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Turrican Flashback – Recensione

Non conoscere, Turrican, il gioco che ha sicuramente rivoluzionato il genere dei giochi d’azione, è pressoché impossibile. Anche coloro che non hanno vissuto l’epoca del suo debutto, ovvero gli anni ’90, o che non si occupano di retrogaming, devono aver per forza sentito almeno parlare di questo titolo, un capostipite che si è saputo distinguere per la difficoltà spietata, colonne sonore fantastiche e un’attenzione molto particolare per esplorazione.

Turrican vide la sua prima apparizione su Commodore 64 nel 1990, ma il gioco creato dal  programmatore tedesco Manfred Trenz, divenne un emblema dei 16-bit con lo straordinario porting Amiga eseguito da Factor 5. Nel 1991 apparve il sequel, Turrican II: The Final Fight, che consolidò la fama del gioco e fu esaltato dalla fantastica colonna sonora composta da Chris Huelsbeck.

Oggi, dopo 30 anni dal rilascio, ININ Games riporta Turrican e Turrican II, assieme alla versione Snes e quella per Mega Drive sulle nostre console, con Turrican Flashback . Questa raccolta offre sia ai fan sfegatati che ai nuovi adepti la possibilità di immergersi nella sconfinata mappa di ogni singolo gioco, ma non senza qualche perplessità, della quale parlerò più avanti. Adesso andiamo a esaminare nel dettaglio i quattro titoli di questa antologia della distruzione.

Turrican

Nel primo capitolo della serie prenderemo i comandi di un cyber-soldato che avrà l’arduo compito di  ripulire la colonia intergalattica di Alterra, devastata da un’intelligenza artificiale dilagante nota come MORGUL.  Saremo quindi proiettati in un’autentica avventura fantascientifica, durante la quale dovremo combattere senza sosta contro ondate su ondate di robot alterriani, potenziando le nostre armi grazie a depositi di  nascosti e utilizzando una varietà di abilità speciali (come una “palla metamorfica” in stile Metroid ) per avanzare in una sconfinata mappa non lineare.

Il successo di Turrican fu decretato dall’approccio esplorativo, molto diverso dai tipici giochi a scorrimento laterale, proponendo una tipologia d’azione basata su di un mondo aperto nelle quattro direzioni, per arrivare a confrontarci contro epici boss di fine livello che rendono la sfida ancor più ardua, ma al contempo appassionante. Un elemento che molti forse non si ricordano del gioco è che comunque il sistema di controllo non era sempre ottimale, soprattutto quando si tratta di compiere salti di estrema precisione, ma nonostante i suoi trent’anni compiuti, ancor oggi gli elementi visivi e audio sono sempre eccezionali, essendo invecchiati benissimo. Il dettaglio degli sprites, le animazioni, gli sfondi, la colonna sonora incalzante e gli effetti sono invecchiati benissimo.

Turrican II: The Final Fight

Uscito l’anno seguente alla pubblicazione del primo titolo, questo forse è il gioco più completo della serie. Factor 5 prese il cuore dell’originale e ci costruì attorno un gioco superiori in termini di controlli, lasciando inalterato il gameplay caotico che tanto aveva appassionati i giocatori del primo titolo. L’ottimizzazione dei sistemi d’arma ed un design più creativo degli avversari completano l’opera di cesellatura compiuta dai programmatori, portando nelle mani dei giocatori un’avventura epica della quale oggi troviamo molteplici tentativi di imitatori, così come avvenne all’epoca. Ma pochi giochi si possono essere all’altezza di Turrican II e trovarlo in questa collection è sicuramente un valore aggiunto molto alto.

Mega Turrican

Molti considerano questo gioco come apocrifo. Nel 1993 esce per Sega Mega Drive Mega Turrican / Turrican 3. Il fatto di essere stato progettato per i giocatori di console, lo rende un titolo che sposta la sua accessibilità verso un livello di gioco “arcade”, che lo rende in qualche maniera più “semplice”, rispetto alle versioni per home computer. Si passa quindi da un’impostazione aperta, tipica dei due primi titoli, ad una approccio più lineare in sintonia con i platform-shooter classici. Molti giocatori presero questo cambiamento come una sorta di tradimento dello spirito originale impresso da Trenz, ma il ritmo più veloce impresso da questa conversione lo rendono sicuramente un gioco di stampo più moderno. Sicuramente il punto di forza di Mega Turrican risiede nel suo uso intelligente delle capacità del Mega Drive, che furono sfruttate in maniera eccezionale per riempire ogni singola fase di effetti speciali raramente visti sulla piattaforma a 16 bit di Sega.

Super Turrican

Nel 1993 non poté mancare anche la conversione per SNES, che creò uno stile ibrido fra la versione classica giocabile su Amiga e quella più arcade e lineare sperimentabile su Sega Mega Drive. Questo stile ibrido funziona abbastanza bene perchè alla fine riesce ad essere un buon punto di equilibrio tra il senso di esplorazione presente dei titoli precedenti e l’azione più agile vista in Mega Turrican. Sparisce ad esempio il rampino visto  in quest’ultimo titolo, per essere sostituito con un insulso raggio di ghiaccio. Ma alla fine anche questa versione dimostra di essere ad alti livelli per quel che riguarda la grafica e la superba colonna sonora, che ci accompagnano di sfida in sfida senza soluzione di continuità.

In sostanza i quattro giochi presenti nella collezione sono in tutto e per tutto uguali agli originali, ma qualche aggiunta è stata fatta, anche se non di quelle che mi potevo aspettare. Per addolcire un po’ la pillola dell’amara impostazione della difficoltà che pervade ognuno di questi titoli, soprattutto i primi due, è stata inserita la funzione “Rewind” che permette di tornare indietro per correggere eventuali errori ed evitare morti disastrose, così come la possibilità di inserire i “cheat code” originali, che però bloccano la possibilità di raccogliere trofei lungo il nostro cammino. Ma usare queste modalità snatura quella che era la caratteristica principale di questi giochi, ovvero affrontare una sfida quasi impossibile, mettendo a dura prova le nostre capacità di gestire situazioni pericolose e addentrarci nell’esplorazione più intensa che un gioco avesse mai proposto fino ad allora.

Ci sono anche una serie di filtri che permettono di regolare sia il rapporto dello schermo, la curvatura dei bordi dello stesso, oppure passare in modalità RGB per riassaporare la qualità del buon vecchio tubo catodico che noi “giocatori anziani” avevamo nelle nostre camerette.

Quello che manca realmente a Turrican Flashback è l’aggiunta di elementi bonus, come modalità aggiuntive, sfide dei boss, lo sblocco di temi musicali. ININ Games ha fatto un ottimo lavoro di emulazione dei titoli, ma alla dine per 30 euro mi sarei aspettato qualcosa di più corposo.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornitoci per la versione Nintendo Switch

In Conclusione

voto - 7

7

Turrican Flashback è un ottimo tributo ad una serie divenuta iconica nel genere degli sparatutto,  che molti di noi hanno amato e che permetterà di confrontarsi con una serie di sfide avvincenti anche i giocatori più giovani, ma manca di una sua anima, offrendo solo una compilation di quattro giochi, senza aggiungere altro. Per la cifra con il quale è stato messo in vendita mi sarei aspettato una serie di contenuti aggiuntivi, che non facessero apparire questa compilation solo come una buona emulazione di vecchie glorie su macchine moderne. I giochi presenti rimangono comunque delle pietre miliari, ognuno co i suoi pro ed i suoi contro, che potranno appassionare in maniera diversa, ma che rimangono tutti comunque degni di essere giocati. 

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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