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Ninja Gaiden Master Collection – Recensione

Quando nel 2004 uscì la prima Xbox giocai al demo di Ninja Gaiden e rimasi affascinato da questo gioco. Aveva un sacco di elementi grafici, una meccanica di gioco particolare e una difficoltà che non era essenzialmente punitiva, ma che mi costringeva a pianificare ogni singola mossa durante i combattimenti per poter sfruttare ogni vantaggio e debolezza degli avversari. Finito il primo capitolo, mi dedicai la secondo su Xbox 360 e anche questo lo giocai fintanto che non lo portati a termine, anche in questo caso non senza una sequela di bestemmie. Poi nel tempo ho seguito le varie evoluzioni “Sigma”, ma senza più la passione che mi avevano suscitato gli originali. Adesso ho avuto la possibilità di testare la Ninja Gaiden Master Collection e devo dire che in parte mi ha riportato agli antichi fasti della serie, anche se non mi ha convinto a pieno. Scopriamo insieme il perché.

La raccolta combina Ninja Gaiden Sigma, Ninja Gaiden Sigma 2 e Ninja Gaiden 3: Razor’s Edge e per quanto i giochi non abbiano particolari problemi in termini di porting, è proprio la loro scelta che non mi ha pienamente convinto e soddisfatto.

Cominciamo dall’inizio: Ninja Gaiden Sigma è una revisione dell’originale Ninja Gaiden , dopo l’Hurricane Pack e Ninja Gaiden Black.
Sigma è essenzialmente un remake di Black, con l’aggiunta di una grafica migliorata, un’arma aggiuntiva, le doppie katane Dragon Claw e Tiger Fang, difficoltà nemica ridotta, un paio di nuovi boss, livelli leggermente rielaborati con sezioni che sono state tagliate o rifatte per Sigma e tre livelli in cui si può interpretare Rachel. C’è anche una modalità missione in cui giocare. In cambio però non ci sono più due costumi di Black , un pezzo di equipaggiamento e versioni giocabili dei giochi Ninja Gaiden NES.

Ninja Gaiden Sigma è stato e rimane un gioco eccellente, soprattutto perché è costruito sulla base delle tre eccellenti versioni di Ninja Gaiden che lo hanno preceduto. Dal design dei livelli ai nemici, che sono assolutamente implacabili, Ninja Gaiden richiede precisione, memoria, determinazione.
Il gioco mescola enigmi, platform e combattimenti in maniera bilanciata, con un livello di sfida continuo che sicuramente non ci da tempo di annoiarci. Questo vale anche per i boss del gioco, che sono costantemente impegnativi senza mai rappresentare scontri ingiustamente punitivi. Nonostante la versione Sigma sia una revisione azzeccata, ha il grosso difetto di non essere la versione Black, che considero l’apice della serie per quel che riguarda contenuti, grafica. Inoltre l’aggiunta dei livelli di Rachel nel Sigma è un’operazione abbastanza inutile, perché la giocabilità di questa sezione è limitata dalle opzioni che offre l’utilizzo della nostra eroina digitale. Quando iniziamo a giocare come lei, Ryu avrà già avuto accesso a 5 armi. Rachel, in confronto, ha il suo martello da guerra, e basta. Peggio ancora, non è aggiornabile e quindi il nostro set di mosse è praticamente bloccato dal momento in cui ne prendiamo il comando, ed è estremamente limitato rispetto alle opzioni che ci fornisce l’utilizzo di Ryu.

Il gioco compensa questo rendendola incredibilmente forte, ma non è così divertente da usare come lo è Ryu. I livelli di Rachel si svolgono anche negli stessi ambienti di Ryu, il che significa fare backtracking più volte sia con Ryu che con Rachel. Le missioni di Rachel uccidono il ritmo del gioco, arrivando proprio quando vorresti continuare come Ryu. Non posso certo  dire che le missioni di Rachel siano brutte, ma sono sicuramente peggiori di quelle di Ryu.

L’altro grosso problema di Ninja Gaiden Sigma, che già esisteva su PS3 sono i caricamenti delle aree che avvengono quando meno te lo aspetti. Una volta sono entrato in una nuova area, mi sono reso conto di aver lasciato indietro qualcosa, mi sono girato e ho ricevuto immediatamente una notifica di caricamento. La maggior parte delle volte va anche bene che succeda,  ma quando accade in scenari di combattimento, spesso veniamo colpiti senza che ne abbiamo colpe e può essere frustrante. Quello che non riesco a capire è come mai dopo quasi 15 anni dall’uscita di Ninja Gaiden Sigma non siano riusciti ad ovviare a questa situazione, considerando che tipo di macchine abbiamo oggi a disposizione. Sigma è ancora un ottimo gioco nel complesso e il suo unico difetto è che non è Ninja Gaiden Black.

