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ENCODYA – Recensione

Già ai tempi della recensione di Virtuaverse ho esternato il mio incondizionato amore verso le avventure punta & clicca, essendo nato in un secolo nelle quali esse erano il vero pane quotidiano di ogni videogiocatore, sia che avesse un home computer ad 8 bit o un IBM compatibile. Vista la loto interfaccia semplificata, presero anche piede sulle console e divennero ad un certo punto il genere più popolare, assieme ai giochi sportivi. Poi con l’avvento della grafica 3D, con l’evoluzione delle macchine gioco, iniziarono a perdere posti in classifica, soppiantate da FPS e titoli che usavano altre meccaniche di gioco per esplorare ambienti e scoprire segreti. Negli ultimi anni si è visto rifiorire, soprattutto negli ambienti degli sviluppatori indipendenti, un nuovo amore per queste avventure grafiche, che comunque, per chi segue un po’ in dettaglio l’ambiente, questo amore non si è mai sopito. Solo che oggi , grazie al crowdfunding, quelli che erano progetti destinati a rimanere in un cassetto, hanno invece la possibilità di essere pubblicati. Questo succede ad Encodya, l’avventura creata da Nicola Piovesan, che prende spunto da un corto dello stesso autore, Robot Will Protect You del 2018,

ed espande l’dea di fondo per portare sui nostri schermi una favola cyberpunk, che però getta un occhio al presente e un monito per il futuro.

In Encodya il nostro compito è abbastanza semplice, ovvero prenderemo il controllo di Tina, una ragazza orfana, che vive assieme al suo robot-tutore, Sam-53, nella grigia e desolata Neo-Berlino del 2062. La storia si sviluppa attraverso una serie di interazioni che i nostri due personaggi principali, lavorando in tandem, avranno con alcuni personaggi ed ambienti, mentre sullo sfondo incombe la minaccia dell’adiposo sindaco di Neo-Berlino, Mr Rumpf, che cerca di compensare il suo essere diversamente alto con una tremenda bramosia di potere e dominio sugli abitanti di una città orma resi completamente succubi del cyberspazio. Non racconto altro della trama, perché è inutile che vi dica che assieme agli enigmi da risolvere, è lasse portate di ogni avventura che si rispetti e fare degli spoiler è la cosa più abietta che un recensore possa fare. Vi posso solo dire che non mancheranno i colpi di scena e che la struttura narrativa sembra solo avere una facciata ironica, in quanto nasconde un messaggio più profondo, che tenta di farci riflettere sulla nostra sempre più assuefacente di pendenza dalla rete, dai social e dalla illusoria ricerca di conforto da parte di mondi virtuali, che ci fanno sempre più allontanare dalle nostre vite reali. Si tratta di una favola moderna, raccontata con garbo, intelligenza, sarcasmo, ma che come tutte le favole ha anche una vena triste, malinconica e dannatamente emozionante.

Per quel che riguarda il gameplay ci troviamo tra le mani il più classico dei classici, con la variante della possibilità di poter alternare il controllo tra Tina e Sam, cosa fondamentale per affrontare varie situazioni che solo uno ei due può risolvere. La cosa positiva è che l’inventario rimane comunque condiviso, per cui quello che trova Tina o che raccoglie Sam, è utilizzabile da entrambi senza dover passare obbligatoriamente da un personaggio all’altro.
La dinamica di coppia è interessante e ben articolata, anche se mi sarei aspettato in alcuni frangenti una collaborazione più stretta tra i due personaggi. Ad esempio se un oggetto è troppo in alto, invece di costruire un bastone molto lungo, sarebbe stato magari più interessante vedere come i due personaggi avessero interagito tra di loro per risolvere il problema, ma questa è solo una mia opinione personale e alla fine il sistema funziona.

Il limite di Encodya risiede purtroppo proprio nella sua  concezione. È  in tutto e per tutto un’avventura grafica punta e clicca, con i suoi enigmi, rompicapo, a volte assurdi, dialoghi ramificati e personaggi adorabili, strambi, caricaturali, emozionanti, ma alla fine non è altro che un ottimo compito, fatto ottimamente, ma senza alcun elemento che lo faccia spiccare in quanto ad innovazione. Si possono impostare due livelli di difficoltà, “facile” e “difficile” e anche mettendo quello più elevato, alla fine non si trovano mai ostacoli così insormontabili che non possano essere superati con un po’ di sano backtracking, con una esplorazione minuziosa degli ambienti e con un minimo di pensiero laterale. La modalità “facile” che ho accuratamente evitato per non dovermene pentire ( e ho fatto bene), oltra a dare degli aiuti durante il gioco, evidenzia anche gli oggetti di interesse sullo schermo, cosa che va bene solo se avete meno di dieci anni e questa è la vostra prima avventura grafica.

