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Destiny 2 – La stagione degli Eletti – Recensione

Abbiamo trattato Destiny 2 in numerose occasioni, delineando un prodotto che alterna elementi sicuramente di pregio, come il suo gunplay frenetico e appagante e la sua lore complessa, ad alcuni sensibilmente meno apprezzabili (una gestione dei contenuti quanto meno discutibile e una tendenza massiccia al riciclo) e che non riesce mai ad esprimere completamente il suo enorme potenziale. Nonostante questi problemi il team è riuscito a trovare nella stagionalità dei contenuti un modo per mantenere il titolo vitale e giocato, distribuendo gradualmente nuove attività e frammenti di storia per continuare ad impegnare i giocatori. Iniziata il 9 di Febbraio, la Stagione degli Eletti farà compagnia al pubblico fino all’11 di Maggio e dopo 3 settimane di prove siamo pronti a dare un nostro parere che ovviamente sarà limitato ai contenuti effettivamente rilasciati (l’assalto finale sarà rilasciato il 23 Marzo per i possessori di season pass e la settimana successiva per il resto dei giocatori). Spolveriamo il nostro spettro e torniamo ancora una volta a vestire i panni del nostro Guardiano preferito.

Una breve sequenza animata ci metterà immediatamente a conoscenza dei più recenti sviluppi della storia con la nuova imperatrice Caiatl (figlia dell’ormai deposto imperatore Calus) intenta a convincere Zavala e Osiride della necessità di un’alleanza tra le forze Cabal e quelle terrestri per riuscire a respingere l’avanzata della flotta dell’Oscurità, che con le sue nere navi piramidali sta lentamente stringendo il sistema solare in una morsa. Nonostante i palesi benefici di una simile alleanza, Zavale rifiuta categoricamente ogni possibile compromesso e decide di sfruttare l’instabile posizione di Caiatl per mandare a monte il suo tentativo di unificare i Cabal. L’imperatrice ha infatti deciso di invocare un’antica tradizione Cabal per nominare il suo consiglio di guerra (indispensabile per consolidare il suo potere), tradizione che prevede che i suoi potenziali consiglieri dimostrino la loro forza militare sconfiggendo nei vari campi di battaglia presenti nel sistema solare. Ed è proprio sfruttando questa tradizione che sferreremo la nostra controffensiva ai Cabal, partecipando ai vari campi di battagli e sfidando i futuri consiglieri a duello in modo da impedire a Caiatl di rafforzare il suo esercito. Per quanto sia ancora presto per dare un parere finale all’intreccio narrativo, non si può negare che la premessa si riveli tanto semplice quanto efficace, grazie anche ad una narrazione poco intrusiva che rimane sullo sfondo durante le concitate sequenze d’azione. Hawthorne e Zavala riescono a dare contesto ai vari eventi in modo efficace e gradevole, stemperando i toni sempre troppo criptici e austeri di Osiride. L’assenza di Cayde, che in qualche modo ha sempre svolto un ruolo sdrammatizzante è parzialmente mitigata da Hawthorne ma indubbiamente l’equilibrio nel tono narrativo non è più stato lo stesso dopo la sua scomparsa. Le diverse allusioni alla possibilità di una trasformazione di Hawthorne in una guardiana, unite ai numerosi dubbi che ancora circondano Corvo, potrebbero indubbiamente riservare alcune sorprese durante i prossimi mesi ma il passato del titolo suggerisce una certa prudenza quando si tratta di aspettative legate alla narrazione. Tutto considerato la Stagione degli Eletti riesce a raccontare una trama interessante, che fa della sua semplicità e dell’esposizione diretta i suoi punti di forza.

