FeaturedRecensioni

Resident Evil Village – Recensione

Nel corso dell’evento reveal di PlayStation 5 del 2020, Capcom fece capolino svelando al pubblico Resident Evil Village, ottavo capitolo dell’amata serie di titoli horror nata più di venti anni fa. Mentre tra il pubblico qualcuno incrociava le dita sperando che con Village il colosso nipponico sarebbe tornato alle meccaniche di gioco originali, qualcun altro (come il sottoscritto) sperava che invece il titolo seguisse le orme di Resident Evil 7, un vero e proprio crocevia per la serie, un calcio diretto al passato e alle meccaniche di gioco che avevano reso celebre la serie. Fortunatamente le speranze dei rivoluzionari sono state esaudite a dispetto di quelle dei conservatori, e pertanto quest’oggi abbiamo tra le mani un nuovo capitolo della serie Resident Evil che abbraccia ancora una volta le dinamiche e il gameplay dei titoli in prima persona, infarcendolo di una buona dose di orrore, sangue e violenza.

Senza farvi troppi spoiler circa la trama, vi diciamo semplicemente che Resident Evil Village è ambientato tre anni dopo gli eventi narrati in Resident Evil 7, e qualora non abbiate giocato quest’ultimo, non preoccupatevi: un sostanzioso riassunto vi permetterà di scoprire le vicende accadute nel precedente capitolo e tutti i segreti legati alla famiglia dei Baker. All’inizio dell’avventura una serie di rocamboleschi eventi e rapimenti, vi porteranno all’interno del Villaggio dal quale potrete accedere poi ad una serie di macro aree tra cui il tanto decantato castello Dimitrescu. Per quanti di voi stanno pensando che dalle diverse demo rilasciate fosse già chiara e percettibile la potenza del nemico contro cui si va a lottare in Resident Evil Village, vi diciamo che Lady Dimitrescu è solamente l’inizio del viaggio e il suo ruolo non è assolutamente quello che immaginate.
Nel corso della nostra esperienza con Resident Evil Village abbiamo potuto costatare quanto il personaggio di Ethan Winters funzioni ancora e quanto il suo ruolo all’interno dell’universo di Resident Evil stia diventando via via sempre più preciso e definito. A dirla tutta, però, non siamo stati del tutto convinti da alcuni sbocchi narrative e alcune situazioni di gioco che hanno sfiorato quasi il “ridicolo”, vista l’assurdità della situazione; dopotutto però  era ben noto che Capcom volesse realizzare un titolo meno spaventoso di Resident Evil 7 e dobbiamo dire che in fin dei conti il colosso nipponico ha rispettato le aspettative, creando un titolo dal notevole spessore narrativo, dove comunque nonostante siano presenti meno situazioni-horror, la tensione comunque si taglia col coltello e il giocatore deve sempre restare vigile. Insomma, nonostante piccole magagne, la trama del gioco presenta uno spessore notevole e gli intrecci narrativi sono molto interessanti e gettano le basi per un futuro veramente radioso per la serie.

L’intera gameplay del titolo si svolge in una mappa che ricorda molto vagamente quella degli open-world ed è data libera scelta al giocatore su quale porzione di mappa portare al completamento prima di lanciarsi nell’esplorazione della parte successiva. Fortunatamente, però, a differenza del passato, Resident Evil Village non obbliga il giocatore a un backtracking forzato. Tra un combattimento e l’altro, e l’apertura di una porta e l’altra, non mancheranno ovviamente i consueti enigmi che vi permetteranno di ottenere sia potenziamenti sia oggetti utili e necessari per proseguire nella storia. Gli enigmi, come da sempre per la serie, presentano una notevole creatività e per la risoluzione di alcuni di essi dovrete obbligatoriamente aguzzare l’ingegno.
Le ambientazioni di gioco si rivelano fin da subito molto ispirate e ricchi di dettagli, anche se non siamo stati molto convinti dalla quasi totale impossibilità di interagire con gli elementi caratterizzanti degli ambienti. Infatti, nonostante i potenti hardware di ultima generazione permettano tranquillamente di creare situazioni di gioco reali, in Resident Evil Village la totalità degli elementi di decoro non possono essere distrutti e/o spostati, sembrando del tutto appiccicati alle superfici su cui sono stati collocati.

