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ICBM – Recensione

Si vis pacem para nukes!

Come ci ha insegnato il film War Games, la guerra nucleare totale è un gioco a somma zero, dove non esistono vincitori o vinti, ma solo l’annientamento totale dell’avversario e di conseguenza anche il nostro, perchè come qualcuno dice giustamente, non esiste un pianeta B.
ICBM, sviluppato sviluppato da SoftWarWare grazie all’incubatrice K-Project di Slitherine, che supporta lo sviluppo di titoli indipendenti,  è, per chi è pratico di giochi di simulazione di guerra, il successore spirituale di DEFCON, che è stato uno dei primi giochi strategici su computer a modellare una simulazione di guerra nucleare totale. Sarà riuscito ICBM a fare ciò che si prefigge, ovvero essere un gioco semplice, compatto e veloce, senza perdere troppo dello spirito strategico? Scopriamolo assieme.

ICBM in poche parole è un gioco di strategia in tempo reale con elementi sandbox, la modalità per giocatore singolo e quella per multiplayer. Per ogni modalità ci sono diverse mappe e scenari tra cui scegliere con diverse configurazioni regionali o continentali. A parte lo scenario storico della crisi dei missili cubani, tutte le altre mappe garantiscono che ogni regione non solo abbia capacità economiche equivalenti, ma anche popolazioni e densità di città diverse. A livello tematico l’ICBM fa un ottimo lavoro nell’illustrare la guerra strategica globale, inserendo molti elementi e variabili che tendono a dare una sensazione di realismo, anche se non di precisa accuratezza storica.

Si possono scegliere vari modi per poter massimizzare il nostro punteggio, ovvero si può decidere se puntare più sull’attacco, massimizzando i danni alle altre nazioni, o sulla difesa, quindi minimizzando i danni al nostro schieramento, ma l’obiettivo principale, tremendamente morboso, rimane sempre eliminare quanti più cittadini delle nazioni nemiche per guadagnare il massimo del punteggio. Questo rende sicuramente ICBM un gioco con dinamiche molto veloci da imparare, ma con il difetto che alla lunga questa mancanza di varietà negli obiettivi lo rende troppo ripetitivo. Probabilmente gli sviluppatori si sono resi conto di questa possibilità e sono stati scaltri nell’inserire ampie opzioni di personalizzazione incluse in cima alle tre modalità di punteggio. I giocatori possono impostare periodi di pace in cui le unità non si attaccheranno a vicenda, limitare determinate tecnologie e armi o iniziare la partita con alleanze predeterminate. Questo non solo combatte parte della ripetitività intrinseca del gioco, ma dà anche il controllo ai giocatori che abbiano livelli di abilità diversi per personalizzare la loro esperienza o escogitare scenari interessanti per provare strategie diverse.

Sicuramente il punto di forza di ICBM è il suo schema di controllo relativamente semplice. Quasi tutto nel gioco, comprese le unità di comando o la creazione di piani di attacco, segue un sistema punta e clicca, rendendo molto facile per i giocatori avere subito una rapida conoscenza dei comandi e non rischiare di passare più tempo a combattere con loro che contro le nazioni nemiche. Ho trovato inizialmente un po’ macchino il fatto che alcune unità si debbano controllare con il clic destro e altre con quello sinistro del mouse, ma dopo un po’ di tempo ho imparato a riconoscere quali fossero e alla fine con la pratica anche questo piccolo impasse è stato risolto agevolmente.

Sicuramente la migliori pratica con le dinamiche del gioco la si può acquisire senza grossi problemi attraverso il tutorial semplice ed efficace. Esso mostra e indirizza i giocatori a tutti i componenti principali del gioco senza impantanarli in muri di testo o spiegazioni estese che avrebbero sicuramente reso ICBM più complicato di quanto non sia in realtà. Questo è sintomo che gli sviluppatori, pur essendo amanti dei meccanismi che soggiaciono i giochi di strategia, hanno anche a cuore l’approccio che i giocatori hanno con  questi giochi, soprattutto se sono dei nuovi adepti al genere. A volte capita che nei titoli, magari anche molto più complessi e variegati, prima di entrare effettivamente in partita, si debba passare ore a studiare le meccaniche, i comandi, le mappe, gli spostamenti e tutta una serie di elementi che rendono sicuramente il gioco completo ed affascinante, ma che limitano l’accesso a una potenziale platea che si lascia scoraggiare da tutto ciò. ICBM invece è della scuola “facile da imparare e difficile da padroneggiare”, che lascia quindi che sia il giocatore a doversi confrontare con la componente strategica e non con quella delle meccaniche di gioco.

C’è anche una microgestione delle risorse, con una sezione del gioco principale dedicata alla ricerca di nuove tecnologie, oltre che alla produzione, distribuzione e utilizzo di risorse navali, aeree, terrestri e spaziali sia per la difesa che per l’attacco. Questa è la parte migliore del gioco in quanto c’è una discreta gamma di tecnologie e una grande quantità di risorse varie che offrono ai giocatori tutti i tipi di strade e percorsi per la vittoria. L’albero tecnologico è abbastanza grande da consentire ai giocatori di prendere decisioni importanti nell’esecuzione delle strategie scelte. Questa meccanica ci permette quindi di sviluppare molteplici strategie per adattarci meglio alle sfide che ci vengono proposte, lasciando molto spazio alla nostra iniziativa personale, fornendoci tutti gli strumenti possibili per ottenere la vittoria percorrendo strade diverse.

