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Chernobylite (Versione Console)- Recensione

“A me sembra che la Zona faccia passare solo quelli che... che non hanno più nessuna speranza... non i cattivi o i buoni, ma... gli infelici!" (dal film Stalker)

Nell’aprile 1986 avevo 12 anni e rimasi sia terrorizzato che affascinato da quello che stava succedendo alla centrale di Chernobyl. Col tempo ho sviluppato una sempre crescente curiosità verso la storia dell’incidente e quello che successe dopo. Ci sono stati alcuni giochi che nel corso del tempo ci hanno riportato in quel territorio devastato dalle radiazioni e adesso ci prova Chernobylite a riportarci ad esplorare la centrale e i suoi dintorni, con un gameplay che mescola horror, FPS e meccaniche survival. Un progetto sicuramente ambizioso che però non riesce a centrare in pieno il bersaglio. Entriamo assieme nella Zona.

La storia ci porta a vestire i panni di Igor Khymynuk un ingegnere che una volta lavorava nella centrale nucleare di Chernobyl prima dell’esplosione, insieme alla sua fidanzata, Tatyana. Poco prima dell’esplosione, Tatyana  scompare e Igor non ha mai scoperto  dove si finita e 30 anni dopo, riceve una misteriosa vecchia foto di Tatyana, che lo spinge a tornare nella Zona di esclusione in cerca di risposte.

Sicuramente la trama è intrisa di un di idee intriganti che ci portano in Chernobylite  a provare diversi bivi narrativi, ma molti di loro più avanti nel gioco si rivelano poco interessanti. Sparsi per tutto il gioco si trovano pezzi di chernobylite, una sostanza cristallina iper-reattiva che si è formata a seguito della ricaduta nucleare, che ci consentono di accedere a un wormhole in grado di aprire varchi spazio-temporali.

Dopo aver aperto un wormhole, percorriamo un lungo corridoio, fiancheggiato da blocchi di chernobylite che rappresentano ciascuno un punto chiave, un bivio se vogliamo chiamarlo così, che ci permette di rivivere quel momento e cambiare la nostre scelte, alterando così il modo in cui fino a quel momento si è svolto il gioco. La trama si adatta quindi alle nostre scelte, e sebbene non sia una nuova idea, l’esecuzione e le scelte che affrontiamo ci rendono sicuramente protagonisti dell’intera linea narrativa.

Non è propriamente vero che l’intera narrazione cambi completamente ad ogni decisione diversa che compiamo, a parte la scelta finale, perché comunque l’obiettivo perseguito rimane alla fine sempre il medesimo. Però questa modalità rende il nostro viaggio dinamico e plasmabile. Mettere insieme lungimiranza e il “senno di poi” in un gioco coeso è molto intrigante, ricompensandoci per aver commesso errori e aver provato nuove scelte per poterli in qualche modo correggere man mano che avanzi.

Occasionalmente nella Zona, che ricorda molto quella del film Stalker di Andrej Tarkovskij, che a sua volta era stato ispirato dal romanzo dei fratelli Strugackij “Picnic sul ciglio della strada”, ci potremo imbattere in alcuni NPC.

Alcuni possono unirsi alla nostra squadra, ma il più delle volte agiscono solo come promotori di missioni o venditori. Una cosa importante da tenere di conto è che reclutare quanti più compagni d’avventura può solo avvantaggiarci. Essi infatti serviranno per compiere più missioni in parallelo, così da poter accresce i punti di abilità, far espandere la nostra base e coadiuvarci nell’esplorazione. Il meccanismo di livellamento è piuttosto interessante. Invece di utilizzare il classico menù della abilità si interagisce con i nostri alleati e  saranno quindi loro ad insegnarci come essere più furtivo o avere una migliore precisione o essere più efficiente nelle eliminazioni furtive. Questo rendere il sistema di progressione del nostro personaggio quanto più integrato possibile con il mondo che occupiamo.

Il gameplay è prettamente incentrato sulle dinamiche degli FPS, per cui  Chernobylite funziona come dovrebbe anche se ho trovato i controlli e i movimenti un po’ troppo semplicistici. In generale, il movimento sembra piuttosto rigido durante la navigazione, ma il gioco offre un’ottima meccanica di “sbirciata” con R1 e L1. Possiamo sbirciare dietro gli angoli anche quando siamo in movimento, una modalità che risulta in qualche maniera innovativa rispetto ad altri giochi dello stesso genere

Chernobylite è chiaramente stato sviluppato da persone appassionate e maniache della cura dei dettagli,  perché l’attenzione che è stata prestata ad ogni singola singola struttura è veramente impressionante. Il team si è recato nell’attuale Zona di esclusione di Chernobyl e l’ha meticolosamente mappata per rappresentarla completamente nel gioco.

