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Loop Hero – Recensione

Quando esce un nuovo roguelike sono sempre molto incuriosito, perché nonostante il genere sia effettivamente molto inflazionato, possono sempre esserci delle gradire sorprese. Per cui quando ho fatto partire per la prima volta Loop Hero ho subito capito che aveva del potenziale. Sicuramente il fatto che sia pubblicato da Devolver Digital è già una garanzia, ma dopo poche partite sono stato immediatamente appassionato al gameplay. Passiamo quindi ad analizzare Loop Hero in ogni suo dettaglio.

Loop Hero ha tutte le caratteristiche di un gioco roguelike nell’impianto generale, ma ha una sostanziale differenza rispetto agli altri titoli di questo genere. Non prendiamo direttamente il controllo del nostro eroe, ma il nostro compito è quello di preparare la strada che deve percorrere, una strada circolare, dal quale prende appunto il nome il gioco (loop per i non anglofili). Il nostro compito è anche quello di equipaggiarlo a dovere per poter affrontare i nemici. Possiamo passare dalla modalità avventura a quella pianificazione premendo la barra spaziatrice oppure il pulsante destro del mouse. In questo modo metteremo in pausa il gioco, a meno che non siamo impegnati in un combattimento, e potremo effettuare una serie di azioni. A parte equipaggiare con armi, armature, scudi e potenziamenti vari il nostro eroe, potremo anche utilizzare delle carte che entrano nel nostro inventario quando uccidiamo dei nemici. In pratica abbiamo un mazzo di carte che possiamo costruirci all’inizio di ogni partita, selezionando quelle che potranno apparire durante il gioco quando uccideremo gli avversari. Un po’ come succede in Magic avremo carte come pianure e montagne, che posizionate sulla mappa,  intorno al nostro percorso circolare, potranno darci dei bonus, come aumenti di HP. Combinare più carte dello stesso tipo o anche di tipi diversi assieme, può dare origine effetti maggiori. Spetta a noi scoprire come farlo. Naturalmente questo causa anche la possibilità di attivare effetti negativi, come ad esempio la comparsa di nuovi mostri sul nostro cammino. Ci sono poi carte che possono essere utilizzate direttamente sul percorso, e anche in questo caso ci potranno essere degli effetti sia positivi che negativi. Ad esempio la carta del campo di battaglia permette di far apparire un baule pieno di oggetti, ma i mostri che si trovano nelle sue vicinanze avranno la possibilità di diventare dei fantasmi una volta uccisi, per cui torneranno a combattere contro di noi.

All’inizio della prima partita mi sono sentito un po’ disorientato da tutto quello che c’è da fare e sinceramente non avevo subito capito bene quali fossero le varie opzioni che offre il gameplay. I turni di gioco sono legati a due fattori: lo scorrere del tempo e i cicli che percorreremo nel circuito. Il passare dei giorni causa l’apparizione di nuovi mostri sul percorso, mentre completare un giro completo comporta per loro un cambio di livello. Più carte utilizzeremo per “popolare” il nostro circuito, più mostri saranno generati e più giri completeremo, più difficile sarà sconfiggerli.
L’unica speranza di sopravvivere ed arrivare al boss finale è quella di utilizzare in maniera più efficiente possibile tutto l’equipaggiamento che ci viene fornito. Armi, scudi, anelli, stivali hanno anch’essi un loro livello e caratteristiche particolari. Alcuni ci permetteranno di attaccare più avversari contemporaneamente, altri ci daranno l’abilità di rigenerare i punti salute persi, altri ancora ci permetteranno di aumentare la nostra velocità di attacco. Loop Hero è come una sinfonia, nella quale si inizia con pochi strumenti che delineano il motivo di base e poi in un crescendo continuo si aggiungono altre sezioni, con un ritmo sempre più veloce e con una armonia tra tutti i suoi elementi. Il gran finale, ovvero il boss di fine livello, rappresenta il culmine di tutta la composizione, ma bisogna stare attenti di arrivarci ben preparati.

