Grand Theft Auto V (GTA V) – Recensione


TITOLO: Grand Theft Auto V
SVILUPPATORE: Rockstar North
PUBLISHER: Rockstar Games/Take 2
GENERE: Free Roaming
GIOCATORI: 1
RISOLUZIONE: 720p – 1080p
PIATTAFORME: PS3, Xbox 360 (17-09-2013)
LOCALIZZAZIONE: Inglese, sottotitolato in italiano

Che Grand Theft Auto sia divenuto una vera e propria gallina dalle uova d’oro per Rockstar Games, lo si capisce dalle mostruose cifre attorno al marchio che ha di fatto settato gli standard del genere free-roaming.
Dal capitolo III, la saga è in continua ascesa, macinando record su record, e proponendo titoli che in un modo o nell’altro entrano di diritto in ogni collezione che si rispetti.
Per l’ultimo nato in casa Rockstar poi, le cifre sono da capogiro. Qualcosa come cinque anni di lavoro alle spalle e ben duecentosessantacinque milioni di dollari in costi di produzione, che di fatto lo proiettano in testa alla classifica delle produzioni videoludiche. Basti pensare che solo un kolossal come Pirati Dei Caraibi: Ai Confini Del Mondo, è riuscito a batterlo toccando i trecento milioni di dollari.
Dopo due lunghi anni di attesa dall’annuncio ufficiale, finalmente abbiamo tra le mani la versione definitiva di Grand Theft Auto V, titolo che promette di ridefinire gli standard del genere free-roaming, ponendosi l’ardua sfida di superare in tutto e per tutto il suo predecessore, a cominciare dal numero di protagonisti.
I personaggi giocabili infatti saranno ben tre contemporaneamente, idea che Rockstar ha cominciato a sperimentare proprio con Grand Theft Auto IV, in cui i tre protagonisti pur non essendo giocabili contemporaneamente, erano accomunati da una serie di eventi che inevitabilmente si sarebbero intrecciati.
Adesso abbiamo tra le mani ben tre teste calde da poter comandare a nostro piacimento, in qualsiasi momento…
Benvenuti a Los Santos.
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TRE GUST IS MEGL CHE UAN!
Fin dal prologo verremo subito catapultati in un vortice di situazioni estreme, da cui i nostri tre protagonisti dovranno districarsi con le loro forze e con un pizzico di fortuna.
I protagonisti verranno introdotti gradualmente. Michael De Santa è il primo che comanderemo, un padre di famiglia benestante, che si è lasciato alle spalle il suo passato da rapinatore di banche.
Purtroppo la sua vita è tormentata da una famiglia instabile, con un figlio estraniato dalla realtà e concentrato sui videogiochi, una figlia disposta a tutto pur di raggiungere il successo di Vinewood ed una moglie non proprio fedele. Con una situazione familiare del genere, era inevitabile che Michael affogasse le proprie preoccupazioni nell’alcol, in modo particolare quando il vecchio amico (e compagno di scorribande) Trevor bussa alla sua porta.
Trevor Phillips è il classico sociopatico, una via di mezzo tra Jack Torrance, Tony Montana ed un personaggio partorito dalla mente di Quentin Tarantino.
Un pazzo senza scrupoli, che terrorizza la zona semi-desertica di Sandy Shores, ma che è in grado di farvi rotolare per terra dalle risate per la sua spontaneità e per le sue battute decisamente spinte. I cittadini della contea, infatti girano alla larga. Mentre quei pochi ignari che hanno la sfortuna di provocarlo, finiscono per soccombere sotto la sua follia omicida.
Nonostante le apparenze, il personaggio di Trevor con il proseguire degli eventi, risulta essere molto profondo, al pari (se non superiore) a quello di Michael.
A completare il cerchio ci pensa Franklin Clinton, classico gangster di periferia.
Se le personalità  precedenti erano inedite e degne di nota, quella di Franklin non brilla assolutamente per originalità, risultando a tratti stereotipata, e liberamente i spirata a quel Carl Johnson protagonista del capitolo San Andreas, uscito ormai ben 9 anni or sono.
