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Gigapocalypse – Recensione

Chiaramente ispirato dal buon vecchio Rampage, Gigapocalypse è un gioco di combattimento a scorrimento 2D che ci mette al controllo di vari mega-mostri pronti a seminare morte e distruzione in varie epoche storiche. Uscito da poco dall’accesso anticipato, è un titolo che mi ha sinceramente divertito, ma che non è esente da alcune pecche. Immergiamoci assieme in questa recensione mostruosa.

Ogni mostro, o se vogliamo essere “moderni”, ogni kaiju che potremo interpretare, ha una sua personalità e caratteristiche peculiari, che potremo ampliare nel gioco, con una serie di tentativi di attraversare i vari livelli. Il gameplay è abbastanza semplice, anche se comunque rimane variegato. All’inizio sceglieremo il mostro che più ci interessa, valutando sia l’aspetto, che le sue caratteristiche di attacco e di difesa. Alcuni mostri sono più facili da usare, altri richiederanno più impegno e dedizione durante le molteplici run che saremo chiamati ad affrontare. La storia è risicata ed in buona sostanza narra la storia del nostro mostro che riesce a fuggire dal laboratorio del solito scienziato pazzo e che viene risucchiato in un portale spazio temporale. Ci troveremo quindi in un “hub” dove il nostro kaiju potrà essere potenziato in molteplici modi, spendendo punti che raccoglieremo seminando distruzione nei vali livelli. Abbiamo due indicatori da tenere sott’occhio, quello dell’energia vitale e dell’energia necessaria per sferrare attacchi. Se l’energia vitale si riduce a zero, ovviamente il nostro mega-mostro ritorna all’hub prima di terminare la missione e lì potremo spendere i punti accumulati per poterlo potenziare.

Se invece finisce l’energia necessaria pere renderci offensivi, dovremo aspettare che si ricarichi, cosa che avviene nelle prime partite, molto lentamente. Questa energia mano a mano che avanzeremo nel gioco, si ricaricherà più velocemente aumentando alcuni parametri del nostro mostro, così come potremo aumentare il numero totale dei punti saluti a disposizione. Il consiglio che vi posso dare per partire bene, è quello di dare subito la precedenza al potenziamento di questi due indicatori prima di andare a spendere punti in altre abilità. Queste sono molteplici, sia offensive che difensive ed ogni mostro ha una sua peculiare gamma di attacchi e strumenti di difesa.
Una pecca che devo subito segnalare è che i nove mostri ad oggi disponibili sono completamente indipendenti uno dall’altro. Questo sta a significare che come avremo finito di giocare con il primo che abbiamo scelto e decidiamo di passare ad un altro kaiju, dovremo iniziare tutto esattamente da capo, dal livello più basso, senza portarci dietro un minimo di dote di punti da spendere per il potenziamento. In pratica è come avere nove giochi completamente uguali all’interno di Gigapocalypse. Certo è divertente scoprire le potenzialità di ogni singolo kaiju presente nel gioco, ma considerando che comunque i vari livelli sono sempre uguali, alla lunga può diventare ripetitivo dove iniziare tutto da capo.

I livelli, realizzati in pixel art, ricordano molto il sopracitato Rampage, ma invece di essere statici, vedranno il nostro mostro spostarsi in orizzontale da sinistra a destra, mentre ci si pareranno davanti edifici da distruggere, inermi civili, soldati pesantemente armati e una gran varietà di mezzi relativi alle epoche che dovremo attraversare per portare a completamento il gioco. Nelle fasi iniziali ogni diverso kaiju è dotato di due attacchi basici che potremo controllare, uno a distanza ed uno da vicino, ma facendo evolvere il nostro mostro, potremo accedere ad un arsenale sia offensivo che difensivo molto vasto, che ci permetterà di essere molto più nocivi ad ogni partita ed acquisire anche bonus di guarigione o “booster” al nostro potere offensivo.  Dopo un paio di partite mi sono reso conto che il nostro controllo del mostro assomiglia molto ai giochi “clicker”. Muovendosi automaticamente sullo schermo, l’unico controllo effettivo che abbiamo è quello di scegliere i bari bersagli sullo schermo e cliccare più velocemente possibile per distruggerli. Potremo scatenare anche delle armi speciali che consumano in un colpo solo molta energia dedicata agli attacchi semplici, ma che sono molto utili per toglierci da situazioni complicate. Ogni livello è diviso in due sezioni e un boss finale. Devo dire che i boss finali sono molto divertenti da combattere, perché la nostra azione non sarà solo quella di scagliargli addosso il nostro potenziale offensivo, ma anche di compiere alcune azioni, che non vi esplicito per non rovinarvi la sorpresa.

La colonna sonora ci promette una bella dose di chip-hard-rock e in effetti è proprio quello che troviamo nel gioco, peccato che si tratti dello stesso pezzo mandato in loop per tutte le partite. Sinceramente dopo la quinta run, ho iniziato ad odiarlo e ho messo al minimo il volume della musica, perché la mia salute mentale era a rischio. Questo è un vero peccato, perché una varietà maggiore avrebbe dato un aspetto migliore al gioco.

https://store.steampowered.com/app/1543240/Gigapocalypse/

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione PC (Steam)

In conclusione

voto - 7.5

7.5

Gigapocalypse è un gioco divertente e in grado di tenervi appiccicati allo schermo per molte ore, sempre che possiate venire a compromessi con alcune pecche. Sicuramente la struttura ripetitiva di ogni singola partita iniziata con un nuovo kaiju non è il massimo, ma alla fine scoprire mano mano nuovi poteri dei nostri mega-mostri può risultare anche interessante. L'aspetto più deleterio è la ossessiva ripetitività del singolo pezzo rock che accompagna ogni partita, un elemento che ho trovato veramente troppo snervante. Visto il prezzo di 9.99 euro su Steam, posso consigliarlo a coloro che amano staccare un po' il cervello e dedicarsi senza troppo impegno ad un gioco che permette di scaricare un po' di nervoso, ma solo mettendo al minimo l'audio dell'accompagnamento sonoro!

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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