Anche l’ambientazione di questo gioco è intrigante. Il mondo che ci circonda ci è diventato completamente alieno, sia il nostro personaggio che gli NPC che popolano uno sgangherato campo profughi, non hanno più memoria di quello che erano prima di un’inspiegabile cataclisma che ha fatto tabula rasa di tutto quello che ci circonda. Il nostro compito è quindi quello di ricostruire il mondo, sia fisicamente che mentalmente. Il campo profughi funge da base, che potremo espandere costruendo un fabbro, delle fattorie, una scuola, tutte strutture che ci permetteranno di accedere a nuove abilità, così come a nuovi classi del nostro personaggio. Ma questa costruzione è legata alla risorse che saremo in grado di reperire durante i nostri loop. Se riusciamo a portare a termine ogni capitolo, potremo portare al campo i materiali utili per espanderlo, ma se verremo sconfitti, perderemo tutto o parte del nostro bottino. Per cui bisogna sempre calibrare bene ogni nostra azione durante le singole spedizioni, cercando il modo di poter mantenere quante più risorse possibili. Per ragguaglierei più risorse dovremo però sconfiggere un gran numero di avversari, per cui dovremo popolare ogni loop di quante più creature possibili da sconfiggere. Ma questo naturalmente comporta anche un maggior rischio di essere uccisi durante la nostra missione. Solo dopo svariate partite si riesce a vedere qualche risultato concreto delle nostre azioni sul campo di battaglia. Però questa lenta progressione non l’ho trovata in alcun modo scoraggiante, al contrario ogni partita è uno stimolo concreto a proseguire. Rischi e ricompensa sono strettamente correlati in Loop Hero e la soddisfazione di concludere quanti più cicli possibili è altissima quanto più di avanza nel gioco.

L’aspetto grafico di primo acchito non è molto invitante, in quanto sembra di trovarci tra le mani un gioco ad 8-bit, con una tavolozza di colori che sembra essere uscita da uno Spectrum e appena un po’ aggiornata. Ma alla fine ho trovato questa scelta grafica vincente, in quanto la forse eccessiva semplicità degli sprites è comunque una piacevole stravaganza che si adatta alla struttura complessiva di Loop Hero. Penso che se lo avessero realizzato in ASCII avrebbe avuto la stessa presa su di me. È sicuramente un gioco che basa tutta la sua intrinseca bellezza sul gameplay e tutto il resto passa in secondo piano. Ringrazio però gli sviluppatori di aver deciso di creare una colonna sonora che non è mai invadente o noiosa, nonostante anch’essa tragga ispirazione dai giochi del passato. Molte volte queste composizioni sono obbligato a toglierle perché mi generano degli istinti omicidi, mentre nel caso di Loop Hero le varie musichette sono orecchiabili e per niente moleste. Gli effetti sono invece molto basilari, sembrano essere stati presi pari pari da Pokèmon per Gameboy, ma alla fine anch’essi si adattano bene al gioco, vista la sua chiara ispirazione agli anni ’80 del secolo scorso.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione PC (Steam)

 

In conclusione

voto - 8.5

8.5

Loop Hero nonostante il suo aspetto anche troppo retrò, è uno scrigno che contiene un tesoro. Si tratta di un  gioco denso e avvincente, che esce dagli schemi rispetto a qualsiasi altro gioco che abbiate mai giocato. Unisce in maniera inaspettata gli elementi roguelike, RPG, deck builder con una storia intrigante ed appassionante. Senza accorgercene troveremo a passare ore ed ore a compiere cicli per ricostruire le memorie del nostro personaggio, per accrescere le nostre abilità, per proseguire in questa stupenda avventura, assorbiti in tutto e per tutto da un gioco che riesce a catturarci, nonostante la sua difficoltà e la sua apparente lentezza. L'unica vera pecca che posso trovare a Loop Hero è che non avendo la localizzazione in italiano, molti giocatori non saranno nemmeno tentati ad avvicinarvisi. Ma non dispero che con gli aggiornamenti prossimi venturi anche questo neo venga sistemato.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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