Recensione Call Of Duty: Modern Warfare 3

Recensioni Videogiochi 1.0 Videogiochi

Modern Warfare… 2.5?

Call Of Duty 4 rappresenta probabilmente uno dei punti più alti raggiunti dalla saga, specialmente per quanto concerne il multiplayer eccellente che possedeva.

La conseguenza di tanto ben di Dio fu tuttavia la sequenza di titoli copia incollati e, soprattutto, la nascita della CoD Mania, con tanto di decine e decine di FPS cloni della serie Infinity Ward.

Questo Modern Warfare 3 conclude la trilogia con protagonisti il buon vecchio Capitano Price e il fido Soap MacTavish, riprendendo la storia dal finale del precedente episodio. I nostri dovranno ancora una volta trovare il terrorista Makarov, mentre tra Russia e USA la guerra non è ancora finita. Sarà  finalmente un titolo nuovo ed innovativo per la saga?

Hollywood e guerra

“Squadra che vince non si cambia”. Questo è probabilmente il motto degli Infinity Ward, e si vede fin troppo bene. In generale infatti, mettendo mano al pad/mouse sembra di giocare non tanto a Modern Warfare 3, quanto ad un grande DLC di Modern Warfare 2, sia per quanto concerne HUD e gameplay. Fatta questa considerazione si può passare all’analisi.

La campagna single player è caratterizzata da una vasta gamma di situazioni adrenaliniche ed estremamente spettacolari. Tra inseguimenti, fughe e corse a perdifiato si dirama una trama molto semplice, ma finalmente narrata in maniera decorosa, con una regia talvolta molto ispirata. Ogni veterano della saga però si renderà conto fin da subito di come gran parte dell’avventura riprenda pedissequamente molte sequenze già presenti in MW1 e MW2. Ecco quindi la classica irruzione in una stanza con bullet time,  l’infiltrazione dietro le linee nemiche eccetera.
Nonostante questo, i veri difetti della campagna restano sempre gli stessi: una longevità infima (5 ore circa) ma soprattutto una linearità quasi scandalosa: l’avventura è un continuo succedersi di sparatorie e moltissimi eventi scriptati secondo binari molto stretti che non lasciano libertà al giocatore. Il risultato è probabilmente ciò che Infinity Ward ha sempre cercato di ottenere: una esperienza hollywoodiana in grado di riportare alla mente i grandi blockbuster cinematografici. Ai giocatori l’ardua sentenza, se sia cioè meglio giocare o lasciarsi portare avanti dal gioco stesso.

Eppure non si può bocciare questa modalità: l’enorme mole di avvenimenti tiene certamente lontana la noia, facendo sì che la campagna di questo MW3 sia in fin dei conti abbastanza godibile e frenetica.

Un fucile è buono, due meglio

Dopo il successo su MW2, ancora una volta è presente la modalità cooperativa Spec Ops, che propone un buon numero di missioni di vario genere da giocare insieme ad un amico. La varietà del pacchetto è decisamente buona, in grado di divertire anche più della campagna.

Vera novità è però la modalità Sopravvivenza, ripresa dalla sempre più diffusa Orda: in essa dovremo sopravvivere insieme ad un compagno ad ondate infinite di nemici all’interno delle mappe sfruttate anche per il multiplayer. In modo analogo alla modalità Zombi dei CoD made in Treyarch, ad aiutarci vi saranno armi e equipaggiamento da acquistare tramite i punti che otterremo con le uccisioni, oltre che a ricompense più interessanti come missili Predator e raid aerei. L’esperienza di gioco si rivela molto divertente, complice anche la vena tattica richiesta per poter resistere ai colpi nemici.

Il piatto forte!(?)

Come sempre chi acquista Call Of Duty lo fa principalmente per immergersi nella corposa modalità multiplayer.

Buono il numero di mappe e molte le modalità di gioco, a cui si aggiungono alcune inedite, tra cui spicca “Uccisione Confermata”. Qui per ottenere punti per la nostra squadra non basterà eliminare i nemici, ma dovremo anche raccogliere le loro piastrine. Questo elemento rende le partite molto più tattiche e il camping viene necessariamente meno, in favore di una azione più attiva.

Per il resto troviamo i classici Quartier Generale, Cerca & Distruggi e tutto ciò a cui la Infinity Ward ci ha ben abituati.
Ciò che più preme ai giocatori è però la personalizzazione del nostro equipaggiamento: l’arsenale è come sempre molto fornito e spazia tra mitragliette e lanciarazzi, per passare a granate e dispositivi EMP.

Non mancano ovviamente i perk che ci permetteranno di avere alcuni bonus in battaglia, come una ricarica rapida o la capacità di correre più a lungo. Perk  che, va detto, questa volta risultano molto più equilibrati di quelli visti in Modern Warfare 2.
Novità di spicco è però quella legata alle killstreak, ovvero le ricompense per le uccisioni di fila.

Queste sono divenute infatti pointstreak, vale a dire che anche completare gli obiettivi missione permetterà di scalare le ricompense, che sono ora suddivise in tre classi: Supporto, Assalto e Specialista. La prima permette di utilizzare dispositivi come radar e approvvigionamenti per aiutare i nostri compagni, la seconda propenderà invece per strumenti offensivi come raid aerei, mentre l’ultima ci darà l’accesso ad altri perk aggiuntivi.

Nonostante tutto ciò, i difetti ereditati da Modern Warfare 2 non mancano, quali alcuni problemi di lag ma, soprattutto, un caos generale incredibile, reso ancor più insopportabile da un sistema di respawn del tutto inefficiente. Le partite diventano così teatro di scontri alla Rambo dove non di rado si muore per cadere nuovamente a terra in pochi istanti, con ogni genere di strumento di morte che vaga per terra e per aria.

Nuovo gioco, stessa tecnica

Il comparto tecnico e sonoro risulta poco mutato rispetto a quello del capitolo scorso. Il motore grafico è sostanzilamente rimasto identico, mantenendo il pregio di un colpo d’occhio di prim’ordine, a fronte di aliasing e texture in low-res diffuse. Ciononostante il commento da fare sul frame rate resta sempre ottimo, grazie ai suoi 60fps inchiodati senza un solo calo.

Per quanto concerne la colonna sonora invece, le tracce di sottofondo non colpiscono, ma accompagnano degnamente l’azione di gioco, mentre il doppiaggio resta su livelli discreti.

Gli effetti sono sempre di buona fattura, ma molti sono rimasti identici a quelli di MW2.

Gioco o DLC?

In conclusione, Call Of Duty Modern Warfare 3 è un titolo in grado di cambiare le carte in tavola come fatto dal capostipite? Assolutamente no. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un clone con pregi e difetti consolidati, che fa della sua unica novità la modalità Sopravvivenza. I detrattori della saga non troveranno motivi per cui acquistare il titolo mentre per i fan resta il solito acquisto “obbligato”. A qualunque delle due sponde apparteniate, oggettivamente questo MW3 si rivela comunque estremamente longevo, grazie ad un pacchetto ludico corposo. La buona campagna e le Spec Ops possono peraltro essere una spinta all’acquisto anche per chi passa poco tempo online.

PRO

  • Tante modalità e la nuova arrivata Sopravvivenza
  • Una diginitosa conclusione della storia
  • Multiplayer ricco

CONTRO

  • Troppo, troppo simile ai predecessori
  • Il multiplayer soffre ancora di difetti evidenti
  • Campagna brevissima

GRAFICA: 8

SONORO: 7.5

DIVERTIMENTO:8

LONGEVITA’: 9

TOTALE: 7.5

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up