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Assassin’s Creed Valhalla – Recensione (PlayStation 5)

L’arrivo di PlayStation 5 e Xbox One Series X/S è stato arricchito da una folta schiera di titoli  sviluppati da terze parti interessate ad accaparrarsi da una parte e dall’altra i giocatori delusi dalla mancanza di reali esclusive di grido da una parte e dall’altra. In questo momento di “sconforto” da parte di una buona parte dei giocatori, Ubisoft ha pensato bene di cogliere la palla al balzo, offrendo ai possessori di PlayStation 4 e Xbox One la possibilità di ottenere un aggiornamento gratuito dei titoli che permetterà di usufruire gratuitamente delle versioni potenziate del gioco per le console di nuova generazione. E così, dopo Watch Dogs Legion anche Assassin’s Creed Valhalla è pronto a ricevere lo stesso restyling next gen: missione riuscita? Scopriamolo insieme nella nostra analisi…

Dopo la breve parentesi con Ubisoft Quebec, Assassin’s Creed Valhalla vede Ubisoft Montréal tornare al timone della serie e la notizia non può fare che piacere visto che questo talentuoso team di sviluppo ha lavorato ai migliori capitoli.
Dopo una sequenza introduttiva che prova (e riesce) a calare il giocatore all’interno del periodo storico in cui Valhalla è ambientato, ci verrà presentato il passato del protagonista Eivor che assiste inerme all’uccisione dei genitori a seguito dell’assalto di un clan rivale. Come spesso accade un salto temporale ci porta a un tempo in cui il protagonista si ritrova a essere più violento e cazzuto che mai, pronto a cimentarsi nella consueta battaglia tra Assassini e cavalieri Templari.
Similmente a quanto accaduto negli ultimi capitoli della serie, Valhalla offre al giocatore una notevole libertà di azione nelle diverse missioni da compiere, lasciando al giocatore la scelta di proseguire con la trama oppure se puntare a cimentarsi in missioni secondarie per allargare il regno, contrastando l’Inghilterra, depredando avamposti nemici e abbazie e stringendo alleanze con altri villaggi. Se da una parte tutto questo offre ai giocatori una totale libertà e un quantativo infinito di ore di gioco, dall’altra il senso di smarrimento potrebbe comparire nei giocatori meno attenti o a coloro che sono interessati ad arrivare diritti diritti alla fine della storia. La trama del gioco, in sostanza, nonostante la presenza di alcuni momenti emozionanti, rischia di essere messa in secondo piano e di essere soppiantata da dinamiche di gioco  fondamentalmente riciclate dai precedenti capitoli della serie.

Come già ampiamente mostrato nelle prime anteprime del gioco, Assassin’s Creed Valhalla dà ai giocatori la possibilità di decidere se Eivor debba essere rappresentato da un personaggio di sesso maschile o femminile. Indipendentemente dalla scelta fatta dal giocatore, Eivor è un personaggio di spessore che mostra fin da subito una personalità molto solida e decisamente ben costruita che, procedendo nel gioco tende anche a cambiare e migliorarsi grazie anche alle fasi in cui sarà possibile fare scelte multiple. Le scelte multiple, infatti, vanno a decidere le sorti di alcuni personaggi e, a modo loro, contribuiscono a cambiare anche il protagonista anche senza provocare particolare stravolgimenti.
Parallelamente alla personalità del protagonista, Valhalla offre anche stavolta la possibilità di migliorarne le caratteristiche attraverso il consueto albero dello sviluppo che, similmente alla Sferografia introdotta con Final Fantasy X, permetterà ai giocatori di sbloccare  ulteriori “rami ” utili a sbloccare talenti e potenziamenti avanzati; inoltre trovando alcuni preziosi manuali nascosti in diverse aree della mappa (principalmente negli accampamenti), sarà possibile ottenere nuove abilità.

