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Alwa’s Legacy – Recensione

Lo sviluppatore Elden Pixels ha introdotto per la prima volta i giocatori Switch nel mondo di Alwa nel 2018, con Alwa’s Awakening. Il gioco era un titolo Metroidvania a 8 bit che utilizzava le meccaniche di gioco tipiche degli anni ’80, facendoci rimpiombare nella vincente nostalgia di quell’epoca dove ogni gioco era meraviglia. In pratica laddove  Alwa’s Awakening ha svolto un ottimo lavoro nel replicare l’aspetto e l’atmosfera di un gioco NES, Alwa’s Legacy alza la posta praticamente in ogni suo aspetto, portandoci  un design visivo sensazionale, meccaniche e controlli migliorati e una deliziosa colonna sonora, che lo rendono un titolo da avere nella propria libreria. Scopriamo assieme questo piccolo gioiello.

 

 

Alwa’s Legacy inizia la sua storia con uno dei cliché più cliché dei videogiochi: la nostra eroina Zoe si risveglia con la memoria completamente resettata dopo un truce conflitto contro il cattivo di turno, Vicar, la nostra nemesi di questo gioco. Piano piano che procederemo nella nostra avventura e grazie anche a NPC che ci renderanno partecipi dei loro ricordi, scopriremo sempre più dettagli e ne sapremo di più sul nostro eroico destino. Subito all’inizio della nostra avventura, parlando con l’anziana Saga, Zoe viene indirizzata a recuperare le tre gemme mancanti con l’aiuto del Libro della Terra Incognita. Sembra tutto un grande déjà-vu ed è proprio cos’, perché   Alwa’s Legacy sta intenzionalmente giocando simboli familiari, attinti dall’immaginario collettivo dei videogiochi. Il tutto è pensato per evocare i classici del passato. Sappiamo tutti che cadere dalle spalle di un gigante è facile, ma Elden Pixels riesce a creare un ottimo equilibrio tra nostalgia ed innovazione e lo fa oltretutto con relativa facilità. La narrativa potrebbe essere un po’ leggera, ma ciò non ha impedito a Elden Pixels di riempire il mondo di Alwa con una serie di personaggi interessanti con cui interagire. . Tutti questi diversi membri del cast aiutano a far sentire Alwa una avventura a tutto tondo, nonostante la sua bidimensionalità.

 

L’incredibile direzione artistica riesce a dare ad Alwa uno spessore completamente diverso rispetto al suo predecessore. Infatti in  Awakening i programmatori hanno fatto del loro meglio per imitare la grafica dell’era a 8 bit, ma in Alwa’s Legacy la realizzazione grafica è elevata ad un fattore dieci. Questa è una pixel art davvero meravigliosa, con un’abbondanza incredibile di dettagli, eccellenti animazioni dei personaggi, sfondi curati ed evocativi: è un palcoscenico praticamente infinito di luoghi da ammirare. Il sound design è particolarmente brillante. La musica è stata prodotta dal compositore RushJet1,  che ha creato un’eccellente colonna sonora. Le melodie sono orecchiabili e memorabili e sembrano prese pari pari da una qualsiasi delle console classiche degli anni ’90. Altrettanto impressionanti sono gli effetti sonori. . Non capita tutti i giorni che i rumori in un gioco risaltino, ma Elden Pixels ha fatto un ottimo lavoro assorbendo il giocatore in Alwa attraverso le orecchie tanto quanto gli occhi.

Nonostante le sue meccaniche Metroidvania, Alwa’s Legacy non ha sicuramente la mappa più grande che i giocatori abbiano mai esplorato in vita loro, ma ciò non dovrebbe impedire a nessuno di attraversarne ogni centimetro. Questo sequel vanta una mappa più usufruibile rispetto ads Awakening, il che rende molto più facile spostarsi tra le varie aree di gioco. Il famoso, odiato ed amato backtracking non è così pesante: ritornare indietro sui nostri passi dopo aver acquisito nuove abilità per esplorare aree inaccessibili non porta ad accumulare inutilmente ore di gioco, anzì ci sprona ad andare ad esplorare anche sentieri alternativi, lasciandoci un margine di liberà di movimento. Elden Pixels vuole che il giocatore si allontani dai sentieri battuti e vada a curiosare nel meraviglioso mondo che ha creato. L’esplorazione di Zoe richiede un mix tra risoluzione di enigmi ambientali e combattimento. Zoe ha una vasta gamma di abilità e attacchi da utilizzare, che permettono ai giocatori di usare il cervello quando ci troviamo di fronte ad alcuni combattimenti e trappole creativi ed intriganti da affrontare. Il gioco sblocca lentamente nuove abilità e potenzia quelle vecchie, quindi Zoe diventa progressivamente più potente man mano che il gioco va avanti.

I dungeon di Alwa’s Legacy sono il vero cuore della sfida del gioco. Il mix di enigmi ambientali e combattimento nemico sono al loro massimo in questo titolo. Alcuni degli incontri con i boss sono estremamente innovativi e ci costringono a combinare le varie abilità che avremo sbloccato per sopravvivere. Ancora più piacevole è che i poteri di Zoe sono una parte sempre presente di Alwa’s Legacy . Sono organicamente integrati e in continua evoluzione, il che a sua volta rispecchia la crescita di Zoe.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione PlayStation 4. Il gioco è stato testato su PlayStation 5

 

In Conclusione

voto - 8.9

8.9

Alwa's Legacy, nonostante non sia particolarmente lungo,  è un must sia per i fan del retrò che per i fan dei Metroidvania di qualità. Le immagini, il sound design, la colonna sonora si uniscono in un tutt'uno di estrema bellezza, un vero piacere per occhi ed orecchie. Con dungeon intelligenti da esplorare e un intricato overworld da esplorare, Alwa's Legacy mi ha tenuto alla console dall'inizio alla fine. L'aver giocato ad Alwa's Awakening aggiunge qualche sfumatura in più all'avventura, ma ricominciare da capo con Alwa's Legacy non è un problema, in quanto rimane un titolo distinto dal suo predecessore. Un acquisto consigliato senza alcuna remora.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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