Farming Simulator 2013 – Recensione

Checché se ne dica in giro, fuori dai salotti buoni con i maxischermi al plasma (quelli oled non mi convincono ancora, troppo input lag), le vite di noi gamer sono decisamente complicate. Buttando un occhio alla mia libreria personale, mi son reso conto che solo negli ultimi anni sono stato un ninja, un invocatore di demoni, un cacciatore di demoni, una strega che menava gli angeli con i capelli, un’inglesina bionda con le treccine che riempiva di cartoni chiunque le si avvicinasse troppo, un pilota di orbital frame, una spia con il colpo della strega, un marine spaziale, uno dei pochi sopravvissuti all’ennesima apocalisse zombie (ma con in funghi), uno che dell’apocalisse zombie ha fatto il proprio giardino d’infanzia e tante altre robe che al momento mi sfuggono. Insomma, la vita di ogni gamer è un po’ come il curriculum del protagonista del manga Golden Boy: il perfetto esempio dell’eroe interinale che il momento prima cavalca per le lande del selvaggio west ed il momento dopo sta col guano di pipistrello fino ai gomiti a ravanare nell’immondizia dei troll in cerca di qualcosa per pagarsi la nottata alla taverna, se alla taverna ci torna.

Le vite del gamer, perché sicuro come l’oro ogni gamer di vite ne ha varie e variopinte, sono decisamente logoranti. Ed i nostri amici svizzeri della Giants Sofwtare ci offrono l’alternativa.

Titolo: Farming Simulator 2013
Sviluppatore: Giants Software
Publisher: Focus Home Interactive
Genere: Simulazione
Piattaforma: Playstation3 & Xbox360 (versione testata PS3)
Numero Giocatori: 1
Localizzazione: Testo in Italiano

Forte del grande successo ottenuto su PC, Giants Software ha deciso di tentare il salto in direzione delle console domestiche offrendo ai possessori di Playstation3 e di Xbox360 di vivere la dura ma gratificante esperienza di una vita all’insegna dell’agricoltura. Essendo io completamente digiuno sia in materia di simulazioni che, nel caso in particolare, della serie Farming Simulator, sono invero rimasto sorpreso (sconvolto sul momento) nell’apprendere che, soprattutto in nord Europa, il franchise ha venduto un numero esorbitante di copie. Così a scatola chiusa e disco fuori dalla console, infatti, ho subito pensato (pregiudizio, pregiudizio) ad un’iterazione molto simile a Farmville con tanto di tono scanzonato e meccaniche punta clicca, ma una volta avviato il gioco sono stato costretto a ricredermi, comprendendo il perché di tanto successo, ma anche quanto il porting su console di un titolo simile sia tutto sommato un’operazione, per usare un eufemismo, piuttosto coraggiosa.

Per i neofiti della serie, me compreso, Farming Simulator 2013 è una simulazione pura che mette il giocatore nei panni del proprietario di un’azienda agraria, ricalcandone piuttosto fedelmente le meccaniche di gestione e sviluppo, prendendole di peso dal mondo reale per trapiantarle nella camera o nel salotto di casa. Questo significa che setting a parte, identificabile nell’area rurale X di un qualsiasi luogo Y del mondo occidentale, il titolo procede senza alcun genere di trama se non un piuttosto vago: avete comprato la fattoria ed ora si lavora per estinguere il mutuo che avete acceso con la banca.

Con queste premesse si inizia, con la piccola azienda agricola un paio di trattori, una mietitrice ed una manciata di campi da lavorare. Da qui parte il vero lavoro; verrà quindi richiesto al giocatore di dissodare, arare, seminare, fertilizzare, raccogliere e vendere tutta una serie di semenze in modo da poter successivamente espandere il parco mezzi, la superficie di terreno coltivabile e così via. Sarà inoltre possibile assumere degli aiutanti che avranno il compito di eseguire i lavori più monotoni per il giocatore. Perché, ed immagino che avrete già capito dove sto per andare a parare, la monotonia è un po’ la caratteristica principale del titolo Giants Software, ma (aspetto da non trascurare) questo senso di placida routine che pervade la progressione, totalmente verticale, dell’azione di gioco è anche il punto di forza di Farming Simulator 2013.

L’aratro va su l’aratro va giù

Il gameplay del titolo Giants Software ruota tutto intorno al lavoro nei campi della nostra azienda agraria

Come nell’agricoltura del mondo reale, ci sarà da manovrare per agganciare al trattore prima il contrappeso e successivamente l’aratro e sarà necessario mantenere una velocità bassa e costante per non ritrovarsi letteralmente con il mezzo in pezzi. A tal proposito i ragazzi della terra dell’Emmenthal hanno fatto un lavoro eccellente nel tradurre i complessi controlli del titolo da PC a console. Nella versione per Playstation3 (quella in esame) gli stick analogici sono utilizzati per il movimento e la visuale, mentre i tasti frontali vengono utilizzati per le interazioni dirette. Grazie a semplici combinazioni tra il dorsale sinistro ed i tasti frontali, infine sarà possibile manovrare dall’interno del veicolo l’equipaggiamento da lavoro; vale a dire sollevare o girare l’aratro, piuttosto che estendere gli spruzzatori e via di seguito. Benché inizialmente possa sembrare complicato, nel caso di Farming Simulator 2013 il passaggio tra il sistema di controllo dal PC alla console risulta più riuscito di molti altri titoli.

