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Sockventure – Recensione

Sockventure cerca di dare una risposta ad uno dei più grandi misteri del mondo moderno, ovvero la scomparsa dei calzini nella lavatrice. Ognuno di noi sa benissimo che quelle macchine non sono altro che portali che permettono l’accesso ad un mondo parallelo e misterioso, e gli sviluppatori di Nighthouse Games hanno deciso di catapultarci letteralmente dentro l’avventura, alla ricerca dei calzini scomparsi, attraverso un platform in grado di risvegliare antiche divinità arcaiche, quando avremo finito di bestemmiare quelle conosciute.

Sockventure non è altro che la storia di un ragazzo cui calzini preferiti vengono letteralmente ingurgitati da una lavatrice, che invoca il più grande supereroe di tutti i tempi, Sockman, affinché recuperi i vari calzini scomparsi. Ecco questa è la trama, per cui non vi aspettate altro, perchè Sockventure è solo ed esclusivamente un platform con una componente di difficoltà che definire elevata è dir poco. Di recente ho recensito Super Meat Boy Forever e posso garantirvi che gli otto capitoli di Sockventure possono essere ancor più maleficamente complicati rispetto al gioco di Team Meat.
L’introduzione non mi ha certo colpito e mi sono detto che se il gioco era sulla falsa riga di quanto visto nelle tre schermate introduttive, avrei liberato ben presto spazio sull’hard disk. Ed invece appena iniziato a giocare mi sono reso conto dell’intrinseco potenziale di questo titolo che viaggia sempre sul confine tra l’assurdo e l’esilarante, sfociando tranquillamente nell’ambito del “generatore automatico di bestemmie” quando si parla di livello di difficoltà. La prima cosa che colpisce è sicuramente il level design e la componente grafica, che ci trasporta all’interno della lavatrice con scenari realizzati in maniera ben definita e dettagliata, colorati e maledettamente intricati.

Il gioco non ci propone solo la classica azione dei platform, ma ci obbliga a ragionare e ad usare il “problem solving” oltre che l’abilità manuale nel coordinare perfettamente salti ed atterraggi. Durante la nostra avventura potremo acquisire capacità aggiuntive, come il doppio salto oppure la possibilità di rimanere aggrappati ai muri verticali per un determinato lasso di tempo e dovremo mettere in funzione la nostra coordinazione mano occhio per riuscire a capire come superare delle situazioni che apparentemente sembrano impossibili. Mi sono ritrovato, spesso e volentieri (molto più spesso di quando non volentieri NdR) a dove ripetere non una, non due, non dieci, ma anche cinquanta volte una singola sezione. Questo genera quel perverso meccanismo psicologico che ci fa essere attratti e al contempo provare repulsione per i giochi come Sockventure. La voglia di mettersi alla prova, di superare i propri limiti, di andare avanti ancora un quadro, viene controbilanciato dalla voglia di mollare il gioco, di lasciarlo perdere, di dimenticarlo per sempre, cancellandolo fisicamente dall’hard disk e figurativamente dalla nostra mente. Di solito per me vince sempre la prima componente, quella volontà perversa di voler comunque proseguire per non voler ammettere la sconfitta ed anche in questo caso ho deciso che dovevo portarlo a termine, si per poter scrivere questa recensione,  ma soprattutto perché non voleva assolutamente darla vinta agli sviluppatori ed ammettere la mia sconfitta.
Però è anche vero che non tutti hanno la stessa perseveranza che posso aver avuto io , per cui sappiate che se deciderete di acquistare Sockventure, avrete tra le mani un titolo ostico ed impegnativo, che metterà alla prova la vostra pazienza e che potrebbe causare un “rage quit” dopo pochi livelli.

Una cosa molto importante sono i controlli in questa tipologia di giochi, che devono essere precisi e usando il controller Xbox sul PC, posso confermare che gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro di implementazione. Il nostro Sockman di muove senza difficoltà all’interno del livello, possiamo spostarlo mentre è in salto per poter evitare sia sporgenze letali che raccogliere le monete disseminate in ogni livello, la risposta dei comandi è pressoché immediata, rendendo l’interazione con il gioco diretta e molto soddisfacente. Ci sono alcuni passaggi dove è prevista una precisione millimetrica e una coordinazione perfetta tra salti e avanzamento e grazie ai controlli ben ottimizzati è possibile superarli, magari solo dopo una quarantina di tentativi.
In Sockventure ci sono dei checkpoint a circa metà di ogni vasto livello, ma gli sviluppatori, conoscendo bene la malefica difficoltà che hanno intriso nel codice del gioco, hanno dato la possibilità di poter usufruire, attraverso un’opzione attivabile nel menù di gioco, di punti di respawn anche a metà delle singole sezioni di gioco, per darci la possibilità di non dover ricominciare tutto da capo.

Una volta terminato il gioco possiamo dedicarci ad affrontare la Sezione Dark World, che si sblocca dopo aver raccolto almeno 600 monete nel gioco. Si tratta essenzialmente di tre capitoli nei quali darete una nuova definizione di linguaggio blasfemo, poiché sarete in grado di evocare i Grandi Antichi senza ricorrere alle formule del Necronomicon.
Durante le partite oltre alle monete potrete raccogliere quello che siete venuti a cercare, ovvero i calcini scomparsi, che diventeranno il costume di Sockman, che potrete cambiare dal menù di pausa. Le animazioni e i disegni sono di buona fattura, mentre l’accompagnamento musicale alla lunga risulta un po’ troppo ripetitivo.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione Steam

In conclusione

voto - 7.8

7.8

Sockventure è uno di quei titoli che amate od diate, non ci sono vie di mezzo, non ci sono sfumature. È un gioco che fa della difficoltà il suo cavallo di battaglia, che vi prenderà e vi trascinerà attraverso i suoi otto capitoli, oppure che abbandonerete dopo una quindicina di minuti. Solo voi sapete quale tipo di giocatore siete, per cui questa più che una recensione è un bugiardino: assumente Sockventure con cautela, perchè può portare alla dipendenza o alla crisi di rigetto.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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