Per difendersi dai vari nemici che gli si pareranno dinanzi, Ethan avrà a disposizione un nutrito numero di armi che possono sia essere raccolta sulla mappa sia, in certi casi, acquistati dal Duca. Per chi non lo sapesse il Duca è un goffo e strano personaggio che svolge il ruolo di mercante all’interno del gioco; egli potrà offrirvi i suoi servigi dietro pagamento di un cospicuo numero di Lei (la valuta del gioco) e potrete chiedere a costui di vendervi oggetti curativi, munizioni, componenti  e potenziamenti per armi o addirittura cucinare piatti utili a ottenere un miglioramento delle caratteristiche di Ethan. Nel corso del gioco, e acquistando i progetti dal Duca, Ethan sarà in grado di creare da solo i proiettili per le diverse armi utilizzando dei materiali reperiti in giro sulla mappa. Mentre ai livelli di difficoltà più bassi l’attività di compra/vendita può essere gestita con scioltezza e serenità, impostando il gioco su livello difficile la musica cambia ed è necessaria una meticolosa organizzazione da parte del giocatore al fine di non vanificare gli sforzi e non consumare inutilmente risorse.

Dal punto di vista tecnico, Resident Evil Village è un titolo che pur mettendo si in buona luce le caratteristiche dell’hardware delle console di ultima generazione, ha dovuto fare evidentemente alcune rinunce a causa della sua natura da titolo cross-gen. Tra gli ambienti di gioco è infatti evidente la differenza qualitativa nella realizzazione del castello e del Vilaggio dove, per esempio, non siamo stati convinti dalle tempeste di nebbia in cui ci siamo imbattuti. Stesso discorso riguarda purtroppo alcuni personaggi che presentano una certa plasticità nei movimenti, mentre altri, sopratutto i boss principali, presentano una realizzazione spettacolare e segnano un netto distacco da tutti i nemici che avete combattuto negli altri capitoli della serie. La caratterizzazione dei personaggi si rivela fin da subito spettacolare e la perfidia, l’arguzia  e la violenza di alcuni di loro supera ogni schema possibile e ci hanno lasciati in più situazioni a bocca aperta. Abbiamo vissuto l’intera esperienza di gioco su PlayStation 5 dove il Dualsense e le cuffie Pulse 3D hanno fatto la differenza: il pad, com’è noto, restituisce un feedback tattile perfetto e diverso in base all’arma utilizzata, rendendo più difficile sparare e mirare quando userete le armi pesanti, le cuffie, invece, ci hanno fatto calare perfettamente nei panni del protagonista, facendo percepire da ogni parte i suoni giusti, permettendoci di capire da quale posizione il nemico avrebbe potuto attaccarci.

Cosa succede una volta conclusa la trama?  Uno dei problemi di questo genere di titoli è racchiuso nella domanda precedente. Una volta terminato il gioco avrete tre opzioni: rigiocare Resident Evil Village in modalità New Game+, lanciarvi nella nota modalità Mercenari, parcheggiare il titolo in attesa di RE: Verse, la tanto decantata modalità multigiocatore che, fino a questo momento, è stata mostrata in anteprima attraverso una sessione di beta-testing che ha visto i sistemi crashare letteralmente, a causa dell’elevato numero di richieste. Dal canto nostro non vediamo l’ora di mettere le mani su RE: Verse, ma restiamo comunque fiduciosi che Capcom voglia andare ad ampliare, magari attraverso qualche DLC, la trama del gioco come accaduto nei due contenuti aggiuntivi pubblicati qualche mese dopo Resident Evil 7. A voi la scelta.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione PlayStation 5

In conclusione

voto - 9

9

Voto

Resident Evil Village è il perfetto “capitolo di mezzo”, tra il passato e il futuro della serie. Village eredita dal precedente capitolo le meccaniche di gioco e le fa calare in un gameplay volutamente più action ma che comunque non rinuncia ai suoi momenti horror e agli enigmi che hanno reso celebra la serie. Quello che non ci ha convinto particolarmente è l’impossibilità di interagire con gli ambienti di gioco e alcune situazioni di gioco decisamente surreali. A questo punto vi starete domandando: “e allora perché avete deciso di dargli un voto così alto, molto vicino al perfect store?” La risposta è semplice: Village ha una trama veramente ben scritta, dove ogni personaggio recita alla perfezione il suo ruolo, e il coraggio e la potenza narrativa in alcuni momenti è veramente encomiabile e se questo è solo il secondo nuovo-inizio per Resident Evil, non vediamo l’ora di conoscere il futuro.

User Rating: Be the first one !
Mostra tutto

Mr. Pink

Una carriera da gamer iniziata con Turrican su Commodore 64 e proseguita poi direttamente su Super Mario 64. Credo in un mondo privo di lootbox e di titoli Pay To Win, anche se forse questo resterà solo un sogno...
Back to top button