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Chicken Police (PC/PS4/Xbox/Switch) – Recensione

Prendiamo una trama ispirata ai romanzi hard-boiled e pulp e inseriamola in un contesto di avventura punta e clicca, ma per dare un tocco di originalità i vari personaggi sono tutti animali. Cosa otteniamo? Un gioco particolare e inaspettato, Chicken Police. Se vi ho messo un po’ di curiosità addosso, allora dovete continuare a leggere per scoprire cosa ne penso di questo titolo creato da un piccolo studio indipendente, The Wild Gentlemen, che ha un sacco di potenzialità

La storia che si intesse e si intreccia durante tutto il gioco non è niente di nuovo sotto il sole, ma nonostante manchi di un po’ di originalità, ha una narrazione scorrevole e interessante quanto basta per appassionarci sin da subito.
Il nostro alter-ego è un detective della polizia squattrinato di nome Sonny Featherland. Ormai mancano pochi mesi all’agognata pensione, ma come sempre accade il destino bussa alla nostra porta nei momenti più inaspettati e di solito ha l’aspetto di una donzella in difficoltà che chiede il nostro aiuto. E come di solito succede,  il caso che decidiamo di seguire è un po’ più serio di quanto pensasse. Decidiamo quindi di richiedere l’aiuto del nostro vecchio compagno di pattuglia, Marty MacChicken, con il quale formavamo il magnifico duo rinominato appunto Chicken Police. Tra i due polli non corre buon sangue per un incidente occorso nel recente passato, incidente che ha causato la separazione del duo Ma l’amicizia, il rispetto reciproco e la sete di giustizia sono più forti di ogni dissapore, per cui i due decidono di buttarsi tutto alle spella e di gettarsi a capofitto nell’investigazione. Non vado oltre nel raccontarvi oltre, ma sappiate che è una storia di amore, morte e redenzione che diventa sempre più intrigante come avanzeremo nell’esplorazione e nell’investigazione.

Chicken Police riesce inaspettatamente a fondere la formula delle visual novel con quella della avventure grafiche punta e clicca. Il tutto avviene con una struttura varia ed articolata, dove troveremo dei lunghi dialoghi e dei serrati interrogatori che potranno far variare l’esito delle nostre investigazioni a seconda sia del tipo di approccio che delle domande che porremo. Se aggiungiamo a tutto questo un cast di personaggi completamente doppiati, sembrerà ad un certo punto di essere realmente protagonisti di un film pulp degli anni ’40, con tanto di voce del protagonista fuori campo. Considerando che ci sono circa una trentina di personaggi nel gioco, lo sforzo produttivo è stato veramente impegnativo. I titoli di coda ci dicono che alla fine i doppiatori sono cinque o sei in totale, ma la caratterizzazione di ogni singolo personaggio è fantastica e credibile.
Gli attori prestano solo il corpo ai loro personaggi, perché la testa è quella di animali, di varie specie e razze, che vivono tutti nella stessa città, Clawville. Una piccola enciclopedia ci permette di scoprire molti dettagli rispetto alla convivenza di varie specie così diverse nello stesso habitat e ciò è molto utile per riuscire a contestualizzare meglio fatti ed eventi che emergono dai dialoghi.
La stessa città ha un aspetto realistico, la si vede viva, pulsante, ma anche corrotta e degradata.
Il nostro compito, come in ogni avventura che si rispetti, è guidare il nostro personaggio in varie location, esplorare, raccogliere indizi ambientali, interrogare sospetti, parlare con persone informate dei fatti, collegare assieme vari elementi per arrivare alla conclusione del caso. Ci sono anche un sacco di attività collaterali, dei bonus da ricercare nella varie location del gioco oppure degli inseguimenti in auto o delle sparatorie.  Questi elementi aggiuntivi  riescono a spezzare ed ad introdurre varietà ad un gameplay ricco di dialoghi.
Non manca certo all’interno del gioco una forte vena umoristica che tende a stemperare con sapienza la serietà di alcuni momenti, Ci sono battute inaspettate, piccoli dettagli che rendono ancor più divertente l’esplorazione. Ad esempio il gioco è tutto in bianco&nero e ad un certo punto troveremo la scritta “Dov’è andato tutto il colore” mentre cerchiamo degli indizi.
L’unico vero punto debole di Chicken Police è la mancanza di una “guida” che ci indichi con più chiarezza dove dobbiamo andare e se abbiamo esaurito tutte le nostre azioni all’interno di una determinata area. Avendo la possibilità di poterci spostare liberamente da una location all’altra, non abbiamo la consapevolezza di aver esplorato e raccolto tutto quello che serve per procedere, per cui se rimaniamo bloccati, siamo costretti a ritornare sui nostri passi. Gli “avventurieri” più scafati e di vecchio stampo sanno benissimo che devono sempre andare a cercare ogni piccolo dettaglio prima di spostarsi, ma i neofiti potrebbero trovare questa mancanza di “segnaletica” un po’ troppo snervante.

Il gioco è stato recensito grazie al codice fornito dagli sviluppatori per Steam

In conlusione

voto - 8

8

Chicken Police è un gioco con un grande potenziale che non fallisce l'obiettivo di creare qualcosa di originale, nonostante si proponga come un'avventura grafica. Il fatto che i personaggi siano animali antropomorfi, che ci sia molto humor nella narrazione della trama non devono ingannare chi pensa di trovare pochi contenuti. È invece un titolo maturo con violenza e imprecazioni, che porta sullo schermo un racconto poliziesco avvincente con un sapore molto particolare. Se amate il genere pulp, i romanzi hard boiled e le avventure grafiche, allora mettete Chicken Police in cima alla vostra lista dei desideri.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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