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Wonder Boy IV: Asha in Monster World (Ps4-Switch-PC)- Recensione

La saga di Wonder Boy è rimasta per anni di mero appannaggio delle console del passato, fintanto che non è stato fatto un buon remake di Wonder Boy: The Dragon’s Trap nel 2017 e un nuovo capitolo, Monster Boy and The Cursed Kingdom nel 2018. Il titolo che sto per analizzare nella sua versione remake, Wonder Boy: Asha in Monster World, è sicuramente rimasto ignoto alla maggior parte del pubblico, anche perché la sua prima versione inglese dell’originale, che risale al 1994, è stata realizzata nel 2012 e reso disponibile nei servizi per la distribuzione digitale Virtual Console, PlayStation Network e Xbox Live. Gli sviluppatori STUDIO ART DINK hanno preso gli elementi base che facevano parte del titolo originale uscito per Mega Drive (e che non ha mai raggiunto ufficialmente il nostro territorio) implementandolo con una grafica completamente nuova e rivitalizzata.

La trama, che come al solito in questi giochi ha solo lo scopo di mettere assieme le varie aree di gioco, narra le vicende della giovane Asha che deve sconfiggere una serie di mostri, tra cui dei temibili boss di fine livello, al fine di liberare la sua amata terra dal loro dominio. Insomma niente di nuovo sotto il sole, a parte il fatto che l’ambientazione sia in un mondo di fantasia che ispirato dal Medio-Oriente, con la nostra eroina che sfodera una temibile scimitarra e ambientazioni e personaggi tipici del  mondo islamico. Il nostro vero scopo nel gioco è quello di avanzare attraverso le aree che lo compongono, distruggere tutti i nemici ed eventualmente scoprire i vari segreti che si celano in ognuna di esse.

Nel complesso, questa produzione è un platform arcade a sviluppo laterale 2.5D, un layout che lo differenzia chiaramente dalla console Sega a 16 bit, che vedeva la nostra alter-ego digitale muoversi in un mondo completamente bidimensionale. Questa aggiunta “spaziale” non influisce sul gameplay, che rimane ancorato all’originale. Per rimanere collegati al titolo originale, per non perderne l’essenza e rischiare quindi di snaturarlo,. gli sviluppatori hanno chiesto ed ottenuto che alla realizzazione di questo remake partecipasse il team di sviluppo dell’originale, con a capo sempre Ryuichi Nishizawa, il “padre” del primo Wonder Boy.

Il nostro punto di riferimento è il villaggio di Rapadagna, che funge da snodo dal quale partire per recarci a vari templi che antro non sono che i classici “dungeons”. Al termine di ogni area troveremo un boss di fine livello, che richiedono un impegno medio per sconfiggerli. Non si tratta di combattimenti epici, ma sono comunque divertenti e di buona fattura. naturalmente prima di arrivare al boss dovremo sconfiggere varie tipologie di avversari e recuperare oggetti e chiavi per migliorare il nostro personaggio ed avanzare in aree bloccate. Il tutto condito con una spruzzata di ostacoli platform e minuscoli enigmi che certo non fermeranno alcun tipo di giocatore, anche il meno esperto. In generale il livello di difficoltà è abbastanza accessibile, non ci sono punti particolarmente ostici, per cui questo titolo può essere giocato senza problemi anche dai bambini.

Per arrivare a completare  la nostra missione avremo a disposizione diversi aiuti. Il più prezioso è sicuramente la nostra mascotte, Pepelogoo, un personaggio a cui possiamo dare alcuni semplici comandi per aiutarci in vari modi, come l’attivazione di interruttori. È inoltre possibile migliorare le abilità della protagonista attraverso nuove armi, scudi e accessori, nonché espandere la sua vitalità raccogliendo una sorta di lacrime blu sparse per ogni area.

Entrando ora ad analizzare il suo aspetto tecnico, si tratta di un lavoro molto suggestivo che non si è limitato a dare una lucidata alla vecchia grafica, perché tutto ciò che si vede nel gioco, dagli scenari ai nemici e ai personaggi secondari, è stato ricreato in 3D. Ci sono alcune sbavature di secondaria importanza, ma nel complesso è è stato sicuramente fatto un ottimo lavoro. Essendo un gioco che basa molto della sua attrattiva sulla componente visiva, accattivandosi coì i giocatori per portarli nel mondo di Asha, era necessario che la realizzazione estetica fosse di ottimo livello. Anche l’accompagnamento audio, per quel che riguarda la colonna sonora, è di buon livello, anche se alla lunga le musiche tendono ad essere ripetitive, ma fortunatamente senza annoiare. Gli effetti sonori non sono proprio il massimo, un po’ troppo standard per i livelli attuali.

Abbiamo avuto modo di recensire il titolo per la versione Switch e ci è stato anche fornito il codice della versione originale, su PS4, che sarà disponibile solo a coloro che acquisteranno la versione fisica di Wonder Boy: Asha in Monster World. Giocare ai due giochi in parallelo è stato molto divertente, per poter fare un vero confronto tra l’originale e la versione remake. Posso assicurarvi che niente è stato tralasciato, ma purtroppo niente è stato ampliato. La conversione del gioco originale per Mega Drive è stata curata dallo studio ININ, esperto ormai nel campo delle trasposizioni delle “vecchie glorie” su macchine attuali. Ci sono anche un sacco di opzioni di visualizzazioni che permettono di variare l’aspetto del gioco sui televisori moderni, per avere una resa ottimale a seconda dei gusti del giocatore.

 

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione Switch, unitamente al codice per la versione PS4 del titolo originale.

In Conclusione

voto - 7

7

Wonder Boy: Asha in Monster World  è un atto d'amore per il gioco originale. Si vede quanta passione e dedizione sia stata fatta per restituire intatta l'esperienza originale, facendo un ottimo lavoro sulla componente estetica. L'apparenza conta e in questo caso è sicuramente l'elemento vincente. Peccato che il gioco porti con se anche il suo difetto principale, il suo "peccato originale" ovvero una longevità striminzita che porterà i giocatori più esperti a completarlo in tre/quattro ore, per poi dimenticarlo nella libreria. Il gioco è alla portata di tutti, per cui sarà sicuramente apprezzato dai giocatori più giovani, che potranno utilizzarlo per aumentare la loro manualità e capire cosa fossero i platform di una volta, senza dover affrontare "missioni impossibili".

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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