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Say No! More – Recensione

A volte mi rendo conto di quanto ormai cerchiamo nei videogiochi letture del mondo che conosciamo, di quanto articoli ed editoriali facciano le pulci a questo o a quel titolo, andando a cercare significati sociali e/o politici. Certo ci sono titoli che si prestano molto bene ad analisi nelle quali un antropologo sociale potrebbe trovarsi a suo agio meglio un recensore di videogiochi e poi ci sono titoli come Say No! More che invece ci riportano all’essenza di quello che il gioco: divertimento, svago, un modo per uscire dalla realtà quotidiana con leggerezza che non implichi necessariamente una chiave di lettura filosofica.

Nei panni di uno stagista appena assunto da una multinazionale, ci troviamo subito catapultati nello stereotipo lavorativo più convenzionale: per fare carriera bisogna essere uno “Yes Man” (o woman) per cui per rispettare questa regola già nei primi minuti di gioco permettiamo al nostro diretto supervisore di fregarci il nostro cetino del pranzo, perchè al nostro vocabolario non abbiamo mai aggiunto la parola “NO”. Ma nel nostro cubicolo maleodorante nel quale siamo stati relegati, dietro alla macchinetta degli snack e sotto il tubo dello scarico dei liquami, ci appare un magico mangianastri che contiene una magica cassetta che ci proietta in un mondo magico dove unə nerborutə fatinə, dalle indubbie fattezze di Hulk Logan, ci porterà a conoscere il potere liberatorio di saper finalmente dire no, ed usare questo magico avverbio, magari evitando di rafforzarlo con quello squallido “assolutamente” che tanto spesso viene associato anche all’affermazione “si”.

E con la forza della nostra negazione ripetuta e rafforzata da una semplice pressione di un tasto, ci faremo strada nelle gerarchie dell’azienda popolata da accondiscendenti servi e superiori sempre pronti ad assegnarci compiti umilianti e degradanti. Tutto questo avviene usando una comicità delirante che in qualche maniera mi ha riportato alla mente un gioco del passato remoto, God Hand per PS2, non tanto per il gameplay, ma per la costruzioni delle situazioni paradossali che ci vengono proposte. I nostri “combattimenti” sono tutti basati sull’utilizzo del “No”, che potremo rafforzare utilizzando delle forma di scherno e derisione, in grado di far abbassare temporaneamente le difese dei nostri colleghi/avversari, per poi arrivare ad affrontare uno ad uno i boss di fine livello, che sono proprio dei boss, perchè rappresentano le varie gerarchie dell’ambiente lavorativo.

Il gioco in se è basato sulle dinamiche degli arcade di una volta, dove il nostro personaggio si muove semplicemente sulle “rotaie” impostate da gioco, per cui la nostra interazione sarà limitata a premere il tasto per usare il “No”, oppure cambiare il tipo di negazione che vorremo usare e che riterremo più efficace (abbiamo il no declinato in varie modalità, tra le quali quello svogliato oppure quello gelido), mentre con la levetta sinistra del controller potremo scegliere come schernire i nostri avversari, ridendogli in faccia, facendogli un applauso sarcastico e altro che non vi voglio anticipare per lasciarvi un po’ di gusto della scoperta.

Tutto il gioco è una divertente metafora,. neppure troppo sottintesa, di quello che uno stagista di solito deve sopportare quando inizia a lavorare, magari solo con un misero rimborso spese, e subito viene calpestato malamente da ogni persona che si sente superiore a lui, ovvero normalmente tutti. Ma come dicevo nell’incipit della recensione, questo è solo lo spunto per creare attorno a questa situazione una serie di stravaganti, paradossali e appassionanti dinamiche che rendono Say No! More un titolo sicuramente da provare.
La grafica ci riporta di colpo negli anni anni ’90, con una costruzione dei livelli e l’utilizzo di texture che sembrano essere uscite direttamente da un livello del buon vecchio Doom. Appena iniziato abbiamo la possibilità di creare il nostro personaggio oppure di usare uno di quelli predefiniti, ma se avete voglia perdete qualche minuto ad esplora l’editor per generare un vostro alter-ego, non ve ne pentirete!
Possiamo poi decidere anche in che lingua dire il nostro “No” dal mandarino al gaelico irlandese all’hindi. Peccato che una volta scelta un’opzione all’inizio del gioco, non sia più possibile cambiarla durante la singola partita.

Nonostante la semplicità della narrazione, i dettagli all’interno della storia sono arricchiti con umorismo e stravaganza. Il nostro obiettivo primario di recuperare il cestino del pranzo rubato si trasforma in qualcosa di più mentre iniziamo ad esplorare l’azienda e ne conosciamo le varie peculiarità. Scalare la scala gerarchica ci porterà a scoprire il tremendo segreto che si cela dietro alla facciata del nostro posto di lavoro.

A supportare il tutto c’è una colonna sonora divertente e allegra accompagni il tuo viaggio. Ad aggiungere demenzialità al tutto ci pensano anche i  dialoghi e il “voice acting”. Volano battute assurde, dialoghi paradossali, interpretati in maniera divertente da doppiatori che calcano la mano, anzi la voce, per avere un effetto iperbolico ed esilarante.

Qual è il vero difetto di Say No! More? La sua durata, che collegata alla completa mancanza di stimoli per rigiocarlo, penalizzano non poco questo delizioso e divertente prodotto. Quando si finisce la storia principale non ci sono altre modalità da sbloccare, nessun addendum particolare. L’unica cosa che ci può spingere a rigiocarlo è il fatto cha cluni obiettivi sono legati a quante volte si dice no, ma sinceramente arrivare a dire No 99.999 volte non è che proprio sia in cima ai mei pensieri.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione PC (Steam)

In Conclusione

voto

Say No! More ha il pregio di essere divertente, scanzonato, con una buona rappresentazione sia grafica che un comparto grafico che lo gratifica, ma rimane comunque un gioco troppo breve per poterlo consigliare senza remore. Oltretutto la sua completa mancanza di rigiocabilità lo rende uno di quei titoli che entrano ed escono dalla nostra libreria il tempo di una singola run, per cui nonostante la sua intrinseca bellezza legata alle situazioni paradossali legate comunque alla realtà che conosciamo, al fatto che faccia un ottimo lavoro nel dare al giocatore un po' di divertimento casual e spensierato , rimane un titolo sfizioso che potrete sicuramente trovare tra qualche mese ad un prezzo stracciato, l'unico modo per cui vi posso consigliare di comprarlo.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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