Passiamo adesso a  Ninja Gaiden Sigma 2 , che non è sicuramente all’altezza dell’originale. Lo sviluppo del gioco è stato particolarmente problematico e notoriamente ha portato all’abbandono del progetto da parte del creatore della serie Tomonobou Itagaki. Di conseguenza, parti di Ninja Gaiden 2 sembrano incomplete, specialmente durante alcuni dei livelli e il gioco è sostanzialmente più lineare dell’originale.

Ninja Gaiden 2 è stato costruito originalmente attorno all’architettura di Xbox 360, il che significava che funzionava veramente male su PS3. Per compensare, Sigma 2 apporta alcune modifiche sostanziali all’originale Ninja Gaiden 2, rielaborandolo tanto da non farlo sembrare più lo stesso gioco. Riduce sostanzialmente il numero di nemici, soprattutto perché la PS3 non è in grado di gestire l’enorme quantità di nemici nel gioco originale, e attenua significativamente il sangue. Inoltre, Sigma 2 rielabora alcuni livelli del gioco, aggiunge e rimuove alcuni boss, elimina la necessità di trovare chiavi per aprire le porte, rimuove alcune armi e ne aggiunge altre, rimuove diversi costumi DLC e aggiunge livelli per Rachel, Ayane e Momiji . Come l’originale Ninja Gaiden Sigma, c’è anche una modalità missione.

Il più grande cambiamento meccanico rispetto all’originale Ninja Gaiden è lo smembramento, che ti consente di rimuovere gli arti di un nemico e di compiere una esecuzione finale. Di conseguenza i nemici a cui sono stati mozzati gli arti diventano più pericolosi, infondendo nel  sistema di combattimento un buon elemento di rischio e ricompensa.

Il vero problema qui è che molto di ciò che Sigma 2 ha aggiunto dal gioco originale non è stato sufficiente a renderlo comunque un gioco migliore. Rachel, Ayane e Momiji non sono molto interessanti da giocare rispetto a Ryu, come dicevo prima anche per quel che riguardava il primo capitolo nella sua versione Sigma. Molti dei nuovi boss sono più interessanti dal punto di vista estetico che come combattimenti reali e la rimozione dei puzzle ha  ridotto l’intera esperienza di gioco ad un progredire lineare, modificando una meccanica di gioco che comunque serviva a spezzare un po’ il ritmo, composto altrimenti solo da una sequela di combattimenti

La decisione di ridurre il numero di nemici danneggia sostanzialmente anche il sistema di combattimento del gioco, che è stato progettato comunque per gruppi di nemici più grandi. Sigma 2 tenta di compensare aumentando la resistenza e la coracietà degli avversari.. Questo aiuta, ma si traduce anche in combattimenti sbilanciati, perché programmati in maniera diversa nella versione originale. Ci troviamo quindi fra le mani un “Frankenstein”, che prende pezzi originali ai quali vengono innestati elementi non perfettamente coerenti con la progettazione fatta in prima istanza. Il problema dei caricamenti lo troviamo anche in questo Sigma 2, cosa che sinceramente mi lascia basito, visto che un porting non si dovrebbe limitare solo ad una trascrizione di un codice, ma ad una ottimizzazione per rendere il gioco fruibile e migliore grazie alle tecnologie più moderne.

Eppure, nonostante tutti i suoi difetti, Sigma 2 è ancora un buon gioco. Ha un eccellente sistema di combattimento, è fantastico da giocare e, sebbene il gioco non raggiunga mai i livelli  del gioco originale, elimina comunque degli aspetti negativi che erano presenti in Ninja Gaiden, rendendo l’esperienza di gioco più uniforme. È comunque un buon gioco, e anche se non è così buono come Ninja Gaiden Sigma o la versione originale di Ninja Gaiden 2, ma vale comunque la pena giocarci.