Il tuo contatore Geiger che abbiamo in dotazione funziona non solo come rilevatore di radiazioni, ma come scanner generale. C’è addirittura la possibilità di mettere un filtro al nostro scanner, per selezionare quale risorsa specifica vogliamo reperire, come cibo o carburante. Se sulla carta sembra una cosa utile ed ingegnosa, non ho mai utilizzato questa funzione, preferendo invece andare a raccogliere tutto quello che si trova nelle vicinanze, visto che la parte survival è legata proprio alla raccolta e al successivo utilizzo di un gran numero di materiali diversi. Il sistema di costruzione ed ampliamento della base è pressoché identico a quanto visto in Fallout 4, ma con un livello di complessità molto minore. Quello che seve per creare nuovi oggetti è relegato a quattro o cinque materiali, dei quali dovremo fare una scorta consistente prima di tornare alla base. Una volta al nostro banco di lavoro saremo in grado, con queste poche forniture, di creare una gran varietà di oggetti, attrezzature, suppellettili e ampliamenti alla nostra base. Non ho trovato molta profondità in questo lato del gioco, che richiede solo uno sforzo di base per creare tutto. In un certo senso questa mancanza di profondità avvantaggia la storia, ma non fa lo stesso per il gameplay.
Una cosa che mi ha un po’ deluso è che tutto lo spazio della mappa è malamente riempito, in quanto, nonostante ci siano un sacco di edifici fatiscenti dove reperire risorse, non c’è alcuno ostacolo che si frappone tra noi e loro. Manca il senso di sfida. A volte ci sono dei soldati di pattuglia che rappresentano l’unica difficoltà, ma che possono essere eliminati con estrema facilità. Anche in questo caso sembra che sia sia preferito puntare più sulla linearità che sulla complessità, scegliendo volontariamente di non mettere, da parte degli sviluppatori, elementi che impediscano di procedere agevolmente all’interno delle mappe. La furtività è richiesta solo in poche occasioni, mentre per la maggior parte del tempo potremo muoverci senza grossi problemi all’interno della mappa, senza correre rischi o incontrare difficoltà.

Rimangono purtroppo alcuni problemi tecnici evidenti, che vanno da glitch a improvvisi cali framerate. Questo denota che non è stata fatta una vera e propria ottimizzazione durante il porting da PC a console. Ho giocato a Chernobylite su una PS5, in modalità compatibilità con la versione PS4 e devo dire che sono rimasto molto deluso dalle prestazioni generali. Se visivamente siamo a buoni livelli per un titolo sviluppato da un team indipendente, nel complesso la realizzazione tecnica risulta insoddisfacente, anche perché a volte mina la giocabilità Nelle prime parti del gioco un NPC è rimasto bloccato in una porta e bloccava la progressione nel livello, per cui sono stato costretto a ripartire dell’ultimo salvataggio fatto.

Il comparto audio è di buon livello, ma vi consiglio di giocare con l’audio dei dialoghi in russo, perché la versione inglese è veramente penosa. I sottotitoli sono in italiano e ben leggibili, per cui potete optare senza problemi per il doppiaggio originale e non perdervi nemmeno una virgola della narrazione, che come dicevo più sopra, rimane il vero punto di forza di Chernobylite.

Recensione realizzata con copia fornita dagli sviluppatori su hardware PS5 (in backward compatibility).

In conlusione

voto - 6.5

6.5

Nonostante Chernobylite soffra di alcuni problemi, rimane un gioco interessante e piacevole. Ha di positivo che combina alcune idee interessanti e le implementa in un modo omogeneo con la storia che vuole raccontare. Ma è carente sotto il punto di vista tecnico e in alcuni frangenti risulta essere solo una bella scatola vuota. Manca in definitiva un lavoro di implementazione maggiore tra trama e gameplay, perché laddove la prima è sicuramente ben strutturato, il secondo pecca di molte ingenuità e di profondità. Un gioco interessante, ma da prendere in considerazione solo se si è amanti del genere e se lo riuscirete a trovare non a prezzo pieno.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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