Nonostante tutto, il personaggio ben si amalgama all’intreccio narrativo, specialmente con Michael che trova in Franklin una sorta di figlio surrogato.
Il quadro messo su da Rockstar è quanto di più folle, assurdo ma soprattutto realistico si sia mai visto in un videogioco. Infatti Grand Theft Auto V ha il pregio di portare nel medium videoludico uno spaccato di vita reale, caratterizzata da personaggi ridicoli e finti, fautori del collasso societario a cui stiamo assistendo, con la classica ironia e humor nero tipici della serie.
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BUTTIAMOCI NELLA MISCHIA
Rockstar North ha pensato bene di incentrare tutti gli sforzi compiuti con successo nei titoli passati, in questo Grand Theft Auto V che dovrebbe rappresentare, a conti fatti, la punta di diamante del panorama di R* Games.
Chi ha avuto la fortuna di giocare Max Payne 3, noterà subito come le sparatorie siano state ereditate direttamente da quest’ultimo. Il sistema di copertura, il ritmo frenetico degli scontri e la morbidezza pad alla mano, sono un forte richiamo allo shooter pubblicato ormai più di un anno fa. Mentre la ruota di selezione delle armi sembra sia stata ereditata dal capolavoro del team San Diego, Red Dead Redemption.
Nelle fasi di shooting gli sviluppatori hanno pensato, come di consueto, di lasciare piena libertà al videogiocatore per quanto riguarda il sistema di mira.
Saranno disponibili ben tre tipi di mira: Mira Automatica, Mira Semi-Automatica e Mira Manuale. In fase di test, la mira semi-automatica ci è sembrata l’opzione più equilibrata, in quanto permette di focalizzare subito la mira sul bersaglio, ma concede comunque una certa libertà di mira.
Discorso a parte per le altre due opzioni: se siete videogiocatori hardcore, amanti delle sfide e del brivido, la Mira Manuale è caldamente consigliata. Mentre la Mira Automatica è fortemente sconsigliata, in quanto riduce le adrenaliniche sparatorie messe su da Rockstar ad un mero “lock and shoot” sequenziale, andando ad abbassare sensibilmente il grado di libido e soddisfazione.
Ma la vera chicca di questo GTA Five, è la presenza di ben tre protagonisti!
Durante le sparatorie (o alcune missioni dedicate ai tre filibustieri), potremo giostrare liberamente tra un personaggio e l’altro in maniera assolutamente fluida. Agendo sul tasto “giù” del D-pad, si aprirà la ruota di selezione del personaggio. In questo modo sarà possibile focalizzare un protagonista su un compito ben preciso, a seconda delle sue attitudini e delle sue abilità.
A proposito delle abilità, il titolo eredita in parte il sistema di abilità del personaggio presente nel capitolo San Andreas. Le abilità saranno distinguibili in: Apnea, Forza, Furtività, Guida, Mira, Resistenza e Speciale.
Ogni abilità richiederà esercizi specifici per poter essere affinata, ad esempio per poter migliorare l’abilità Apnea dovremo nuotare a lungo sott’acqua, per migliorare l’abilità Forza potremo fare a pugni o praticare diversi sport, e via dicendo.
Per quanto riguarda l’abilità Speciale, ogni protagonista ne avrà una peculiare. Michael potrà rallentare il tempo durante gli scontri a fuoco, Franklin potrà rallentare il tempo alla guida e Trevor potrà entrare in una sorta di modalità “follia” in cui potrà uccidere chiunque con un solo colpo, senza subire danni.
Inutile dire che trattandosi di abilità speciali, il loro utilizzo si limita ad un certo lasso di tempo, per cui sarà necessario ponderare bene quando utilizzarle.
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Grosse novità sono state apportate al modello di guida, specialmente se paragonato al sistema di guida adottato nel predecessore. In Grand Theft Auto IV il sistema di guida risultava a tratti troppo proibitivo, mettendo in difficoltà il videogiocatore qualora volesse lanciarsi a tutta velocità con un bolide.
In GTA V, anche i veicoli più performanti saranno facilmente addomesticabili, grazie a ciò potremo dare vita a inseguimenti e corse assolutamente spettacolari, non lesinando sul pedale dell’acceleratore.
