Guardians of the Middle Earth (PC) – Recensione

Titolo: Guardians Of The Middle Earth
Sviluppatore: Monolith
Publisher Warner Bros Interactive
Numero di giocatori 10 (solo online)
Piattaforme: PS3, Xbox 360, PC
Localizzazione: Italiano


Nuovi terreni di scontro

Ci sono generi che nascono per essere giocati su una ben specifica piattaforma. I platform 3D danno il meglio giocati con un pad, gli strategici sono ideati per essere affrontati con mouse e tastiera e così via.

Ecco quindi che cercare di rompere questa legge non scritta è spesso causa di clamorosi insuccessi o di gravosi impegni da parte degli sviluppatori. Per tale motivo quando è stato annunciato per console un MOBA ambientato nel mondo fantasy di Tolkien in molti hanno temuto si sarebbe trattato di un esperimento destinato al fallimento ma i risultati si sono tuttavia rivelati discreti.

Il titolo approda ora anche su PC. Le cose si fanno però molto più difficili per il gioco dei Monolith, dal momento che ora il loro Guardians Of The Middle Earth deve anche confrontarsi con mostri sacri del genere quali Dota 2 e League of Legends. Uscirà vincitore dallo scontro?

La battaglia per laTerra di Mezzo

L’ambientazione certamente attirerà tutti i fan della saga del Signore degli Anelli. Si tratta pur sempre della possibilità di impersonare personaggi amati e odiati di una delle trilogie letterarie (e cinematografiche) del secolo, un elemento che per alcuni potrebbe giustificare da solo l’acquisto.

Parlando di gameplay il titolo Monolith si struttura come un classico MOBA, aggiungendovi alcuni elementi peculiari. Per i pochi che ancora non sapessero di cosa si tratti, parliamo di match in cui 10 giocatori divisi in 2 squadre selezionano un personaggio (chiamato qui Guardiano) per darsele di santa ragione nel tentativo di accompagnare esseri comandati dalla IA, chiamati creep, verso la base nemica per distruggerla, abbattendo le torri difensive che si trovano lungo vie dette lanes.

A questa struttura, Guardians Of The Middle Earth aggiunge alcune opzioni strategiche degne di nota. Innanzitutto la cosiddetta giungla, ovvero la porzione di mappa che non appartiene alle lanes, presenta edifici detti santuari, in grado di garantire un bonus permanente alla squadra (fino alla conquista da parte del team nemico perlomeno), e territori coperti da una foresta fitta dove potremo nasconderci per tendere imboscate. Se già questo innalza il livello di tatticismo delle partite, si aggiunga la possibilità di potenziare le torri difensive, così da aumentare il danno inferto ai nemici o da permettere la nascita di creep molto più potenti, come i classici troll di caverna o i treant.

Ultima nota riguarda la gestione del denaro: elemento centrale degli altri MOBA, qui completamente cancellato. Invece di un negozio dove comprare oggetti, avremo libero accesso ad ognuno di essi (chiamati rune) nella fase di pre game, in modo da preparare a nostro piacimento l’equipaggiamento del nostro guardiano. Saremo tuttavia limitati da un tempo di cooldown decisamente lungo per utilizzare tali potenziamenti.

Parlando dei Guardiani avremo un set di personaggi che spaziano dal temibile Sauron al buffo stregone Radagast, ciascuno appartenente ad una classe e dotato abilità peculiari. Il gioco di squadra è assolutamente necessario per vincere le partite, e i lupi solitari avranno vita breve. Altri personaggi possono poi essere acquistati con pacchetti aggiuntivi, anche se una scelta simile è discutibile, di fronte al parco eroi di Dota 2 offerto a costo 0.

Guardiani su PC. Oppure no?

Quando il titolo venne sviluppato su console ovviamente doveva venire in contro ad una utenza in larga parte digiuna di MOBA, abituata a match molto più veloci dei canonici 45 minuti e, ovviamente, costretta all’utilizzo di un pad. Il lavoro dei Monolith si rivelò certo soddisfacente: i match avevano un tempo limite per essere conclusi, al termine del quale la palma del vincitore sarebbe andata al team che aveva ottenuto più uccisioni, e i comandi del pad erano stati perfettamente implementati.

Col passaggio su PC tuttavia ci si aspettava modifiche in grado di soddisfare i palati più esigenti presenti su tale piattaforma, tuttavia il tempo limite ai match non è stato eliminato, certo andando contro le preferenze di molti giocatori, ma soprattutto i comandi non sono stati adeguatamente adattati alla combinazione mouse tastiera: quasi tutte le abilità sono nettamente più semplici da utilizzare tramite gli stick analogici del pad, tanto che si consiglia paradossalmente di usarne uno anche su PC.

Graficamente il titolo non soddisfa, specie se ci si aspettava un salto di qualità nel porting: ai modelli piuttosto buoni dei personaggi si accosta un dettaglio generale piuttosto mediocre, salvato in parte da piacevoli effetti particellari.

A concludere il tutto vi è un errore a monte: se su console i giocatori avevano ben poche scelte, proporre su pc un MOBA a pagamento, con pacchetti sempre a pagamento per acquistare nuovi personaggi, quando vi sono i già citati DOTA 2 e LoL free-to-play è sostanzialmente una mossa in grado di decretare a prescindere il fallimento del prodotto.

Un MOBA per ghermirli e nel buio  incatenarli

Guardians Of The Middle Earth è un buon titolo, non fraintendiamoci. Si tratta di un MOBA che all’indubbio fascino dell’ambientazione aggiunge elementi originali ad una formula canonizzata da ormai molto tempo.

Il passaggio su PC tuttavia richiedeva un grande sforzo, che non poteva limitarsi al banale porting, ma ad una rivisitazione in toto del titolo.
Ora come ora, si direbbe più una operazione commerciale volta a conquistare gli amanti delle trame di Tolkien anche su computer, ma se trascuriamo questi fan, Guardians Of The Middle Earth difficilmente potrà distogliere la vostra attenzione dagli altri mostri sacri del genere.


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