giuste modifiche atte a rendere l’interazione del giocatore consona  all’anima più action del titolo. In primo luogo il movimento del personaggio giunge sulla levetta analogica sinistra rendendo il tutto più fluido ed immediato; alla levetta destra viene invece delegata la funzione della telecamera e l’interazione con gli oggetti sullo schermo, quando questi vengono evidenziati da un pallino bianco. Non mancano i Quick Time Events, marchio di fabbrica degli Interactive Drama inseriti saggiamente nelle fasi più interattive. Interessante è invece l’utilizzo di Aiden, al quale si può passare attraverso la pressione del tasto triangolo; si entrerà così in una visuale in prima persona che ci consentirà di muovere liberamente lo spirito, ma non oltre certe distanze da Jody, ed interagire con oggetti e persone evidenziate da un puntino blu; qui l’interazione avverrà attraverso l’aggancio del soggetto mediante il tasto L1 seguito dal successivo movimento simultaneo delle due levette analogiche. I combattimenti corpo a corpo che impegneranno la nostra Jody, risultano essere dei Quick Time Event ad intuizione, infatti si avrà un rallentamento dell’azione a cui dovremo indirizzare il colpo inclinando la levetta analogica nella direzione giusta. Ultima variazione del gameplay sono le poco inspirate sezioni Stealth, che risultano facili e difficilmente fallibili. Presenti le scelte morali che durante i dialoghi ci consentiranno di scegliere l’andamento della vicenda premendo il tasto  legato alla risposta scelta.

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ASPETTO TECNICO

Il lato tecnico risulta superlativo e la regia (si! In questo ambito è più corretto parlare proprio di regia) sorprendente per l’intensità delle inquadrature, con le quali le emozioni espresse dagli ottimi attori sono esaltate al massimo. Proprio il valore dato alle emozioni risulta essere il marchio di fabbrica della Quantic Dream, che con Beyond, ancora più che in Heavy Rain, vengono valorizzate e messe al centro della scena, con tante piccole accortezze. Prima fra tutte la cura con cui, grazie ad un gran lavoro svolto in Motion Capture, sono stati ricreati i personaggi e le loro espressioni facciali, proprio al limite del realismo estremo. Secondo grande valore emozionale risulta essere il ruolo delle luci il cui variare dell’intensità fa variare l’ambiente in funzione della scena; ci troveremo così di fronte, indistintamente se la scena si svoge di giorno o di notte,  ad ambienti molto luminosi quando la situazione appare calma e serena, molto più cupa se è la paura e l’agitazione a farla da padrone, fino a giungere a fievoli luminosità se esplodono rabbia o tristezza. Infine terminano il lavoro le varie componenti del comparto sonoro: infatti le splendide musiche orchestrali si sposano perfettamente alle scene, anche dal punto di vista del volume che passerà dall’essere esiguo o nullo nelle fasi di vita quotidiana e di tranquillità, crenscendo poi con l’intensità della scena.

Dal punto di vista degli ambienti, paiono dettagliatissimi e curatissimi, nonostante alcune scelte infelici di riproposizione di alcune texture riprese da Heavy Rain, il colpo d’occhio non ne risente ed il tutto risulta perfettamente in armonia.

Splendido e quasi sempre perfetto è il doppiaggio italiano, anche se per poter godere al meglio del gioco e delle splendide interpretazioni della bellissima e bravissima Ellen Page e del perfetto Willem Defoe, è consigliabile giocarlo in inglese, magari sottotitolato.

CONCLUSIONI

Insomma Beyond è magnifico, un “must have” per tutti i giocatori dal palato fine, in grado di regalare, nelle sue 6/8 ore, uno spettacolo fantastico che attraverso il suo grande numero di finali permette una vasta e completa rigiocabilita.