Inoltre, sono stati reintrodotti i garage del tuning tanto amati in San Andreas, dove potremo utilizzare un editor abbastanza potente per poter modificare qualsiasi tipo di vettura.
A proposito degli inseguimenti, anche l’IA della polizia ha subito grossi mutamenti. Se in Grand Theft Auto IV potevate svignarvela anche con 6 stelle di sospetto, qui i poliziotti saranno peggio di un branco di lupi tenuti a digiuno (sono nati anche diversi meme su questo argomento).
Non importa se abbiate investito un ignaro bagnante sulla battigia o abbiate sforacchiato il più malfamato degli spacciatori. La polizia di Los Santos vi darà la caccia nel vero senso della parola, e soprattutto sparerà per uccidere.
Ritornano anche gli Ammu-Nation, a discapito degli ambigui trafficanti d’armi di GTA IV. Qui potremo acquistare armi (come i più navigati sapranno già) ed in questa nuova versione, potremo anche personalizzarle in maniera piuttosto accurata: dalla gittata, alla capienza del caricatore. Dalla colorazione, all’aggiunta di tool come silenziatori, torce ed impugnature.
Una feature che purtroppo è stata utilizzata in modo troppo marginale, è la presenza del cane di Franklin, Chop.
Sebbene le missioni in cui saremo in compagnia del nostro amico a quattro zampe saranno divertenti, purtroppo sono in numero molto limitato, e soprattutto non influiscono in maniera significativa sul gameplay. Potremo portarlo a spasso, farlo giocare con la palla e insegnargli giochetti tramite l’app iFruit scaricabile da subito su iPhone, ed in seguito su Android e Windows Phone. Un vero peccato, poiché gli sviluppatori avrebbero potuto introdurre un elemento innovativo e dal flavour simpatico nel già enorme impianto di gameplay.
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NEXT GEN? NO, GRAZIE
Il lavoro compiuto da Rockstar a livello tecnico è davvero encomiabile, tanto da far impallidire Grand Theft Auto IV. La stessa Rockstar ha definito il lavoro su questo GTA V paragonabile ad un titolo next-gen.
Ancora una volta il motore RAGE è stato utilizzato e potenziato, tanto da offrire un livello di dettaglio mai visto prima in un titolo free-roaming nella current gen.
Spesso assisteremo a scorci incredibili, merito dell’ampliata linea d’orizzonte e dell’eccezionale sistema d’illuminazione che rende i panorami alla luce del giorno assolutamente sensazionali.
Ma il meglio di se, l’engine proprietario di Rockstar lo da nella gestione degli eventi atmosferici. Ci troveremo difronte a copiose nevicate come nel caso del prologo, a periodi di grande afa tanto da poter ammirare l’effetto calura sullo sfondo, e a vere e proprie tempeste d’acqua e fulmini. Capiterà spesso di viaggiare a velocità moderata rispettando il codice della strada, solo per poter ammirare un tuono squarciare il cielo coperto. Anche l’acqua ha subito un forte restyling, potremo assistere alla formazione di onde e schiuma e soprattutto potremo esplorare anche i fondali.
La mappa è decisamente vasta, e comprende i più svariati modelli paesaggistici: si passa dall’urbanizzazione selvaggia di Los Santos, alle vette del Mount Chiliad. Dalla zona desertica di Sandy Shores, alle morbide zone collinari di Vinewood.
Ma la differenza sostanziale col predecessore (oltre alla varietà delle ambientazioni) è l’assenza di filtri sul comparto grafico.
Grand Theft Auto IV era un tripudio di filtri e colori distorti, volti a rappresentare al meglio il degrado e la malinconia di Liberty City, oppure necessari per mascherare le magagne tecniche di un motore grafico imperfetto all’epoca.
Oggi il RAGE engine mostra i muscoli, e tutto ciò che vedremo sarà sorprendentemente dettagliato e, soprattutto, senza l’ausilio di filtri visivi.