Veniamo ora all’aspetto relativo ai nuovi contenuti introdotti, anche se il termine nuovo stona con la politica di riciclaggio che caratterizza Bungie. La principale novità introdotta sono i Campi di Battaglia, un’attività di groppo (fortunatamente dotata di Matchmaking) che ci vedrà sfidare le orde Cabal in varie zone del sistema solare per eliminare ogni possibile aspirante al ruolo di consigliere di Caiatl. Iniziamo subito col dire che il team di sviluppo ha sicuramente centrato il bersaglio incrementando sensibilmente il numero dei nemici rispetto alle attività del passato, con le forze Cabal che saranno in grado di circondare i giocatori e mettere a dura prova fin da subito le loro capacità di combattimento. Completati alcuni obbiettivi secondari (distruggere generatori, sabotare carri o violare porte), dovremo confrontarci con il generale di turno per porre bruscamente fine ai suoi sogni di gloria. Una volta completati alcuni campi di battaglia metteremo le mani sul Martello della Prova, antico artefatto Cabal che ci permetterà l’accesso alla playlist dedicata dei Campi di Battaglia e alle nuove funzioni offerte dall’H.E.L.M., la nuova base delle operazioni all’interno della torre. Attraverso i vari potenziamenti del martello (che potremo ottenere aumentando la nostra reputazione presso il tavolo da guerra) saremo in grado di condizionare a nostro piacimento l’esito durante il processo di decrittazione dei nuovi engrammi ombrosi, prediligendo armi o armature con determinate caratteristiche. Dovremo quindi scegliere con cura quale dei numerosi upgrade disponibili applicare e in quale ordine, tenendo sempre a mente che avremo bisogno del prezioso oro Cabal per poter infondere il martello della potenza necessaria alla distruzione delle casse contenenti le agognate ricompense. Considerando quindi che l’oro Cabal si ottiene quasi esclusivamente con il completamento di attività presenti nelle playlist non legate ai campi di battaglia, emerge subito come il team abbia studiato un loop che porta i giocatori ad alternare attività vecchie a quelle nuove, in un ciclo virtuoso abbastanza efficace. Sebbene sia rimasto tutto considerato soddisfatto dal gameplay di questa stagione, non posso esimermi dal sottolineare che praticamente ogni campo di battaglia è già stato teatro di numerose battaglie come settore perduto o addirittura come assalto. La reintroduzione di alcuni assalti legati al Cosmodromo non mi ha particolarmente entusiasmato, acuendo invece la fastidiosa sensazione di deja vu che purtroppo accompagna molto spesso le attività introdotte nel titolo. Anche l’introduzione di nuovi aspetti legati alla stasi, sebbene meno macchinosi rispetto ai precedenti da sbloccare, è comunque vincolata al completamento di tutta la serie di quest precedente e questa scelta finisce per rendere decisamente molto più lungo e tedioso il processo (visto che le precedenti quest si intrecciavano a diverse altre missioni legate ad armi esotiche).

Conclusione

Voto - 6.5

6.5

Tirando parzialmente (visto che il rilascio dei contenuti non è ancora terminato) le somme su questa Stagione degli Eletti, il team è riuscito senza dubbio ad offrire un contenuto ripetibile abbastanza gradevole e sorretto da una trama interessante e ben esposta. I Campi di Battaglia, sia nella loro versione base che in quella Playlist, si dimostrano frenetici e coinvolgenti al punto giusto e fanno risaltare l’ottimo gunplay che ha sempre caratterizzato la produzione. Il potenziamento del Martello della Prova richiederà notevole dedizione alla causa, e il mio consiglio è quello di alternare gli sforzi sui nuovi contenuti al recupero di qualche vecchia impresa del passato resa adesso più accessibile dal livello di luce più elevato. In questo modo anche il notevole riciclo di scenari e la necessità di completare alcune imprese precedenti sarà meno pesante e più accettabile. È ancora presto per dire se questa stagione segnerà un punto di svolta per il titolo, e con ancora almeno un’altra stagione davanti prima della nuova espansione è difficile fare previsioni a lungo termine riguardo il futuro. Possiamo però dire che Stagione degli Eletti rappresenta una prima (seppur non così decisa) inversione di tendenza dallo sfortunato Ombre dal Profondo, e questo può bastare a riaccendere la speranza in tutti i fan del brand.

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Lorenzo "Nameless One" Corda

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.
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