Una volta presa dimestichezza con i controlli del mezzo, sarà possibile non solo lavorare la terra, ma anche occuparsi degli allevamenti in seno alla fattoria. Se però il lavoro nei campi la farà da padrone, richiedendo al giocatore di seguire ogni fase della produzione, dalla semina, alla raccolta, passando per la fertilizzazione delle coltivazioni; prendersi cura degli allevamenti e trarne profitto avverrà grosso modo in maniera automatica. Ogni giorno infatti le mucche produrranno latte che verrà automaticamente distribuito e venduto, mentre per la raccolta delle uova sarà necessario operare direttamente nel pollaio. Di tanto in tanto, infine, appariranno delle missioni che richiederanno la coltivazione di una certa quantità di prodotto o di un determinato tipo di vegetale, ma oltre ad essere estremamente ripetitive, vengono considerate accessorie al punto da poter essere totalmente escluse dal resto gameplay a discrezione del giocatore.

Il bestiame è stato introdotto per la versione su console del titolo

Cavatela da solo

Togliendo il fatto che, fino a una manciata di giorni fa, per il sottoscritto il genere della simulazione era ancora terreno videoludico inesplorato ho trovato piuttosto sconcertante l’assoluta libertà che Farming Simulator 2013 lascia al giocatore. Nonostante un’estensivo tutorial che in 11 sezioni della durata complessiva di un’ora, spiega nel dettaglio come operare con i macchinari ed una sorta di tour guidato in cui, una volta iniziata una nuova partita, si viene accompagnati presso le aree di interesse del mondo di gioco, il titolo non spiega affatto come mandare avanti un’azienda agricola. L’inziale sensazione di venire abbandonati a sé stessi spiazza, soprattutto appena dopo tutorial tanto curati e dettagliati, ma questo “tiro mancino” da parte del titolo nei confronti del giocatore, a mio avviso, rientra nell’aspetto della simulazione del titolo. In Farming Simulator 2013, infatti, il fallimento (inteso come un ricavo minore alle aspettative in seguito alla vendita di questo o quel tipo di prodotto) è contemplato e, tutto sommato, permette di acquisire quell’esperienza diretta necessaria per comprendere appieno come gestire la propria azienda. Se è vero che nelle prime fasi di gioco, ritrovarsi davanti al campo da seminare riesce ad intimorire più di una torma di nemici urlanti che hanno tutta l’intenzione di mostrarci lo schermo del game over; una volta compresi i movimenti del mercato e quale tipo di prodotto renda di più rispetto alla spesa necessaria per coltivarlo, la soddisfazione riesce a ripagare della fatica e dell’incertezza iniziale.

Uno dei vari attrezzi che si andranno ad utilizzare per migliorare la produzione della nostra azienda agricola

A testa bassa sul campo

Tecnicamente parlando il comparto visivo di Farming Simulator 2013 si prostituisce completamente a favore del suo parco mezzi per la gioia di appassionati di mietitrici e trattori, mentre per il resto sembra essere tornati ai tempi della Playstation2. Certo, da un titolo del genere non ci si aspetta il livello di dettaglio di Skyrim, ma le texture hanno un aspetto sciatto quando va bene e gli elementi sullo sfondo spesso compaiono accompagnati da un fastidiosissimo effetto di pop-in che non si dovrebbe più vedere in titoli dell’attuale generazione. La gestione delle collisioni è strana e produce effetti che lasciano perplessi (m’è anche capitato di investire qualche auto sul mio percorso dalla fattoria al mercato ed il mio trattore ha fatto un paio di capriole nemmeno fosse stato preso in pieno da un treno ad alta velocità). Il comparto audio infine è quanto di più generico abbia mai ascoltato e non ho paura di dimostrarvelo.

In conclusione, Farming Simulator 2013 è una simulazione e niente più. Continuo a considerare l’operazione di Giants Software e Focus Home Interactive oltremodo coraggiosa per il semplice motivo che l’ambiente PC, in fatto di gaming è decisamente tutto un altro terreno rispetto alle console, in quanto quest’ultime favoriscono un certo approccio casual all’intrattenimento elettronico mentre il PC gamer ha dalla sua una certa dose di devozione che un genere come la simulazione richiede costantemente. Non mi meraviglierei se per i giocatori di console, l’aggiunta delle mod, scaricabili dal menu principale, porti ad una totale deriva del titolo verso esperienze un filo più emozionanti e totalmente estranee alle core mechanics del gioco. Ciononostante, il titolo Giants Software a suo modo funziona. Là dove un’analisi puramente oggettiva di Farming Simulator 2013, riesce a rilevare un’estrema monotonia del gameplay ed un aspetto tecnico che va di poco oltre al semplice tractor-porn, una successiva analisi più soggettiva col pad in mano, rivela che il punto di forza del titolo è proprio questa placida routine che ipnotizza il giocatore permettendogli di staccare la spina per prendersi una meritata pausa in vista del prossimo mondo da salvare o la prossima guerra da vincere.


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