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Certo, le imperfezioni non mancano… Ma in un titolo di questa grandezza e di questa portata (si parla pure sempre di un open world) sono assolutamente minimali come: un caricamento talvolta tardivo delle textures, un leggero pop up degli oggetti, qualche problema di gestione dei ragdoll e qualche saltuario calo di frame rate, ancorato per la maggior parte delle situazioni intorno ai 30 fps.
Un piccolo difetto che si può rimproverare ai ragazzi di Rockstar North, è quello di aver caratterizzato con le stesse mosse corpo a corpo l’intero trittico di protagonisti. Sarebbe stato più opportuno donare a ciascun protagonista le proprie mosse peculiari, così da rendere più vario e realistico lo switch tra un personaggio e l’altro.
Il comparto audio, come da tradizione, tocca livelli di eccellenza con una fenomenale colonna sonora d’accompagnamento a cura di ben tre compositori ed oltre duecento canzoni disponibili nelle autoradio che spaziano dai generi più disparati: si passa dal rock dei The Cult o di Robert Plant, al pop di Rihanna.
Eccezionale il doppiaggio totalmente in inglese, con voci perfettamente calzanti alle personalità di ciascun personaggio, che sia protagonista, comprimario o un npc casuale.
Tuttavia, sussiste ancora il dilemma dei predecessori… Viaggiare in auto, controllare la strada, il gps ed i sottotitoli dei dialoghi risulta scomodo, oltre che pericoloso per tutti coloro che non masticano l’inglese a sufficienza.
Inutile dire che il fattore longevità è mostruoso. Oltre alle 69 missioni della campagna principale, caratterizzate da una varietà e da una spettacolarità senza precedenti, ci saranno numerosissimi compiti secondari da portare a termine tra: incarichi dagli sconosciuti, corse di svariato genere (triathlon, moto d’acqua, quad, auto), passanti casuali da scortare e la solita mole impressionante di segreti sbloccabili e easter eggs da scoprire.
Vera chicca delle missioni principali sono le rapine. Toccherà a noi scegliere lo staff, l’equipaggiamento ed il tipo d’approccio necessario per poter portare a termine un colpo. Tutto ciò dona un senso di strategia e pianificazione non indifferente, senza contare che in questo modo aumenta il fattore rigiocabilità, potendo riprendere la stessa missione ma con un approccio del tutto differente.
Ogni membro comprimario che sceglieremo, avrà delle abilità particolari che inficeranno positivamente o negativamente sull’esito del colpo.
Per portare a termine la prova durante la sede di recensione, ci sono volute ben 36 ore tra missioni principali ed incarichi secondari, divise in un 60% per le missioni principali, 30% per le missioni secondarie ed un 10% di sano gironzolare per le strade dell’isola di San Andreas, persi tra la miriade di luoghi visitabili tra: negozi d’abbigliamento, golf e tennis club, luoghi di meditazione, strip club, negozi di tatuaggi, garage di customizzazione e tanto altro ancora.
Senza contare che a tutto ciò dobbiamo ancora aggiungere Grand Theft Auto Online, che promette ancora tantissime ore di divertimento, mettendo seriamente in pericolo la vostra vita sociale.

VERDETTO FINALE
Incredibile, ma vero… Rockstar è riuscita ancora una volta a stupire, ed inevitabilmente ad alzare l’asticella per quanto riguarda il genere dei free-roaming, ma anche per quanto riguarda il panorama dell’intrattenimento in generale. Poiché un’opera di tale maestria non può che scuotere tutto ciò che gira intorno al mondo dell’electronic entertainment.
Nonostante qualche lieve sbavatura, Grand Theft Auto V riesce ad investire il videogiocatore con una mole di contenuti assurda e, soprattutto, realizzata con cura, dedizione ed un’ironia che da sempre caratterizza il pluripremiato brand di R*.
Ogni elemento, dalla sceneggiatura al gameplay, dalla realizzazione tecnica alla caratterizzazione dei personaggi dimostra il duro lavoro di Rockstar North e tutti i 256 milioni di dollari investiti in un’opera di una simile portata.
Poche storie: Rockstar ha scritto un’altra grande pagina di arte videoludica. Grand Theft Auto V è un’opera d’arte che merita di essere giocata e vissuta.
Candidato di diritto come Game Of The Year del 2013.

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