 


 

 Seconda opinione – a cura di: Massimiliano Sabia

Che cos’è un videogioco? Se dovessimo dare una fredda, tecnica definizione potremmo dire che: non è altro che un gioco gestito da un dispositivo elettronico, con un interfaccia uomo-macchina ed uno schermo come dispositivo di output.
Ma in realtà, cos’è un videogioco? Molti se lo sono chiesto…
Inutile dirlo… Il videogioco ha sempre diviso in due l’intera popolazione, tra chi lo considera la radice di ogni male, e chi lo considera un vero e proprio medium, capace di insegnare, raccontare ed esprimere emozioni, proprio come l’arte cinematografica o la letteratura.
E se c’è qualcuno che ha sempre saputo viaggiare sulla sottile linea che percorre il videogioco, la cinematografia e la letteratura, quello è David Cage.
Il game designer francese, a capo del talentuoso studio Quantic Dream, ha sempre avuto una sua personale  idea di “videogioco”, interpretandolo come un mezzo non solo d’intrattenimento, ma anche come un vero e proprio medium capace di comunicare con il videogiocatore… Capace di farlo sentire parte della storia, di farlo sentire come vero e proprio artefice del destino dei personaggi. Ma soprattutto cercando di creare un legame, una sorta di empatia tra il videogiocatore ed il protagonista della vicenda, riuscendo a comunicare forti emozioni.
Sin dal 1999 con il controverso Omikron: The Nomad Soul (uscito per PC e Dreamcast), David Cage è riuscito a creare attorno a sé una vera e propria cerchia di fan, capace di comprendere e carpire le mille sfaccettature che caratterizzano le storie dell’eclettico game designer.
Poi la consacrazione nel 2005, con l’uscita di Fahrenheit ed infine il tanto atteso capolavoro nel 2010 con il thriller investigativo Heavy Rain, sotto l’ala protettiva di Sony Computer Entertainment.
Ora, alla volta del 2013, David Cage con la sua Quantic Dream, si trova di fronte ad una situazione cruciale.
Riuscire a bissare il clamoroso successo di Heavy Rain, con Beyond: Two Souls?

Cinema o Videogame?
Annunciato soltanto all’E3 del 2012, in realtà Beyond: Two Souls ha ben tre anni di lavoro alle spalle. Il titolo è il frutto di quella tech-demo tanto chiacchierata denominata KARA, che mostrava un livello di dettaglio impressionante per la PS3, tutto rigorosamente in real-time.
Ma soltanto alla fiera losangelina Sony ha pensato di togliere il velo sul titolo di Quantic Dream, mostrando nel trailer la protagonista Jodie Holmes, interpretata nientemeno che dalla candidata al premio Oscar Ellen Page (Juno, X-Men: Conflitto Finale, Inception).
La bella attrice canadese ha interamente recitato nel titolo con una sorprendente tecnica di motion capture, che setta nuovi standard nel mondo videoludico, dopo quella introdotta dal defunto Team Bondi, per L.A. Noire.
Con il proseguire dello sviluppo,  e l’ulteriore rilascio di nuovi diari di sviluppo da parte di Sony, Quantic Dream tira fuori dalla manica un secondo asso, per un titolo che già di per sé ha generato una poderosa scarica di hype negli aficionados del team francese, ossia la presenza del candidato al premio Oscar Willem Dafoe (Platoon, xXx – The Next Level, Spider-Man), come attore co-protagonista di Ellen Page.
Se con Heavy Rain il confine tra cinema e videogioco si è assottigliato, grazie alla presenza di due attori di una simile caratura, con Beyond: Two Souls il confine risulta essere ancor più labile.
Cercando di contenere gli spoiler (per non rovinare anche il più piccolo istante di questa splendida storia), cerchiamo di introdurre la storia.
Jodie Holmes (Page) è una ragazza nata con uno strano dono: è legata ad un’entità superiore che le permette di entrare in contatto con persone, cose e non solo.
Il nostro compito sarà quello di rivivere 15 anni della vita di Jodie, che spaziano dall’infanzia fino all’età adulta.
Certo, il susseguirsi degli eventi risulta molto più lineare che in Heavy Rain, dove il giocatore aveva la possibilità di “pilotare” il destino di ciascuno dei protagonisti. Ma in Beyond, avremo a che fare con un tipo di storia totalmente differente che, giocoforza, ci costringerà a giocare interamente tutti i capitoli del titolo, permettendoci di prendere delle decisioni cardine soltanto negli ultimi frangenti della storia.
Ciò non deve essere inteso come un difetto, sia ben chiaro, poiché trattandosi di una sorta di “biografia” è plausibile che la storia si sviluppi in modo abbastanza predeterminato.
Tuttavia, il marchio Quantic Dream c’è e si vede, e pur non avendo ripercussioni significative, potremo comunque prendere decisioni differenti nei primi capitoli della storia, scoprendo sequenze e filmati alternativi… Proprio come vuole la tradizione del team francese.
E trattandosi di un titolo di David Cage, le emozioni non tradiranno le attese. Assisteremo ad una storia forte e drammatica, capace di spaziare in maniera trasversale con le vostre emozioni, ancor di più rispetto a quanto vissuto con Heavy Rain. Avendo ben quattro protagonisti, era difficile immedesimarsi ed instaurare un contatto empatico con ciascuno di essi.
In Beyond: Two Souls dovremo semplicemente lasciarci trasportare dal viaggio di Jodie e cercare di tenere il filo con gli eventi narrati (saggiamente) in disordine.
Vi verrà naturale, quindi, immedesimarvi ed affezionarvi ai personaggi… Jodie su tutti, ma anche al dott. Nathan Dawkins (Dafoe) e al suo assistente Cole (Kadeem Hardison).
Mai come in questo caso i personaggi sono stati creati, plasmati e cuciti appositamente per un attore. E questo grazie all’interpretazione favolosa dei protagonisti principali Ellen Page e Willem Dafoe, ma anche da parte degli attori secondari.

