Splinter Cell: Blacklist – Recensione

TITOLO: Tom Clancy’s Splinter Cell: Blacklist
SVILUPPATORE: UbiSoft Toronto
PUBLISHER: UbiSoft
GENERE: Stealth/Action
GIOCATORI OFFLINE/ONLINE: 2/8
RISOLUZIONE: 720p – 1080p
PIATTAFORME: PC, PS3, Xbox 360, Wii U (23-08-2013)
LOCALIZZAZIONE: Totalmente in italiano

Inutile negarlo… Tutti ci siamo chiesti il motivo che ha spinto UbiSoft a sviluppare Splinter Cell: Conviction esclusivamente su Xbox 360 e PC. Per ragioni di marketing? O forse perché la saga Splinter Cell è legata in modo particolare a queste due piattaforme? (Il primo storico capitolo uscì inizialmente su PC e Xbox).
Nessuno lo sa con certezza…
Eppure sono passati tre anni da quando Sam Fisher ha subito il primo vero e proprio restyling della sua silenziosa, letale e pluridecorata carriera. Perché, nonostante i primi due capitoli fossero dei titoli validissimi, col terzo capitolo Chaos Theory, la saga con protagonista il freddo e integerrimo Sam, ha raggiunto l’apice del proprio splendore.
Infatti, il successivo Double Agent ha sofferto della “sindrome da capolavoro”, poiché nonostante le qualità del titolo fossero indubbie, incominciavano a venire fuori i primi singhiozzi, a livello tecnico e di gameplay.
Perciò, urgeva un restyling della saga, e Conviction (nonostante uno sviluppo non propriamente felice) rappresentò il nuovo “inizio” di Splinter Cell.
La trama riprendeva il filo conduttore dei precedenti capitoli, ma il gameplay era molto più incentrato sull’action che sulle fasi stealth che hanno contraddistinto negli anni la saga.
A livello di critica e vendite il titolo fu un successo (sfiorate le 3 milioni di copie, per un titolo in semi-esclusiva e Metacritic di 85/100), ma a non tutti i fans è andata a genio la svolta action e l’immediatezza introdotta a livello di gameplay.
E così, dopo tre anni di sviluppo, un nuovo capitolo è pronto per infiltrarsi negli scaffali dei negozi e nelle nostre console (o Personal Computer)… Sarà un ritorno alle origini per lo zio Sam?

Il lavoro svolto sulla linea d'orizzonte e l'estensione dei livelli è lodevole.

Il lavoro svolto sulla linea d’orizzonte e l’estensione dei livelli è lodevole.

SAM VS. TERRORISTS
Come ogni storia di Tom Clancy che si rispetti, anche Blacklist calca toni familiari allo scrittore statunitense. Si parla ovviamente di fantapolitica, ma sempre con toni molto realistici ed attuali, e ovviamente di minacce terroristiche ultra-tecnologiche.
Nella fattispecie, la minaccia terroristica ultra-tecnologica, è incarnata dal gruppo de “Gli Ingegneri”, che hanno scatenato un poderoso attacco alla base militare americana situata sull’isola di Guam.
Ovviamente, il nostro Sam ed il suo fidato amico Victor Coste (personaggio chiave di Conviction), vengono chiamati in causa per risolvere la situazione.
Fisher riesce ad uscirne illeso, a differenza di Coste che viene ferito gravemente.
Ma l’attacco a Guam, è solo il prologo di una serie di incursioni terroristiche degli Ingegneri sul suolo americano. E qui, entra in gioco la Blacklist: una serie di attacchi terroristici sul suolo statunitense, volti a scatenare il caos nel caso in cui le truppe militari U.S.A. non fossero richiamate in patria.
Ed il primo contatto verso gli ingegneri, lo organizzerà proprio Andriy Kobin (vecchia conoscenza di Conviction), cui Sam ha risparmiato la vita in passato, nonostante avesse inscenato la morte della preziosa figlia Sarah.
Per rispondere colpo su colpo ai terroristi, il presidente organizza l’unità di Fourth Echelon (successore della losca Third Echelon di Conviction) comandata e gestita proprio dalla nostra fredda cellula fantasma Sam.
Il fatto di nominare Fisher capo dell’organizzazione non avrà alcuna ripercussione sulle dinamiche di gioco, poiché sarà sempre lui a scendere in campo per sventare l’imminente minaccia.
Il taglio della storyline (come da tradizione) risulta molto realistico, e anche se la trama non è assolutamente esigente d’attenzione, si lascia seguire con piacere, instillando nel giocatore la voglia di continuare ad andare avanti per scoprire il prossimo tassello che condurrà Sam ed il suo team, formato dalla vecchia conoscenza Anna Grimsdottir, l’ex CIA Isaac Briggs e lo smanettone Charlie Cole, verso il raggiungimento dell’obiettivo.

