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Super Meat Boy Forever – Recensione

Dopo ben undici anni, costellati da una serie di riproposizioni del gioco originale sulle varie piattaforme disponibili, il nostro “carnale” Meat Boy è finalmente tornato in Super Meat Boy Forever. Il Team Meat catapulta oggi il nostro amico rosso e la sua bianca compagna in una nuova avventura che li vede contrapporsi alla loro malvagia nemesi, il dottor Fetus, che rapisce il loro bambino Nugget.
Il cambio di passo rispetto all’originale Super Meat Boy è evidente, ma quel sadico umorismo che pervadeva il primo titolo e la grafica minimalisticamente splatter non sono stati abbandonati, anche se il gameplay presenta un indubbia modifica.
Super Meat Boy Forever è bastato sulle dinamiche dei giochi di corsa automatici, topologia che personalmente non amo, come ad esempio Super Mario Run, ma in questo caso ho avuto la piacevole sorpresa di trovarlo comunque molto simile all’originale, nonostante che i nostri protagonisti non smettano mai di muoversi maledettamente sullo schermo come dei forsennati! Se a questo aggiungiamo anche la creazione dei livelli in maniera semi-procedurale, per cercare di rende unica ogni nuova partita ed aumentarne la rigiocabilità e una bell’aggiornamento al comparto grafico per adattarlo all’alta definizione, non posso dire di essere rimasto assolutamente deluso. Ma non vi aspettate una passeggiata di piacere, perchè di sangue ne scorre sempre parecchio e sappiate che si tratta del vostro!

L’idea di Super Meat Boy Forever nasce dalla volontà dei suoi creatori di rendere il primo titolo giocabile anche sulle piattaforme mobili, cercando di ridurre al minimo gli input da utilizzare per aumentarne la fruibilità sugli schermi dei nostri cellulari e dei nostri pad. Dalla versione mobile di Super Meat Boy alla sua evoluzione in questa versione il passaggio è stato abbastanza naturale. Il gioco si controlla con solo due tasti, ma le combinazioni che si possono fare sono comunque in grado di restituire un feedback positivo per qual che riguarda sia la varietà che la giocabilità. Si può anche cambiare direzione saltando sui muri, così come già succede nel succitato Super Mario Run e questo rende sicuramente tutto molto più interessante al fine di realizzare quali siano le modalità migliori per superare ogni livello. Appena iniziato a giocare devo ammettere che mi sono trovato spaesato, perchè non mi aspettavo assolutamente questo tipo di gioco, non sapendo assolutamente niente del suo gameplay. Per cui quando il nostro rosso e sanguinante alter ego ha iniziato ad andare a velocità sesquipedale verso la destra dello schermo, la prima cosa che ho fatto è stato spiaccicarmi su una bella sega circolare. Appena mi sono ripreso dallo shock iniziale ho capito cosa finalmente dovevo fare.

Il gameplay ha sicuramente facilitato gli sviluppatori nella realizzazione dei livelli, che permettono anche al giocatore di potersi prendere comunque dei momenti di pausa, lasciando il nostro alter-ego appeso ad una parete verticale. I livelli sono più lunghi rispetto al primo titolo, ma sono suddivisi in “blocchi”, che alla fine rappresentano essenzialmente i checkpoint. In questa maniera una volta concluso un blocco, ripartiremo dal successivo, nel caso  che dovessimo fare una brutta fine. Quando moriamo, siamo rimessi subito in gioco, per cui la sensazione di continuo movimento non viene mai interrotta, ogni partita è un flusso continuo di azioni, che devono essere accuratamente calibrate e coordinate per riuscire a superare gli innumerevoli e soprattutto letali ostacoli che costellano il nostro cammino.
Con soli due tasti e la leva direzionale, sono riusciti veramente a fare un miracolo per quel che riguarda la gestione dei movimenti del personaggio. Con un tasto si salta, con un altro si esegue un pugno a mezz’aria e la cosa bella è che qualsiasi tasto del pad può funzionare, per cui nona avremo problemi sul quale scegliere. L’ulteriore input che dovremo fare è usare il tasto “giù” per far fare una veloce “picchiata” al personaggio che stiamo usando. E con questo è tutto, non ci sono altri controlli, la semplicità al potere. Ma se uniamo la semplicità alla sadica volontà degli sviluppatori di mettere alla prova i nostri riflessi, allora passerete delle ore per cercare di migliorarvi, di essere precisi al millimetro calibrando ogni singolo salto, considerando ogni singolo elemento presente sullo schermo per poterlo usare a vostro favore, ripetendo fino allo sfinimento i punti più ostici (e ce ne sono veramente a bizzeffe! NdR), esaminando con dovizia ogni singolo pixel per poter migliorare il tempo di percorrenza, raschiando anche i millesimi di secondo per poter salire nelle classifiche mondiali.

