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Aluna: Sentinel of the Shards – Recensione

Quando si parla di unire hack’n’slash con le dinamiche del dungeon crawler, non si può certo non pensare subito a Diablo, oppure i più anziani potranno tornare con la mente ai tempi di Gauntlet. Lo scopo è pressoché lo stesso: andare a caccia di tesori ammazzando tutto quello ci troviamo davanti, con delle minime incursioni nel mondo del role playing. Creare oggi qualcosa di nuovo e soprattutto innovativo non è certo facile, anche perché di colini dei prodotti precedenti ce ne sono centinaia. Aluna: Sentinel of the Shards prova a suo modo ad essere un titolo in parte originale, ma non certo ad essere annoverano come originale ed innovativo.

Aluna: Sentinel of the Shards  è a tutti gli effetti un dungeon crawler isometrico top-down creato  DigiArt Interactive. Quello che subito mi è sembrata una cosa interessante è l’ambientazione storica, che non è mai stata utilizzata. La storia di Aluna, figlia di un conquistador spagnolo e dea della natura sudamericana Pachamama si svolge in Sudamerica e al ragazza, con poteri di una semidea,  il compito di viaggiare per la terra, recuperare i frammenti che contengono il potere di sua madre, affrontando tribù nemiche, animali selvatici e mostri direttamente dal folklore sudamericano del XVI secolo. Sicuramente lo scenario storico e delle leggende di popoli a noi poco conosciuti sono uno spunto molto interessante, che ci permette di uscire dai soli canoni fantasy. A questo si unisce una componente grafica nei filmati di intermezzo, ripresa dai fumetti pulp degli anni ’60, che è anch’esso un elemento molto intrigante.

Purtroppo però l’apparenza e la trama non sono tutto e in questo caso il gioco fallisce sul lato del gameplay. Esso ruota completamente attorno al combattimento. Oltre all’attacco “base”, si possono sbloccare, salendo di livello, colpi speciali. Ci sono tre tipi di abilità che potremo potenziare spendendo punti raccolti durante ogni livello: corpo a corpo, attacchi a distanza e magia. Dopo pochi minuti di gioco mi è stato subito chiaro quello che avrei dovuto fare per tutta l’avventura: utilizzare gli attacchi speciali finché non finisce il “mana”, la forza magica della natura che abbiamo acquisito da nostra madre, passare agli attacchi normali, aspettando che si ricarichi il mana, per poi tornare ad usare gli attacchi speciali. Tutto qua, senza soluzione di continuità, fino alla fine. C’è anche la possibilità di schivare gli attacchi nemici, ma dopo poco mi sono dimenticato di usarla, in quanto non mi sono mai sentito realmente minacciato dagli avversari.

In genere, quando si entra in combattimento, questo è basato sull’affrontare gruppi misti di avversari. Ci saranno alcuni combattenti da mischia che ti corrono addosso mentre un gruppo di nemici a distanza cerca di colpirci per indebolirci. Ma come dicevo, ogni singolo combattimento si risolve senza troppi grattacapi, spostandosi nello schermo di gioco, evitando gli attacchi a distanza, sconfiggendo i nemici più tosti per poi passare a fare pulizia di quelli che rimangono. Quando si avanza nei livelli e le nostre abilità progrediscono, si avverte chiaramente l’assenza di qualsiasi equilibrio in Aluna. Non c’è alcuna sfida, procede tutto in maniera sin troppo semplice, visto che possiamo oltretutto recuperare energia senza problemi mentre giochiamo, con una fiala di recupero che si ricarica a tempo. Basta avere un po’ di accortezza e ci si trova a divorare livello su livello chiedendoci dove sia la fregatura. Purtroppo la fregatura è che Aluna manca completamente di mordente. L’ho terminato nel giro di tre ore e quando sono arrivato alla fine non mi ha lasciato alcuna sensazione di piacere o soddisfazione.

La sensazione di  monotonia non è attenuata dal level designa che per la maggior parte del gioco ci porta ad esplorare giungle o rovine di templi, che alla fine sembrano scenari tutti uguali. Combinare lo stesso ambiente con il combattimento ripetitivo, che è la base della maggior parte del gameplay, è un’azione malvagia, perchè ad un certo punto ero così intriso di noia da addormentarmi. Anche la storia, per quanto interessante, non riesce a coinvolgerci, anche per la sua lunghezza striminzita, che ci porta al finale senza nemmeno rendercene conto.

Molta cura è stata sicuramente messa nella componente audio, con un ottimo doppiaggio ed una colonna sonora di buon livello. Gli effetti sonori non sono niente di rimarchevole, ma fanno il loro lavoro senza infamia e senza lode.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione Steam

In conusione

voto - 5

5

Aluna: Sentinel of the Shards  parte con uno spunto interessante, ovvero un'ambientazione unica per questo genere, ma cade malamente su un gameplay ripetitivo e che conduce ad una noia mortale. Manca di mordente, l'interesse per la storia cala dopo un'ora di gioco ed arrivare alla fine è uno sforzo di concentrazione e contro il costante rischio di addormentarsi per la noia.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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