L’arte poligonale
Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio capolavoro artistico, sotto tutti i punti di vista.
Nel 2010, Heavy Rain aveva già settato un buon livello di dettaglio per quanto riguarda le animazioni dei personaggi… Poi c’è stato L.A. Noire, che ha contribuito inevitabilmente ad alzare l’asticella, almeno per quanto riguarda le animazioni facciali.
Quantic Dream ha pensato di adottare un nuovo motore di gioco, capace di restituire una realizzazione grafica assolutamente stupefacente. Per questo motivo, il team ha deciso di adoperare una tecnica di motion capture integrale per gli attori, in modo particolare per le espressioni facciali.
Il risultato è assolutamente stupefacente, capace di rendere giustizia al duro lavoro degli sviluppatori. Ogni cambio di stato d’animo o emozione può essere percepito, ed il tutto è condito da un ottimo lips-sync, aumentando considerevolmente lo stupore nel giocatore, oltre che ad alimentare quel collegamento emotivo così importante, già citato nel paragrafo precedente.
Certo, con ambienti e personaggi così dettagliati, era inevitabile scendere a qualche compromesso come un caricamento talvolta tardivo delle textures e qualche saltuario freeze dell’immagine. Ma niente che possa compromettere il lavoro strabiliante di Quantic Dream.
Anche dal punto di vista sonoro il titolo delizia il videogiocatore, con un doppiaggio in inglese eccezionale grazie alle voci originali degli attori. Anche il doppiaggio in italiano si difende molto bene, tanto da essere soltanto una spanna inferiore a quello originale. Nel caso in cui masticaste la lingua inglese, il doppiaggio in lingua originale è fortemente consigliato.
Ad alimentare il senso di coinvolgimento, ci pensa la fenomenale colonna sonora ad opera del premio Oscar Hans Zimmer (Il Re Leone, The Rock, Il Gladiatore), con l’ausilio di Lorne Balfe ed eseguita dalla Royal Philarmonic Orchestra, risultando memorabile, fin dall’epico tema principale nella schermata della XMB.

VERDETTO FINALE
Film o videogioco? Semplicemente, Beyond: Two Souls è un gioco di Quantic Dream, con tutti i crismi del caso.
Una bellissima e visionaria storia, raccontata in modo magistrale, è solo la punta di diamante di questo titolo che promette di stupire, e soprattutto promette di far discutere.
Ma tutti coloro che conoscono il lavoro di David Cage e del suo team, sanno quali sono le peculiarità del loro genere. Beyond è un susseguirsi di emozioni incredibili, un viaggio in compagnia della bella Ellen Page che riuscirà ad entrarvi dentro, che vi colpirà nello spirito e nella coscienza e che difficilmente vi lascerà, anche dopo averlo terminato svariate volte.
E immaginiamo che lo scopo prefisso di Quantic Dream sia proprio quello: partorire storie controverse, forti e drammatiche, che sappiano farci riflettere e soprattutto sappiano emozionarci.
Un titolo del genere non è assolutamente valutabile con una fredda media matematica. Ogni videogiocatore avrà una sua interpretazione, un suo viaggio emozionale, con conclusioni e sensazioni di volta in volta differenti.
Di sicuro è un capolavoro unico nel suo genere… Una bella storia per congedare al meglio la PlayStation 3.

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