Aarklash Legacy – Recensione

Titolo: Aarklash: Legacy

Sviluppatore:  Cyanide Studios
Publisher: Cyanide Studios
Numero giocatori offline/online: 1/no online
Piattaforme: PC
Localizzazione: Inglese

Tra i due litiganti, il terzo riscuote

Che i mondi fantasy abbiano un indubbio fascino è risaputo, ma allo stesso modo è pur vero che le storie che vi prendono vita sono solitamente riconducibili alla classica “battaglia tra bene e male” dove l’eroe (o gli eroi) si trovano a lottare strenuamente per riportare la pace.

C’è poi Aarklash Legacy, ultimo prodotto della Cyanide Studios, casa sviluppatrice di titoli come la trasposizione videoludica di Game Of Thrones.

Ancora una volta il fulcro della storia sarà una battaglia tra due fazioni rivali, ma il nostro punto di vista è completamente esterno: i protagonisti di Aarklash Legacy appartengono alla gilda dei Goldmongers, in altre parole la più grande “banca” del territorio, a cui gli eserciti si rivolgono per chiedere ingenti prestiti. Nel caso di mancato risarcimento tuttavia, i Goldmongers fanno affidamento sulle Wheel Swords per appropriarsi di oggetti di valore in modo da saldare il debito.
Tuttavia proprio nel mezzo di questa “operazione commerciale”, i nostri protagonisti vengono attaccati e la loro gilda pare essere stata sciolta.

Da qui i 4 protagonisti (a cui se ne aggiungono altri nel corso dell’avventura) si ritrovano loro malgrado catapultati nelle vicende di una trama piuttosto interessante ed avvincente. Ciò che è davvero riuscito della componente narrativa è tuttavia la caratterizzazione dei nostri anti-eroi, sia sotto il profilo estetico che caratteriale, attraverso dialoghi ben scritti e altrettanto ben recitati.

I maghi del freeze

Il gameplay di Aarklash Legacy è fondamentalmente quello di uno strategico: manovrando con una visuale isometrica il nostro team, lo muoveremo in tempo reale lungo le mappe di gioco, cercando oggetti per potenziarne l’equipaggiamento e nemici.

Ciascun membro del party ha abilità e ruoli ben precisi fin da subito: abbiamo Knokka che fungerà da tank, Wendaroo da medico, Nella da maga ed infine Denzel fungerà da counter in grado di infliggere danni elevati. Sfruttare al meglio le loro abilità sarà di importanza vitale, visto che persino i combattimenti più semplici possono concludersi con una sconfitta se non pianificati con la dovuta attenzione.
Per aiutarci in tale operazione viene in nostro aiuto un sistema di pausa, attivabile in qualsiasi momento con la barra spaziatrice, che ci permetterà di impartire ai vari personaggi gli ordini decidendo come attaccare i nostri avversari.
L’uso costante di questa feature rende purtroppo i combattimenti alquanto “singhiozzanti”, visto che diventano una successione di pause e brevi momenti di gameplay in tempo reale. Di contro tuttavia l’alta rilevanza data alle strategie di attacco rendono ogni lotta una sfida appagante ed estremamente soddisfacente.

A chiudere il semplice ma profondo sistema di gioco vi è la possibilità di analizzare in ogni istante i “file” dei mostri e soldati che ci sfideranno, vedendo così eventuali bonus e malus attivi, oppure le loro statistiche di attacco e difesa, senza dimenticare le abilità che sono in grado di utilizzare.

Nota assolutamente positiva per la difficoltà, settata su livelli discretamente elevati sin dal principio, gettandovi letteralmente ad un gran numero di nemici, spesso con un vantaggio numerico rispetto a voi.

GDR strategico o no?

Alla preponderante componente strategica si lega quella, meno riuscita, ruolistica: i nostri pg saliranno di livello di combattimento in combattimento e potranno equipaggiare un numero davvero risicato di oggetti in grado di migliorare le loro stats.

L’assenza di negozi o di un sistema di crafting viene poi malamente soppesato dalla possibilità di gettare gli oggetti inutilizzati per poi ottenerne in cambio un altro di alto valore. Davvero poca cosa.

Altro elemento centrale in qualsiasi GDR, l’esplorazione, passa davvero in secondo piano nel momento in cui ci si accorge che le mappe di gioco, pur vantando un’ottima estetica, sono lineari e assolutamente prive di qualsivoglia ramificazione particolare, rendendo evidenti anche quelli che dovrebbero essere i passaggi segreti.

Occasione sprecata anche il miglioramento delle skill, che seguono semplicemente una biforcazione che noi dovremo scegliere, permettendoci ad esempio di abbassare il cooldown di una abilità oppure di potenziarla permettendo di infliggere più danni. Anche qui, poca cosa, e sembra piuttosto un contentino per chi voleva un ibrido tra gdr e strategico.

Lothlorien è storia vecchia!

Dal punto di vista tecnico il lavoro dei Cyanide è decisamente riuscito, riuscendo ad unire uno stile ed un design azzeccati, specie per quanto concerne i protagonisti, ad un dettaglio generale buono, a fronte di animazioni non sempre apprezzabilissime. Il risultato generale è comunque più che sufficiente e il sonoro fa il suo dovere accompagnando adeguatamente l’azione di gioco.
Come già detto è però il doppiaggio a risaltare, in particolare quando si tratti di protagonisti centrali della vicenda.

Per l’oro e per l’onore

Aarklash: Legacy è un buon prodotto, più riuscito di altri visti in passato dai Cyanide, pur soffrendo di scompensi evidentissimi nella componente ruolistica.
La narrazione, il livello di difficoltà e la profondità del gameplay soppesano tuttavia adeguatamente tali mancanze, garantendo un comparto ludico in grado di dare molte soddisfazioni.


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