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Outriders – Recensione (seconda – e forse ultima – parte)

In un nostro precedente articolo avevamo iniziato a gettare le basi di un articolo che non sapevamo se avrebbe avuto prima o poi una fine. Perché sì: recensire un titolo come Outriders non è affatto semplice, anzi, viste i sempre più frequenti aggiornamenti da parte del team di sviluppo, sembra che quello di People Can Fly sia ancora un lavoro parzialmente incompleto che richiede ancora qualche ritocco per essere definito del tutto soddisfacente.

Dopo un cospicuo numero di ore passate su Outriders (tra un problema di connessione al server e l’altro nda) ci è sembrato abbastanza lampante che il team di sviluppo si sia ispirato a Gears of War per la realizzazione delle dinamiche di gioco  che, a partire dal sistema di copertura, ricorda molto la celeberrima esclusiva di Microsoft. Similmente a quanto accade nella storia di Marcus Fenix e compagni, Outriders permette ai giocatori di utilizzare numerosi elementi della mappa, come muri o avamposti, come nascondiglio per proteggersi dal fuoco nemico e sparare senza mirare. Ovviamente ogni punto di copertura, dopo un po’ di tempo che viene colpito dal nemico, tende a essere distrutto obbligando il giocatore a spostarsi per poter trovare un’altra copertura. Bisogna ammettere però, che Outriders non è uno di quei titoli che premia i giocatori che tendono a nascondersi in quanto i nemici tendono ad accerchiare e sparare all’impazzata facendo praticamente crollare in pochi istanti qualsivoglia protezione a disposizione. Abbiamo inoltre costatato come, una volta superata la fase tutorial del titolo, Outriders diventi un titolo impossibile da giocare da soli visto l’alto numero di nemici presenti a schermo e il livello di abilità di alcuni di questi.

L’intero arco narrattivo di Outriders si compone di una lunga serie di missioni principali dalla durata di circa un ora ciascuna e ognuna di esse ci permetterà di fronteggiare nemici di vario genere, come predoni, alieni e altre fazioni nemiche. Le meccaniche di gioco, in ogni caso, non brillano per originalità ma propongono fondamentalmente un susseguirsi di sessioni di combattimento contro nemici sempre più forti; al contrario, le missioni secondarie, propongono sempre numerosi scontri a fuoco, questa volta però “travestiti” da caccia a bersagli, raccolta taglie e recupero di alcuni oggetti collezionabili. A essere sinceri la trama di Outriders non ci ha particolarmente convinto ed è sembrata abbastanza lineare dall’inizio fino alla fine, salvo per qualche piccolo e inaspettato colpo di scena che non riesce comunque a ribaltare la situazione. Contrariamente alla trama, però, le varie ambientazioni in cui si sviluppano gli eventi narrati nel gioco ci sono sembrate particolarmente ispirate con parecchi elementi caratterizzanti così da garantire un eccellente livello di soddisfazione in fase di esplorazione.

Come era auspicabile, Outriders è un titolo che offre un nutrito post endgame, con una lunga serie di Missioni da giocare e, ovviamente, la possibilità di rigiocare le missioni che hanno composto l’intera storia. Le Missioni da completare una volta completata la storia hanno una durata di circa quindici o venti minuti e ognuna di esse presenterà un livello di difficoltà crescente rispetto al Livello del Mondo.
Dal punto di vista ludico, i contenuti in questione non offrono particolari spunti di innovazione e le dinamiche che muovono l’intero gameplay sono praticamente le stesse che avete affrontato durante la campagna principale. Allora perché giocare ad Outriders una volta completata la campagna principale? La domanda è assolutamente lecita e la risposta sta nella volontà da parte del giocatore di lanciarsi nella ricerca di bottini migliori, nuove armi e nuove componenti dell’armatura oppure, in alternativa, nella volontà di portare al livello massimo tutte le classi.
Anche per quanto riguarda i contenuti post-campagna, Outriders è un titolo che da il meglio di sé se viene giocato in compagnia e non da solo e i motivi sono tanti: innanzitutto il numero di nemici a schermo diventa sempre più grande e più potente rendendo così difficili i combattimenti in solitaria (alcuni attacchi non è possibile schivarli) , in secondo luogo perché in single player non è possibile venire resuscitati nel caso di morte.

Una cosa che non ci ha convinto particolarmente delle missioni di cui vi abbiamo parlato qui sopra  è che ognuna di esse è praticamente legata a una sorta di time attack che richiede il raggiungimento dell’obbiettivo entro il tempo prestabilito. Ora, giacché People Can Fly ci ha descritto Outriders come un titolo basato sulla cooperazione e sul gioco di squadra, l’inserimento di un timer per completare la missione ci sembra un gesto di estrema crudeltà che obbligherà ai giocatori, soprattutto in certi casi, di muoversi rapidamente sul campo di battaglia e di lanciarsi in una rocambolesca corsa all’obbiettivo finale del gioco senza però avere il tempo di ragionare e organizzarsi con i compagni di squadra; insomma, in buona sostanza, da un titolo cooperativo e collaborativo, Outriders si trasforma in un titolo caciarone dove si spara a ogni cosa che si muove senza organizzazione alcuna.

Dal punto di vista tecnico Outriders non è un titolo che ci ha colpito particolarmente. Il motore grafico, sebbene presenti paesaggi dettagliati e tantissimi giochi di luce ed effetti speciali, i modelli dei personaggi sono abbastanza spartani e alcune animazioni lasciano decisamente a desiderare. Il comparto sonoro del gioco presenta invece un buon doppiaggio in lingua italiana, accompagnato da una colonna sonora che si sposa alla perfezione con le ambientazioni di gioco.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione PlayStation 5

In Conclusione

8 - 8

8

Ci sarebbe ancora tanto da dire su Outriders e ci rendiamo conto che spiegare tutte le dinamiche di gioco è praticamente impossibile e pertanto ci siamo limitati a descrivervi quelle che sono le basi di un gameplay frenetico, dove si corre a destra e a manca sulla mappa mentre migliaia di proiettili voleranno sulla vostra testa. Outriders è un titolo che offre il meglio se giocato in compagnia di qualche amico con cui interagire in chat vocale. Siamo curiosi su come il team di sviluppo intenderà supportare il titolo successivamente e ci auguriamo francamente che le meccaniche di gioco vengano arricchite, con nuovi spunti e innovazioni volte a migliorare un titolo che, altrimenti, rischia di diventare ripetitivo molto presto.

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Mr. Pink

Una carriera da gamer iniziata con Turrican su Commodore 64 e proseguita poi direttamente su Super Mario 64. Credo in un mondo privo di lootbox e di titoli Pay To Win, anche se forse questo resterà solo un sogno...
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