 

Probabilmente la componente più essenziale in qualsiasi gioco di strategia è la relazione tra geografia e processo decisionale del giocatore e l’ICBM lo fa molto bene. Ciascuno degli otto continenti (il massimo) ha le proprie caratteristiche uniche che influenzeranno inevitabilmente il processo decisionale strategico e tattico e aggiungeranno ulteriormente la rigiocabilità al gioco. Ad esempio, giocare nei panni dell’Europa significa dover affrontare potenziali minacce da quasi tutte le direzioni, ma il posizionamento compatto delle città europee ne facilita la difesa. Queste sono alcune delle cose che i giocatori dovranno considerare quando scelgono la loro regione e quale approccio adottare.

Anche la diplomazia ha un ruolo piccolo ma cruciale in quanto può cambiare radicalmente il modo in cui si gioca. Le alleanze dei giocatori non sono vincolanti (a meno che non vengano modificate nelle impostazioni), il che aggiunge un elemento di inaffidabilità  poiché i giocatori possono tranquillamente tradire il proprio alleato per avere la gloria della vittoria. I giocatori all’interno delle alleanze possono condividere informazioni e ricerche radar, nonché condividere informazioni sulle risorse nucleari, che possono aprire nuovi percorsi strategici poiché i team possono utilizzare di più l’albero tecnologico e sbloccare capacità a cui normalmente non avrebbero accesso.

Uno dei punti più deboli del gioco è sicuramente la sezione dedicata allo spionaggio. Un po’ perché è spiegato male e un po’ perché non sembra avere un grande impatto, questo elemento non aggiunge molto al gioco e sembra essere stato inserito senza una vera e propria ottimizzazione.

L’IA è un’altra debolezza del gioco. Sebbene l’enorme numero di avversari controllati da computer e la natura globale della guerra nucleare forniscano una sfida sufficiente di per sé, i giocatori possono creare abbastanza facilmente situazioni in cui limitano le loro interazioni a uno o due avversari e le sfruttano. Il problema principale con l’IA è che è altamente prevedibile e si rifiuta di adattarsi. Ho avuto la netta impressione che gli avversari seguano un algoritmo predeterminato che tende a vincolare in maniera troppo stringente il loro margine d’azione. Questo si vede nelle azioni ripetutamente “suicide” che spesso vengono compiute, dove più che l’intelligenza viene utilizzata la forza bruta. Mi è capitato più volte di vedere unità avversarie che in più partite avevano lo stesso comportamento rispetto ad alcune azione che stavo compiendo, oltretutto senza una logica apparente, ma con il solo tentativo di arginare un mio movimento scagliandomi addosso quanta pià forza d’attacco possibile.

L’ICBM ha un ottimo flusso di gioco nelle partite , perchè si parte dalla gestione micro nella prime fasi, costruendo unità e potenziando il nostro arsenale difensivo ed offensivo, per poi passare massicciamente al controllo macro nelle fasi successive, dove dovremo pianificare spostamenti massicci e gestire molteplici fronti di attacco e difesa. Per ridurre al minimo il controllo micro in quest’ultima fase, che sicuramente avrebbe introdotto un elemento di caos troppo preponderante,   gli sviluppatori hanno incluso intelligentemente l’ingegnosa funzione Strike Planner, che consente ai giocatori di raggruppare le unità in piani perfettamente sincronizzati. Questa funzione semplifica il lavoro impegnativo derivante  dall’utilizzo di un gran numero di unità, consentendo ai giocatori di concentrarsi maggiormente sulla strategia.

Il menu delle opzioni e la grafica sono semplici e al contempo funzionali, senza troppi fronzoli, così come è lo stile di questo gioco. Il comparto audio non brilla certo di varietà, mentre l’interfaccia utente è piacevole, con un’ottima capacità informativa che però non intralcia l’azione sulla mappa globale

Sicuramente la parte del leone di questo gioco è la sezione multiplayer, che sembra essere proprio nata per poter soddisfare i palati più esigenti e mettere quindi a confronto le varie strategie con altri giocatori umani. Gli sviluppatori hanno introdotto già dal principio la possibilità di fare del modding, per cui le possibilià di ICBM sono praticamente infinite quando vi aprirete alle partite online. Sia che siate dei giocatori casuali o decidiate di intraprendere una carriera competitiva nell’ambito della distruzione globale e totale, questo gioco sarà pane per i vostri denti.

Il gioco è stato recensito grazie al codice fornito dal publisher per Steam

In conclusione

voto - 7.5

7.5

ICBM è un piccolo gioco compatto che illustra la guerra nucleare globale in modo semplice e diretto, senza troppi fronzoli ed orpelli.  Fa bene il suo lavoro si simulatore strategico con una solida base di progettazione della strategia su cui costruire e sviluppare. L'inclusione del modding sin dall'inizio è un grande vantaggio per il gioco e aggiungerà un'indubbia rigiocabilità.  Sicuramente il successo di ICBM sarà determinato dalla sua scena multiplayer, sia casual che competitiva, poiché l'IA e il gioco stesso non offriranno sfide così impegnative come quelle che troviamo nell'online.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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