Il primo mondo è una passeggiata di piacere se lo confrontiamo con gli altri quattro che ci vengono proposti per terminare il gioco. Qua si possono imparare le tecniche più semplici per avanzare. Il salto, il pugno volante per superare baratri, la scivolata per evitare seghe circolari, il colpo verso il basso per passare indenni tra due di esse. Tutte tecniche che vi consiglio vivamente di far diventare vostre, magari ripetendo fino alla sfinimento i primi livelli. Alla fine del primo mondo troviamo il la nostra arci-nemesi, il Dr. Fetus, che ci sfiderà e sconfiggerlo ci apre la strada verso il mondo successivo. Da questo punto in poi scordatevi percorsi netti, perchè si aprono le porte di un inferno fatto di sudore, sangue e bestemmie. Vedere il vostro Meat Boy, o Bandage Girl oppure ogni altro personaggio che avete sbloccato per farlo diventare giocabile, ridursi in macilenta poltiglia che si proietta su tutto lo schermo, sarà la cosa più facile che vi possa succedere. Morire diventerà la prassi e solo dopo, dieci, venti, a volte anche quaranta morti (il mio record personale è stato 47 morti solo per superare un punto che dire ostico è fargli un complimento), forse riuscirete a capire cosa fare, ma soprattutto come farlo. I riflessi, il tempismo, la coordinazione occhio-mano devono essere perfetti, la pressione di ogni singolo tasto deve essere valutata accuratamente. Un salto poco più lungo o poco più corto decretano inesorabilmente la nostra fine. Le seghe circolari inizieranno a muoversi sullo schermo, a volte svincolate, a volte coordinate come un morale saggio di nuoto sincronizzato, dove l’acqua della piscina è naturalmente sostituita dei litri di sangue che schizzano sullo schermo e dal sudore che scorre copioso sulla nostra pelle.

E tutto questo si ripete complessivamente per cinque mondi regolari nel gioco, ognuno dei quali è suddiviso da sei livelli e un boss. Uno dei maggiori punti di forza di Super Meat Boy Forever è la generazione del livello semi-procedurale. Per ogni livello, i progettisti hanno creato fino a un centinaio di blocchi (sezioni) e questi hanno circa le dimensioni di un livello nel primo gioco. Quando si inizia una nuova partita, viene generato  un “Seme” composto da una serie di simboli, che sono tutti personaggi o nemici nel gioco. Quando avvii il gioco per la prima volta, il gioco crea ogni livello in base al seme prendendo circa sei blocchi e combinandoli insieme. Questo ha il potenziale di generare migliaia di permutazioni e creazioni possibili di livelli. I blocchi sono classificati in difficoltà, quindi saranno posizionati blocchi più facili all’inizio di ogni livello e più difficili verso la fine. Alcuni potrebbero lamentarsi del fatto che i livelli  generati proceduralmente rischiano di far perdere al gioco la sensazione di creazione “artigianale” che ha reso il primo gioco così speciale. Ma non è affatto così, perchè comunque si vede sempre nella genesi di ogni singolo blocco lo spirito originale dei creatori e la sensazione di avere tra le mani un gioco che ha lo stesso impulso creativo del primo è presente e forte.

A differenza dei livelli regolari che sono indubbiamente molto lunghi, i livelli dei boss utilizzano il design basato su stanze più piccole, rendendo gli scontri una piacere da essere giocati. Sono contemporanee  divertenti e molto stimolanti, perchè ci obbligano a scoprire da soli la strategia migliore per sconfiggere il malefico boss che si propone con forme ed armi diverse. la soddisfazione di sconfiggerli è veramente potente e da lo stimolo a proseguire verso il mondo successivo.

Un grosso balzo in avanti è stato fatto anche nel campo della vesta grafica. Il nuovo stile artistico è molto più nitido e vivido, rendendo tutto estremamente pulito, che è un requisito necessario per cercare di capire come affrontare i vari blocchi dei livelli che ci vengono proposti. Ogni singolo mondo ha una sua caratterizzazione grafica, che è rappresentata sia dagli elementi statici degli sfondi che da quelli dinamici rappresentati dagli ostacoli e dagli avversari che ci si parano davanti. Le scene di intermezzo sembrano poi un cartone animato di fascia alta e raccontano la storia del gioco con un sacco di umorismo che i fan della serie hanno imparato a conoscere e apprezzare. Sono anche pieni di riferimenti ad altri videogiochi e film. Ogni mondo ha un video introduttivo che viene riprodotto durante il caricamento del gioco nella schermata di selezione del livello di quel mondo, e c’è anche un video prima e dopo ogni combattimento con il boss. Possiamo rivedere uno qualsiasi dei video, nella galleria alla quale si accede dal menu principale.