Come il personaggio, in Valhalla sarà possibile potenziare anche l’equipaggiamento del protagonista che fin dalle prime battute di gioco si presenta estremamente personalizzabile; a disposizione di Eivor, infatti, ci sarà un vastissimo campionario di oggetti indossabili e di armi che andranno a modificare e migliorare le statitistiche del personaggio. Quello che ci ha piacevolmente colpito è il moveset utilizzabili a seconda delle armi impugnate dal protagonista: armi a due mani o la doppia spada fornisce al protagonista una ottima abilità di attacco ma non di difesa che va ad incrementare quando in una delle due armi sarà sostituita da uno scudo.
Abbiamo notato, però, che a differenza dei precedenti capitoli della serie che in Valhalla la spettacolarità dei combattimenti è quasi del tutto scomparsa: nei primi capitoli della serie, infatti, Altair e Ezio mostravano una certa leggiadria (e anche un po’ di teatralità) durante i combattimenti mentre Eivor, al contrario, ostenta tutta la violenza, l’aggressività e, talvolta, la goffaggine dei Vichinghi, capaci d ilanciarsi in battaglia a testa bassa.
Nei combattimenti è purtroppo percettibile una certa inconsistenza della IA del nemico che spesso tende a lanciarsi in battaglia in maniera del tutto confusionaria, senza un vero e proprio piano di attacco: a generare difficoltà al giocatore, infatti, non è tanto l’abilità in combattimento del nemico quanto invece il numero dei nemici a schermo capaci di attaccare contemporaneamente da più fronti.

Tra una missione e l’altra  sarà possibile cimentarsi nell’ampliamento del proprio accampamento, recuperando materie prime e razziando campi via mare (seguiti dal proprio esercito ) oppure via terra, avvicinandosi in solitaria e poi chiamando a supporto i propri compagni di combattimento; ampliando il proprio campo sarà possibile accedere a una serie di attività secondarie tra cui missioni legate al clan degli assassini o cambiare il look del proprio personaggio. Altra interessante attività è quella degli assalti che richiedono di attaccare accampamenti nemici o edifici al fine di recuperare oggetti rari o armi potenti.
Nonostante l’ambientazione norrena e il contesto storico, Assassin’s Creed Valhalla non rinuncia alle tanto amati fasi stealth che hanno resa celebre la serie: nelle fasi esplorative è possibile indossare il cappuccio e mimetizzarsi tra i civili che si muovono sulla mappa oppure sedendosi sulle diverse panchine presenti nelle varie mappe. Purtroppo, però, le differenze tra Eivor e alcuni dei protagonisti dei precedenti capitoli sono decisamente evidenti e visto il contesto storico e l’aplomb del nostro eroe, siamo abbastanza sicuri che l’approccio stealth sarà l’ultima cosa a cui andrete a pensare  e vi ricorderete di questo solo nel caso in cui avrete la possibilità di commettere delle uccisioni alle spalle. 

Assassin’s Creed Valhalla è il primo gioco che abbiamo testato su PlayStation 5 e nonostante fossimo di fronte a un gioco cross-gen non possiamo che dirci soddisfatti del risultato ottenuto. Iniziamo col dire che abbiamo testato il gioco sfruttando le cuffie ufficiali Sony 3D pulse e possiamo garantirvi che l’audio 3D offerto dal titolo ci ha immerso completamente nell’azione di gioco e ha reso tutta l’esperienza molto coinvolgente, grazie al doppiaggio di ottima fattura completamente in italiano e  alla colonna sonora capace di immergere il giocatore nel contesto storico. Per quel che riguarda il motore grafico, invece, siamo di fronte a un titolo capace di girare tranquillamente a 60fps con una notevole fluidità e rapidità di passaggio tra una cutscene e l’azione in game, ma purtroppo non mancano piccole magagne grafiche come compenetrazioni tra personaggi e oggetti di gioco.

 

 

 

 

In conclusione

Voto - 8

8

PlayStation 5 ha appena iniziato il suo ciclo vitale e sebbene la console richieda ancora un po' di tempo per mostrare tutti i suoi muscoli, Assassin's Creed Valhalla è un ottimo inizio per questa pagina della storia del gaming. Grazie al contesto storico particolare e a un protagonista dotato di una forte personalità, Valhalla è un titolo capace di dare al giocatore ore di divertimento, grazie a un'azione variegata e alla possibilità di cimentarsi in una lunga serie di attività secondarie, alcune delle quali molto interessanti. Sicuramente Assassin's Creed Valhalla non è un titolo rivoluzionario né tantomeno si distacca troppo dai precedenti capitoli della serie, ma se avete "abbandonato" la serie alcuni capitoli fa a causa della ripetitività e della monotonia mostrata dal brand, Valhalla potrebbe essere una buona occasione per riavvicinarsi al brand.

User Rating: 3.7 ( 1 votes)
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Mr. Pink

Una carriera da gamer iniziata con Turrican su Commodore 64 e proseguita poi direttamente su Super Mario 64. Credo in un mondo privo di lootbox e di titoli Pay To Win, anche se forse questo resterà solo un sogno...
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