In molte fasi della campagna si respira un'atmosfera da stealth puro.

In molte fasi della campagna si respira un’atmosfera da stealth puro.

GHOST, PANTHER, ASSAULT
UbiSoft ha pensato bene di adattare lo scheletro portante del gameplay di Conviction, alla varietà ed alla nuova struttura di questo Blacklist.
Parlandoci chiaro, Splinter Cell: Blacklist è un gioco per tutti i gusti, ed in base all’atteggiamento ed alle tattiche utilizzate, sono state introdotte tre meccaniche di gioco chiamate: Fantasma, Pantera e Assalto.
Fantasma è ciò che i fan chiedevano a gran voce, ossia un ritorno alle origini della saga. Grazie allo stile fantasma, potremo ripercorrere le eroiche (e silenziose) gesta del passato di Sam, incarnando il profilo dell’agente non letale, utilizzando meccaniche stealth ed usufruendo dei molteplici percorsi che offrono i livelli strutturati dai ragazzi di UbiSoft.
Per questo punto, è evidente la strizzata d’occhio al passato, dove i livelli godevano di una buona varietà e vantavano differenti vie d’accesso.
Pantera rispecchia il profilo dell’assassino silenzioso. In questo caso continueremo ad agire nell’ombra ed inosservati, ma i nemici verranno affrontati con tattiche ed azioni letali.
Lo stile Assalto, dovrebbe trasformare Blacklist in un vero e proprio sparatutto in terza persona, anche se UbiSoft non ha voluto rendere le cose troppo facili. Infatti basteranno pochi colpi per far soccombere Sam. Inoltre, la meccanica del Mark And Execute già introdotta in Conviction, può essere utilizzata in maniera molto più limitata rispetto al precedente capitolo, poiché saranno necessari più abbattimenti per poterne usufruire.
Anche l’intelligenza artificiale nemica è ottimamente programmata… Nonostante sia facile distrarli o neutralizzarli nelle fasi stealth, le cose si complicano decisamente quando saranno sospettose, in quanto setacceranno ogni angolo pur di stanarci.
Nel momento in cui le guardie saranno allertate, sarà arduo sfuggire al loro campo visivo. Nel caso dovessimo riuscire a sfuggirgli, apparirà l’indicatore UPN (Ultima Posizione Nota) già introdotto in Conviction, che segnalerà l’ultima posizione nota alle guardie nemiche.
Come ogni buon stealth che si rispetti, anche Blacklist necessita di alcuni “try and error” per poter essere terminato senza lasciare traccia. UbiSoft, per complicare ulteriormente la situazione, ha pensato di cambiare il percorso e gli atteggiamenti delle guardie dopo due-tre tentativi dall’ultimo checkpoint. Una soluzione che farà senza dubbio piacere ai puristi degli stealth, e che costringerà a studiare di volta in volta il percorso dei nemici.

La controparte di Sam nelle missioni co-op sarà l'agente Isaac Briggs.

La controparte di Sam nelle missioni co-op sarà l’agente Isaac Briggs.