Il sound design nel sequel è un altro aspetto che aiuta davvero a dare uniformità e coerenza a tutto il gioco La colonna sonora di Danny Baranowsky dell’originale è un classico, e sebbene non abbia lavorato alla colonna sonora del secondo gioco, il gruppo che lo ha fatto, Ridiculon, è riuscito a creare qualcosa che rende omaggio all’originale e al contempo creando nuovi pezzi che diventano subito la perfetta colonna sonora di ogni nostra partita e che continuiamo a canticchiare anche una volta spento il gioco. Man mano che ti addentri nel gioco, la musica diventa molto più varia, ma rimane sempre piacevole e si adatta sempre ai livelli e al gameplay. Gli effetti sonori sono molto simili a quelli trovati dell’originale, con alcune marginali modifiche ed aggiunte.

Super Meat Boy Forever è pieno di contenuti e funzionalità extra per far durare l’esperienza di gioco il più a lungo possibile. I livelli normali sono indicati come il mondo della luce e, proprio come il primo gioco, se batti il ​​tempo di riferimento in un dato livello, guadagni un punteggio A + e sblocchi quel livello nel mondo oscuro. I livelli del mondo oscuro sono molto più difficili di quelli del mondo della luce, ma utilizzano le stesse meccaniche specifiche del livello delle loro controparti più leggere. È possibile accedere al mondo oscuro premendo l’apposito tasto del pad nella schermata di selezione del livello. Le Warp Zone fanno un ritorno e ogni mondo ha la propria zona specifica che potrebbe essere nascosta in uno qualsiasi dei livelli, sia chiaro che scuro. Tutto dipende dal tuo seme e da come è stato generato il livello. Le Warp Zone  sono tutti riferimenti ai classici giochi per console e cambiano il gameplay per imitare quel gioco specifico, ovviamente aggiungendo l’immancabile spargimento di carne e sangue che tanto amiamo in Meat Boy.

Ci sono un certo numero di personaggi sbloccabili, che possono essere sbloccati trovando i ciucci nascosti o molti difficili da raggiungere in tutti i livelli. Questi sono proprio come i cerotti nel primo gioco, ma dal momento che stiamo salvando Nugget e non  Bandage Girl, il nuovo oggetto da collezione ha un senso. Alcuni personaggi richiedono un prerequisito extra, come superare un livello di zona di curvatura, a volte in un modo particolare. Il fattore più importante che si aggiunge alla rigiocabilità del gioco è la funzione New Game +. Dopo aver sconfitto il boss del quinto mondo, puoi cancellare i tuoi progressi di livello attuale e ottenere una serie completamente nuova di livelli con cui giocare, mantenendo i ciucci e i personaggi sbloccabili. Ciò consente una rigiocabilità quasi infinita.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione PlayStation 4

 

In conclusione

voto - 8.5

8.5

Super Meat Boy Forever è riuscito a stupirmi positivamente, perchè nonostante di tratti un gioco di corsa continua, mio ha realmente appassionato e divertito. Non è sicuramente il sequel che mi sarei aspettato dell'originale Meat Boy e molti fan potrebbero storcere il naso per la modifica al gameplay, ma fidatevi di me, è un gioco che dovete avere. Il nuovo stile artistico è perfetto e il design e la generazione dei livelli fanno risaltare davvero tutte le qualità intrinseche di questo titolo. Il Forever del titolo è realmente garantito dalla possibilità di poterlo giocare all'infinito grazie alla generazione semi-procedurale dei livelli, per cui le combinazioni che si possono ottener con questo sistema sono così tante da renderlo veramente un gioco virtualmente infinito. Il livello di difficoltà è alto, ma non ho mai sentito montare in me la marea rabbiosa che genera il "rage quit" Al contrario, ogni morte è sempre stata lo stimolo per migliorarmi, per studiare minuziosamente ogni elemento dello schermo  al fine di trovare la strategia migliore per superare i punti ostici e ci posso assicurare che ce ne sono veramente un numero esorbitante.  Consigliato a pieni voti!

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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