The Raven – Legacy of a Master Thief (Ep. 2) – Recensione

Titolo:  The Raven: Legacy of a Master Thief

Sviluppatore: KING art
Publisher: Nordic Games
Numero giocatori offline/online: 1/no online
Piattaforme: PC
Localizzazione: Testi in italiano, voci inglesi

Son guai caro Zellner

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, The Raven – Legacy Of A Master Thief è un punta e clicca classico suddiviso in 3 capitoli rilasciati separatamente.
Fulcro della vicenda è l’Occhio Della Sfinge, un prezioso manufatto bramato da un criminale che pare essere un redivivo ladro artefice di innumerevoli ruberie di oggetti dal valore inestimabile.
Il secondo episodio riprende immediatamente dopo il finale del precedente, col nostro protagonista Jakob Zellner ad un passo dall’essere ucciso.

Senza rivelare nulla sullo sviluppo della trama, sappiate che le nostre peripezie ci porteranno finalmente al museo del Cairo ove sarà esposto il prezioso Occhio Della Sfinge.
Inutile dirlo, le cose non andranno per il verso giusto e toccherà a noi investigare.

Analisi forense made in Svizzera

Ancora una volta sarà l’osservazione dell’ambiente e la ricostruzione degli eventi il cardine attorno a cui ruoteranno le vicende del poliziotto svizzero, anche se si tratta di un passo indietro rispetto a quanto visto nella sessione della barca del primo capitolo.
Tutto si risolverà con minor fatica e spesa di tempo, per portarci velocemente alla seconda parte dell’episodio, ove assisteremo ad un lungo flashback in cui l’azione di gioco muterà, assegnando obiettivi profondamente diversi ai precedenti.

Non vi sono comunque grandi cambiamenti rispetto quanto già visto nel primo capitolo, come era prevedibile, ma perlomeno questa piccola variazione sul tema rende la formula di gioco meno monotona.

Come (non) raccontare una storia

La narrazione cambia stile rispetto a quanto visto nel primo capitolo, optando per un ritmo più veloce, eliminando tempi morti troppo lunghi. Ciò viene però controbilanciato da una sceneggiatura e una azione di gioco in grado di smorzare i momenti di maggior pathos, al punto che una scena che dovrebbe apparire estremamente drammatica viene rappresentata in maniera “ovattata”, molto più blanda: vuoi per i volti piuttosto caricaturiali, vuoi per una sceneggiatura poco rifinita, il risultato è quello che cinematograficamente potremmo descrivere come un thriller dalla forte vena comica. E non ci vuole molto a capire che si tratta di una scelta poco azzeccata.

Il tutto peggiora se aggiungiamo il fatto che la sequenza di flashback si risolve in breve tempo (portando ad una prematura conclusione dell’episodio) e con un colpo di scena davvero poco intrigante.

Abbiamo parlato di prematura conclusione, ed infatti questo secondo episodio di The Raven si potrà terminare davvero in pochissimo tempo, circa 4 ore.

Look egiziano, o look retrogado?

Sembra incredibile ma persino sul lato tecnico ci sono stati dei passi indietro: pur mantenendo il medesimo motore grafico, i bug sono più diffusi e vi sono problemi di frame rate duranti i video.

Le ambientazioni invece sono sostanzialmente le stesse che abbiamo già avuto modo di vedere, con l’aggiunta del museo del Cairo.
Se questo ancora non bastasse, sappiate che persino le tracce audio sono meno ispirate, a partire dalla prima che sentiremo giunti nella città egiziana.

C’è ancora tempo

Beninteso:  il gameplay di The Raven è rimasto comunque apprezzabile come nel primo capitolo, rendendosi comunque un  piacere da giocare per gli amanti del genere.

Il passo indietro rispetto a quanto abbiamo avuto modo di provare nel primo atto è però alquanto evidente, e l’unica cosa che possiamo sperare è che il gran finale riesca a rivelarsi intrigante e degno di questo nome.


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