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Castle Kong (Switch) – Recensione

Se vi parlo di una damigella in pericolo, un malvagio rapitore e di una serie di livelli composti da pedane e scale, cosa vi viene in mente? Ovviamente la risposta più scontata è Donkey Kong. Ecco, gli sviluppatori di Castle Kong hanno preso le meccaniche della vecchia gloria creata da Nintendo e le hanno riproposte pari pari in questo titolo. Le uniche variazioni sono l’ambientazione (un castello medievale) e i personaggi, dove Mario è sostituito da PauperBoy, Kong da BaronMan e la principessa, indovinate un po’, da PrincessGirl. I nomi li trovate su Nintendo eShop, in quanto il gioco non offre alcuna indicazione. Ma basterà una mano di tinta e qualche pixel in più a rendere Caste Kong un gioco imperdibile? Scopriamolo insieme.

Iniziare a giocare  Castle Kong per un “giocatore anziano” come il sottoscritto , che lo ha giocato e lo continua a giocare sporadicamente, è come risvegliare la memoria muscolare di un atleta. I comandi, la struttura del gameplay, le azioni da compiere rispecchiano quelle di Donkey Kong in maniera quasi identica, per cui camminare, saltare, salire le scale sono azioni che vengono compiute con la stessa naturalezza che si ha nel guidare una macchina che si conosce alla perfezione. L’unica vera modifica al gameplay che rilevo è la sostituzione del martello che usava il buon Mario, con un forcone e il fatto che questo oggetto si possa portare anche sulle scale, cosa che era inibita nell’originale. Questo offre un vantaggio non indifferente, soprattutto quando ci troviamo ad affrontare numerosi avversari che riempiono lo schermo.

Se da un lato il rispetto della struttura del suo progenitore è sicuramente un atto di rispetto, con le sue tre vite, nessun “continua”, quattro fasi e 22 livelli, la cosa che mi ha deluso è la sua portata limitata. Se voglio giocare a Donkey Kong, lo trovo su qualsiasi piattaforma, se voglio giocare ad un suo clone, mi aspetto per lo meno che ci sia qualcosa che lo faccia emergere dalla pletora di giochi simili. Mettere uno scenario diverso e personaggi diversi, senza cambiare una virgola, è come riproporre la minestra di verdure chiamandola “potage de légumes“. Manca la sostanza che dia senso all’acquisto di Castle Kong e purtroppo non l’ho trovata da nessuna parte. L’unica cosa che può interessare chi è di spirito competitivo, sono le classifiche online da scalare, che sono già completamente ricolme di punteggi mostruosi, essendo uscito lo scorso anno su PC e condividendo con i giocatori di questa piattaforma il tabellone mondiale online.

Il comparto tecnico è arricchito dalla possibilità di poterlo giocare in verticale, cosa che non sposta di una virgola il mio scarso apprezzamento per questo titolo. Dal punto di vista grafico i fondali e le animazioni sono sicuramente ben curate, ma niente di così eccezionale da poter ancora far salire la mia considerazione per Castel Kong. Anche perchè il comparto audio è veramente risicato, con “bip-bop” standard e pochi pezzi di accompagnamento che diventano ripetitivi già alla terza partita.

 

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione Nintendo Switch

 

In Conclusione

voto - 4.5

4.5

Castle Kong è un tentativo malriuscito di riportare un classico come Donkey Kong sui nostri schermi. Non cambiando le meccaniche di gioco ed i controlli, senza una varietà dei livelli, con l'unica aggiunta del forcone che si può portare sulle scale e di una classifica mondiale da scalare, non è un acquisto che mi sento di consigliare a nessuno. Tecnicamente funziona, ha una buona realizzazione grafica, ma quando gli sviluppatori di Drowning Monkeys hanno deciso di creare questo clone, dovevano anche ragionare che se voglio posso giocare all'originale, divertendomi forse di più su ogni piattaforma disponibile. Per cui se proprio non potete farne a meno, lasciate perdere Castle Kong e riprendete in mano il vecchio DK, avrete molta più soddisfazione.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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