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Next-Gen: i dubbi di un giocatore anziano – Editoriale

Prendere o lasciare, l'ardua lotta tra il preorder e la ragione.

Sono sempre stato un acquirente delle console alla data del lancio, tanto che un tempo le prendevo addirittura di importazione per poterle avere subito a disposizione, ma questa volta no, non sono caduto nella frenesia del pre-order, non ho atteso con bramosia che si aprissero le prenotazioni da parte di Microsoft o Sony, questa volta ho deciso di aspettare.
Qualcuno potrebbe accusarmi, giustamente, di essere ormai un po’ troppo vecchio per appassionarmi ancora a queste scellerate corse all’accaparrarsi una console, un gioco o quant’altro al momento del lancio, ma in questo caso oltra al raziocinio che ho forse maturato nel corso degli anni, c’è un altro elemento che mi ha frenato. In realtà poi è il fatto principale per il quale ho deciso di non buttarmi nella mischia dal primo giorno, ovvero la sensazione di non essere convinto da nessuna della due console.

Per mesi ci hanno snocciolato, entrambi le case produttrici e i siti che ne sanno di dettagli tecnici, di dati, misure, teraflops, velocità degli SSD, risoluzioni e refresh. Paradossalmente tutto questo invece di riaccendere la fiaccola della passione inusitata a preordinare una delle due macchine, ha invece congelato la mia iniziativa, ha bloccato ogni mio impeto, ha soppresso ogni mio istinto primordiale che in passato aveva libero sfogo.
Per quanto sia convinto che entrambe la console abbiano delle grandi potenzialità, non riesco a sentire quella vibrazione che mi possa convincere a scegliere l’una o l’altra o anche tutte e due in questo momento.
Riflettendoci sopra questo dipende dal fatto che non ci siano delle proposte realmente next-gen in questo momento dal punto di vista del parco giochi. È vero che anche con lo scorso passaggio di generazione non c’erano titoli così importanti da giustificare la scelta di una Xbox One o una PS4, ma avvertivo nell’aria che le nuove console avrebbero effettivamente fatto un passo in avanti reale rispetto a quanto visto e giocato fino a quel momento, per cui la scelta di passare alla nuova generazione era un po’ come il salto della fede di Indiana Jones e l’ultima Crociata, ovvero il ponte per il futuro era li davanti a noi, bastava crederci e fare il primo passo.

Oggi invece questo passaggio mi sembra forzato, un po’ come l’obsolescenza programmata dei telefoni cellulari che obbliga a cambiarli ogni tot anni perché non funzionano più le app ma il cellulare è ancora perfettamente funzionante. Non voglio dire che le due nuove console non rappresentino il futuro, ma che non siano una vera e propria evoluzione. Quando si parla di next-generation si intende un cambio evidente che offre qualcosa di nuovo, di mai visto. Avendo vissuto molti “cambi generazionali”, sicuramente quello che mi colpì di più fu quello con il Dreamcast, dove la potenza era palpabile, visibile tangibile. Anche i vari passaggi tra PSX-PS2-PS3-PS4 e Xbox-Xbox 360-Xbox One hanno mostrato delle differenze sostanziali e importanti.

Il cambio di oggi è un po’ come se fosse una versione 1.5 delle console che oggi abbiamo, una straordinaria dimostrazione di potenza muscolare che però manca di quel “quid” che di solito ha fatto leva sul mio istinto e mi ha fatto aprire il portafoglio.
Complice di questo è anche il fatto che nell’ultimo anno ho deciso di tornare al PC, per cui con una macchina da gaming, le console le ho messe in secondo piano, anche se ho continuato a usarle, ma non come macchine da gioco principali. Nel corso degli anni ho sempre dato più peso alle console come macchine gioco, in quanto erano indubbiamente più “semplici” da gestire (mettevi una cartuccia o un disco e giocavi), mentre per Pc sono sempre stati richiesti continui aggiustamenti e aggiornamenti, per non parlare della richiesta hardware sempre più esosa. Ma piano piano si è arrivati ad una simil convergenza tra i due mondi: i PC sono diventati più semplici da gestire a livello di software mentre le console devono essere aggiornate dal punto di vista hardware per stare al passo con la tecnologia. Così come queste ultime devono essere anche espanse con hard disk più capienti e/o performanti, alla fine il pregio di giocare su console, facendo delle concessioni alla grafica espressa con schede di fascia medio alta montate su PC, alla fine, per me non è più stato tale.

Oggi ci troviamo di fronte a due macchine molto potenti, con una struttura hardware molto simile, che cercano di spingere al massimo le loro prestazioni per cercare di eguagliare i PC gaming di fascia media. Console che hanno necessità di essere sempre connesse alla rete e questa deve essere al alta velocità, alle quali devono essere comprati HDD esterni per poter essere espanse: alla fine sono arrivate ad assomigliare a dei miniPC, anche nell’architettura interna, che baseranno il loro successo solo su come sapranno gestire le esclusive e prodotti come il Game Pass per la Microsoft e (forse) il PSNow di Sony.

Poi vedremo anche come le due si comporteranno nei confronti dell’approccio alla realtà virtuale, con Sony che parte in leggero vantaggio grazie all’esperienza PSVR, ma che è veramente insoddisfacente rispetto all’offerta Oculus che con il Quest 2 ha gettato un vero macigno nello stagno della RV che farà onde per molto tempo. Microsoft per ora ancora non ha un piano ben delineato, ma da tempo sembra non essere pienamente convinta di questa tecnologia.

È sicuramente una partita tutta da giocare quella tra Xbox Series X e PlayStation 5, una partita però che adesso non mi vede come uno spettatore attivo o convinto, ma come un osservatore attento all’andare del mercato, che ha preferito rimanere un passo indietro per valutare bene cosa fare nel prossimo futuro.

E voi come vi schierate? Siete tra coloro che hanno fatto il pre-order e sono an cora in attesa, oppure avete già la console attaccata al televisore oppure state aspettando come me cosa fare prima di investire i vostri risparmi?

Fatecelo sapere nei commenti e saremo ben lieti di discuterne con voi.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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