Il gioco si risolve agilmente nell’arco di 4/5 ore, anche se potete provare a risolverlo in meno di tre ore e mezza se volete acquisire il trofeo dedicato. Mi sono dilungato un po’ assaporandomi sia i dialoghi che le varie ambientazioni, che sono piene zeppe di riferimenti al mondo del cinema, della televisione, dei fumetti, della letteratura e ci sono anche alcune citazioni autoreferenziali che fanno riferimento alla produzione artistica di Nicola Piovesan (qualcuno ha detto polpi?!?!?). Ho avuto qualche piccolo intoppo in alcuni frangenti perché non sempre tutti gli elementi del gioco sono rintracciabili all’interno delle singole location, per cui quello che vi consiglio è di esaminare bene ogni zona per evitare di dover tornare inutilmente sui vostri passi per ricercare un oggetto che vi era sfuggito. Grazie ad una grafica pulita, ben disegnata e ben dettagliata, non avrete problemi a trovare quello che cercate, anche se aguzzare bene la vista potrebbe anche portare a scoprire tutti e dieci i segreti presenti nel gioco, che possono essere sia oggetti che location nascoste. Una sfida divertente proposta da un tifoso viola e chi capisce cosa voglio dire vuol dire che ha spulciato ben bene Encodya. Non temete, nessuna “moon logic” è stata usata in questo titolo, gli indizi e le tracce per risolvere ogni enigma sono presenti sia in maniera visiva che nei dialoghi e se state malauguratamente giocando in modalità facile (shame on you) potrete anche chiedere degli aiuti a SAM, ma dovreste vergognarvi solo di averlo pensato di fare! A parte le battute, tutto il gioco scorre bene fino alla fine, anche troppo velocemente, ma non rischia mai di essere tedioso o prolisso, non c’è la volontà di allungare la minestra, anche se a volte saremo costretti a tornare ina alcune location, ma la presenza di una mappa e la possibilità di potere attraversare velocemente le zone con un doppio clic sullo schermo, agevolano molto gli spostamenti.

Tutti i dialoghi di Encodya sono recitati da attori reali, Tina e SAM hanno le voci degli attori del corto, e la caratterizzazione vocale è un valore aggiunto molto gradevole, che assieme ad una colonna sonora piacevole e varia, rendono il gioco ancor più emozionante e coinvolgente.

La realizzazione grafica è di ottimo livello, anche se alcune zone le ho trovate meno curate rispetto allo standard medio di tutta la produzione, ma nel complesso ci troviamo di fronte a scenari stati dove i personaggi animati in 3D si muovono in maniera coerente e credibile. Ci sono un sacco di piccoli dettagli che denotano una grande cura nello sviluppo di ogni singola animazione, a partire dal corpo di SAM fino ai riflessi dei personaggi sulle pozze d’acqua mentre si spostano nella grigia Neo-Berlino. Anche i personaggi secondari sono ben realizzati, ben caratterizzati con dialoghi divertenti. Non siamo ai livelli di quelli di Monkey Island o Zack McKraken, non rideremo a crepapelle, ma alcuni scambi vi strapperanno sicuramente più di un sorriso.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione PC (Steam)

In Conclusione

voto - 7.9

7.9

Encodya è un'ottima avventura grafica punta e clicca. Ha un sacco di lati positivi, come la realizzazione grafica, il voice acting, una trama divertente ed interessante, personaggi con i quali si stabilisce subito un legame empatico, ma ha il limite di non offrire qualcosa di veramente nuovo rispetto alle classiche avventure. Il potenziale all'interno di Encodya è alto e non vi pentirete certo di portarlo a termine (evitando come la peste la modalità "facile" che è dedicata solo alle scimmie con tre teste e nessun cervello), ma la mia sensazione è che manchi quel quid per portare un genere, così amato nel passato, nel presente e cercarlo di proiettare nel futuro. Il "dinamico duo" composto da Tina e SAM si limita ad interagire a vicenda, ma senza mai effettivamente collaborare, cosa che avrebbe potuto innestare dinamiche diverse all'interno dell'impianto complessivo. Però alla fine il suo risultato lo centra, perché Encodya diverte, appassiona, fa riflettere e ragionare, trasportandoci in una favola post moderna, che però alla fine racconta molto di noi e della nostra vita nelle isola della rete, così vicini e così distanti.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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