COMPARTO TECNICO
Tecnicamente parlando, Splinter Cell: Blacklist è su un buono standard qualitativo, risultando (ovviamente) il più dettagliato e bello a vedersi dell’intera saga.
Le animazioni godono della stessa grazia e naturalezza viste in Conviction, specialmente quelle di Sam, mentre il respiro e la struttura dei livelli, così come la linea d’orizzonte hanno subito un forte step evolutivo.
Storicamente, la saga di Splinter Cell è legata all’utilizzo del motore grafico Unreal Engine, e questo capitolo non fa eccezione… Purtroppo il motore di Epic, ormai giunto al bivio della nuova generazione, mostra qualche segno di cedimento almeno su console, come un tearing piuttosto marcato soprattutto nelle cut-scene di intermezzo.
Inoltre, la versione Xbox 360 è costituita da due dvd, dove sarà necessario installare un pacchetto texture hd per poter godere appieno dell’esperienza grafica (nulla di ciò è necessario su PS3).
Discorso a parte per la versione Personal Computer, che gode di una realizzazione grafica di primissimo livello, con livelli di dettaglio altissimi.
Sul lato del sonoro, i fan storici della saga non potranno non notare l’attesissimo ritorno di Luca Ward nei panni di Sam Fisher. Il celebre doppiatore di Russell Crowe, Keanu Reeves, Gerard Butler e tanti altri, dimostra tutta la sua classe in cabina di doppiaggio, mettendo in mostra una performance assolutamente stupefacente.
Buono anche il doppiaggio dei personaggi secondari, anche se si notano alcune mancanze come un’inspiegabile doppiaggio in inglese di alcune guardie. Ed è piuttosto buffo sentirli parlare inglese, e poi sentirli pronunciare “hai sentito?”.
A livello compositivo siamo su ottimi livelli, grazie al lavoro di Michael McCann (già autore di Splinter Cell: Double Agent e Deus Ex: Human Revolution), con composizioni orchestrali ben realizzate e musiche pompose sullo stile simil-dubstep nelle fasi più action.

Sam ed il suo team supervisioneranno la situazione dalla base area Paladin.

Sam ed il suo team supervisioneranno la situazione dalla base area Paladin.

CHI NON SPIA IN COMPAGNIA…
La campagna principale di Splinter Cell: Blacklist si attesta sulle dieci ore circa, che andranno ad aumentare sensibilmente nel caso in cui volessimo cimentarci nelle missioni secondarie.
Si andrà dallo sventare orde di nemici, alla violazione di terminali, fino al sequestro di personalità di spicco.
Parte delle missioni principali potranno essere terminate anche in cooperativa, mentre tutte le missioni secondarie potranno esserlo.
Anzi, le missioni secondarie sono assolutamente raccomandate in cooperativa, poiché il grado di difficoltà tarato verso l’alto, rende talvolta frustrante lo svolgimento in solitario.
Inoltre, le suddette missioni sono raccomandate in multiplayer, poiché in split-screen si perde molta della magia che si viene a creare, anche per via di un’immagine ristretta che non da giustizia a degli scenari abbastanza diversificati e complessi.
Completando le missioni (sia principali, che secondarie), e portando a termine incarichi secondari nel corso delle missioni principali, verremo ricompensati con del denaro da spendere all’interno della base aerea Paladin, acquistando armi, equipaggiamento, gadgets e potenziamenti.
Novità di questo capitolo è la modalità Spies Vs. Mercs. Una modalità quattro contro quattro in cui un team impersonerà le più tattiche spie, mentre l’altro team impersonerà i mercenari più dediti all’azione immediata.
Ciò tende a diversificare e a complicare estremamente le partite, anche se in fase di prova abbiamo notato una leggero overpower delle spie, in quanto agevolati dalle tattiche stealth.

Requisiti minimi:
– Sistema Operativo: Windows XP/Vista/Seven
– Processore: Intel Core 2 Duo @ 2.2 GHz/AMD Athlon 64 x2 4800+
– Spazio su disco: 12 Gb
– Ram: 512 Mb
– Scheda Grafica: nVidia GeForce 8800/ATI Radeon HD 4850
– DirectX: 9.0c

VERDETTO FINALE
Sam è tornato! UbiSoft è riuscita a costruire sull’impianto portante del precedente Conviction, forse l’episodio più vario e completo della serie (o alla pari di Chaos Theory).
Molti pensavano che la saga avesse partorito il secondo capitolo di quel filone action iniziato nel 2010 con Conviction, ma gli sviluppatori hanno sorpreso tutti, mettendo su un impianto di gameplay che può essere gestito con estrema facilità dal videogiocatore.
In Blacklist, tutti troveranno pane per i loro denti: dai puristi dello stealth, agli amanti dell’action… Anche se, rimane caldamente consigliato giocarlo seguendo il setting storico della saga, tra ombre e attacchi non letali. Allora sì, che saprà regalarvi grosse soddisfazioni.
E se a tutto ciò ci aggiungiamo una componente multiplayer divertente e per niente accessoria, non possiamo che confermare l’asserzione all’inizio di questo verdetto finale: Blacklist potrebbe essere l’episodio più vario e completo della serie.
Promosso a pieni voti.

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