Poi c’è Ninja Gaiden 3: Razor’s Edge. L’originale Ninja Gaiden 3 non è stato accolto positivamente dalla critica e spesso non sembrava affatto un gioco coerente con la saga,  limitando molto Ryu a una singola arma e inserendo una meccanica di gioco più caotica rispetto a quando visto nei capitoli precedenti e le loro molteplici versioni e revisioni. Ninja Gaiden 3: Razor’s Edge è il tentativo del Team Ninja di sistemare il gioco senza rielaborarlo totalmente, ma non è all’altezza dei suoi predecessori e non è nemmeno molto appassionante in termini assoluti. Razor’s Edge mantiene l’attenzione sullo smembramento che si trova in Ninja Gaiden 2 e il suo numero di nemici è molto più vicino all’originale Ninja Gaiden 2 rispetto a Sigma. Per quanto il combattimento sia il fulcro di tutta la nostra azione, il gioco non offre molto altro che ondate su ondate di nemici che ci aggrediscono senza soluzione di continuità. Non ci sono oggetti per la salute o essenze in Ninja Gaiden 3. C’è il  Ninpo, che è una risorsa già vista nei titoli precedenti, che ora diventa l’accumulo di energia che potremo ottenere uccidendo i nemici e che è l’unico modo per guarirci, se non consideriamo la meditazione, che però ci lascia talmente indifesi da risultare quasi completamente inutile. Il problema è che non recuperiamo tutta la salute alla fine di ogni combattimento, ma solo in determinati punti di salvataggio, per cui  questo significa che ci troveremo ad iniziare alcuni scontri con una salute massima eccezionalmente bassa e praticamente nessun modo per curarti.

L’idea di difficoltà di Ninja Gaiden 3 è semplicemente aizzarci addosso ondate su ondate di nemici. Questo andrebbe bene se gli sconti fossero alla pari, ma il gioco integra anche nemici dotati di lanciarazzi in quasi tutti gli incontri, quasi tutti in luoghi che possono essere raggiunti solo dall’arco di Ryu. Ma rimanere fermi abbastanza a lungo da prendere la mira in Ninja Gaiden 3 sta a significare essere sicuramente uccisi, per cui la nostra unica opzione è saltare e sperare che il targeting automatico di Ryu li agganci e ci permetta di farli fuori senza essere danneggiati. Altrimenti l’unica alternativa valida è iniziare a correre in giro schivando i razzi finché non puoi eliminarli e dedicarci ai combattimento corpo a corpo senza la loro azione di disturbo.
Se combiniamo questo al fatto che il gioco non ci dia alcuna indicazione di come utilizzare al meglio le nostre capacità offensive e difensive, come la possibilità di contrastare in maniera efficiente gli attacchi più potenti dei nemici, posso dire che nel complesso Ninja Gaiden 3: Razor’s Edge è più frustrante che soddisfacente. Non sono contrario alla difficoltà nei videogiochi, che poi è uno dei punti di forza della serie Ninja Gaiden , ma il design degli incontri è così meccanico e ripetitivo, che non ha alcuna funzione di sfida reale, mancando di qualsiasi profondità tattica.

Non è né divertente né interessante,  e anche per colpa del downgrade della meccanica di gioco, alla fine non c’è davvero alcun motivo per giocare a Razor’s Edge a meno che non siate dei  completisti compulsivi. Gli altri giochi sono sicuramente migliori e, sebbene sia migliore dell’originale Ninja Gaiden 3 , spesso non sembra affatto un gioco Ninja Gaiden .

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione PlayStation 4. Il gioco è stato testato su PlayStation 5

In Conclusione

voto - 7

7

Tirando le somme, questa Ninja Gaiden Master Collection offre un gioco eccezionale come Ninja Gaiden Sigma , uno molto buono come Ninja Gaiden Sigma 2 e Ninja Gaiden 3: Razor's Edge, che la maggior parte dei fan della saga dovrebbe evitare a tutti i costi. Non è un cattivo affare avere questi tre titoli, anche se alla fine si tratta solo ed esclusivamente di un porting che ha migliorato i titoli solo  aumentando la risoluzione e un framerate migliore. Quello che mi ha deluso è il fatto che questa raccolta sia generalmente composta dalle peggiori versioni dei giochi Ninja Gaiden . Ciò è presumibilmente dovuto al fatto che Team Ninja non ha più il codice per Ninja Gaiden Black o Ninja Gaiden 2. Hanno più semplicemente optato per far girare sia le versioni Sigma che Razor's Edge su hardware moderno, li hanno migliorati un po' sotto il punto di vista estetico e così hanno risolto i loro problemi con uno sforzo veramente minimo. L'acquisto è consigliato a chi non ha mai giocato la serie e non ha alcun modo di accedere alla libreria della Xbox per poter giocare a Ninja Gaiden Black e Ninja Gaiden 2 nelle loro versioni originali. rimane comunque una buona raccolta, non eccezionale, ma godibile, a parte Ninja Gaiden 3: Razor's Edge che poteva anche essere evitato. Indefinitiva avere i due Sigma vale il prezzo del biglietto per chi ama i giochi d'azione impegnativi ma non punitivi

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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