Alan Wake – Recensione Utente

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Alan Wake è un gioco raro, o meglio, le sensazioni e le atmosfere che il capolavoro Remedy sa suscitare nei giocatori disposti ad “abbassare” ogni tanto la pistola e lasciarsi trasportare nelle vicende surreali e misteriose di uno scrittore in cerca della sua musa nelle terre montuose di Bright Falls, sono uniche.

In questa generazione costellata da tanti sparatutto, costi di sviluppo abnormi e un abbassamento della varietà dei giochi sugli scaffali del nostro negozio preferito, i ragazzi finlandesi di Remedy, capitanati da  Sam Lake, sono riusciti a tirare fuori dal loro magico cilindro un titolo che per seppure poche ore, riesci ad immergerci nella vita di Alan, ci rende spettatori interattivi della sua (presunta?) follia. Lo sviluppo del gioco è stato lungo, era stato presentato come esclusiva pc, nel lontano 2005, e doveva essere un horror open-world. Nel 2010 il titolo è uscito come un horror psicologico lineare, anche se è possibile scovare, durante la nostra partita, ambientazioni più vaste
del solito, retaggio della precedente natura libera del titolo.

Storia:

In Alan Wake, la storia è tutto.
I Remedy hanno puntato tutto sulle vicende narrate nel gioco che hanno abilmente escogitato per tenere il giocatore perennemente incollato allo schermo; e ci sono riusciti. La trama prende spunto dai romanzi di Stephen King e dalla serie tv Twin Peaks per l’ambientazione e i vari personaggi folli che incontreremo nel corso del gioco.
Il primo episodio ( il gioco è suddiviso in 6 episodi, che rimandano allo svolgimento di una serie tv, alla fine di ogni episodio infatti ci sarà il riassunto di quello precedente.) parte con l’arrivo di Alan e sua moglie Alice a Bright Falls per una vacanza rilassante, voluta dalla stessa moglie per far superare al marito scrittore i suoi blocchi.
Inutile dire che la bella vacanza si trasformi subito in un incubo, che vede un oscurità dilagante “inghiottire” tutta Bright Falls, trasformando i suoi cittadini in manichini bramosi di sangue e violenza. Addirittura anche gli oggetti dello scenario vengono posseduti e cercheranno di colpire il povero Alan.
L’unica salvezza per lo scrittore sarà la luce: essa scaccerà l’oscurità, donandoci attimi di tregua. Attenti però a non scaricare le batterie!

Gameplay:

Alan Wake unisce l’esplorazione di piccoli scenari e il combattimento con armi da fuoco/torcia per uccidere i nemici avvolti dall’oscurità. Nel gioco ci verrà chiesto di recuperare oggetti utili al proseguimento del gioco e l’attivazione di porte e macchinari. L’uso di torce o bengala è essenziale per sopravvivere, perchè solo con l’uso di fonti di luce è possibile scacciare l’oscurità.
Ci saranno momenti alternati di notte e giorno, molto bello è visitare prima un luogo nella sicurezza fornita dai raggi del sole, per poi tornarci al calare delle tenebre;vedremo l’ambientazione calma e sicura di poche ore prima, diventare un luogo pericoloso e ostile.
Un elemento ben fatto è il programma televisivo Night Springs, che potremo vedere nelle tv presenti nel gioco, assaporando la sua follia.
Pochi i difetti del gioco, imputabili solo alla scarsa tipologia di nemici, alla difficoltà tarata verso il basso e alle sezioni di guida, che seppur presenti in bassa quantità, sanno di “vecchio”. Bellissimi invece i panorami e ottima la caratterizzazione dei personaggi, macchiata solo da un’ espressività facciale non al passo coi tempi. Scarso ovviamente il numero di “bocche da fuoco”, ma non si può pretendere che uno scrittore Newyorkese possa usare, ma soprattuto trovare, delle armi di tipo militare.

Grafica e sonoro:

Partiamo con la componente sonora: di alto livello, degna di una serie televisiva. Troveremo artisti del calibro di David Bowie e Poets of the Fall. Promossa a pieni voti.
Il comparto tecnico ha subito un po’ il lungo tempo di sviluppo, presentandosi “debole” nei visi dei personaggi e nello stesso Alan. Anche alcuni animazioni sono un po’ “legnose” ma tutto sommato godibili. Altro discorso per l’ambientazione, ricreata in modo perfetto; certi panorami di montagne e alberi in lontananza lasciano senza fiato sia per la direzione artistica che per la draw distance elevata.
Sole alcune texture sono un po’ povere e non all’altezza del resto del gioco.
Vedere la foresta mossa dal vento e ottimamente renderizzata a schermo fa la sua “porca figura”.
Il punto forte comunque è l’illuminazione magistrale, pensata inizialmente per mostrare i miglioramenti delle direct x10, si mostra su 360 in ottima forma; senza dubbio la migliore fino a qualche tempo fa.

Conclusione:

Consigliatissimo a tutti, un gioco che unisce trama e atmosfera ai massimi livelli.
Compratelo senza esitazioni!

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