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Evergate (Switch) – Recensione

Evergate si presenta come se fosse un clone di Ori & The Blind Forest, ma a parte il fatto che il gioco sia ambientato in un mondo colorato, che abbia ha una maestosa colonna sonora orchestrale e che il personaggio principale sia una piccola creatura bianca spettrale che saltella da una parte all’altra, l’esperienza di gioco è ben diversa.  Evergate è un puzzle platform molto solido e stimolante che ha delle meccaniche di gioco uniche ed appassionanti. Ma state attenti, perchè non è detto che sia alla portata di tutti. Il perché ve lo spiego in questa recensione.

In Evergate assumiamo il ruolo di una minuscola anima di nome Ki , alla quale viene offerta la possibilità di reincarnarsi per ritornare a vivere nel mondo materiale. Ma nel bel mezzo di questo processo di reincarnazione si innestano dei ricordi di una vita passata che arrivano da una fonte inspiegabile. Nonostante il fatto che questi ricordi appartengano a qualcun altro, il nostro Ki viene attratto verso di loro da una connessione sconosciuta. Per poter tornare nel mondo dei vivi, dovremo quindi aiutare il nostro piccolo alter-ego ad attraversare una serie di livelli, collegati a queste scene del passato per scoprire da dove provengono e poter essere finalmente liberi.
Questa trama ha solo la funzione di raccordare tra loro i livelli che saremo chiamati ad affrontare, non ha certo la velleità di essere una profonda analisi della vita dopo la morte, ma è al contempo un ottimo sforzo da parte dei programmatori per rendere più coerente il nostro viaggio.

Il gameplay di Evergate ruota tutto attorno al sistema del Soulflame. In pratica, tenendo premuto il grilletto ZL, possiamo far fermare il nostro personaggio a mezz’aria e i puntare un raggio di luce verso alcuni cristalli che sono collocati all’interno di ogni livello. Quando si allinea il raggio in modo che passi attraverso il cristallo e verso una superficie di polvere bianca sul terreno, premendo  il pulsante Y, si distrugge il cristallo. Questo crea un affetto, che varia a seconda del cristallo che avremo mirato con il raggio, che ci aiuta ad attraversare lo schermo. I cristalli sono in grado di darci una spinta in avanti, alcuni creano piattaforme, alcuni bruciano parti dello scenario. Dovremo scoprire con la pratica cosa fa ogni singolo cristallo e quindi costruire una strategia che ci permetta di usarli nel modo migliore. Il nostro compito principale è quello di arrivare all’uscita del livello, ma avremo anche obiettivi secondari, come ad esempio raccogliere delle gemme, finire il livello in un determinato lasso di tempo,  distruggere tutti i cristalli ed altri ancora che variano da livello a livello. Ci sono anche artefatti equipaggiabili che possono fornirci di bonus e abilità che potremo utilizzare per poter passare da un ricordo all’altro nel modo migliore.
Le meccaniche del gioco sono molto adatte ad essere giocate su Switch, soprattutto in modalità portatile. I controlli reattivi e nel complesso attraversare i vari livelli offre una sfida difficile, ma non esasperatamente frustante. Mi sono ritrovato a dover ripetere più volte alcuni quadri anche solo per arrivare sano e salvo alla fine. Se ci si accorge di aver sbagliato qualcosa, si può resettare il livello, facendo tornare il nostro personaggio all’inizio dello stesso, ripristinando tutti quello che abbiamo già usato o distrutto. In definitiva si tratta di un gioco abbastanza solido e divertente, ma non senza pecche.

Quella principale è che a Evergate manca una sua personalità, sia nel level design che nella componente estetica. Come dicevo somiglia molto ad Ori, dal quale riprende molte componenti visive. Ha una buona resa grafica, ma non riesce a distinguersi dalla pletora di giochi simili. La differenza la fa sicuramente il gameplay, ma bisogna dedicargli tempo e pazienza per riuscire a superare ogni livello. Per questo dicevo che è un gioco non per tutti, perché nonostante non sia estremamente difficile, richiede, come ogni puzzle che si rispetti, pazienza e concentrazione, oltre che un certo grado di precisione.

Ho detto che giocarlo in versione handheld risulta più godibile in termini di giocabilità, ma in questo caso ha il limite di rendere quasi indistinguibile in nostro piccolo Ki, in quanto viene visualizzato come un piccolo grumo di pixel luminosi. Se lo volete apprezzare nella sua completezza, allora dovete giocarlo sul televisore. In questo caso viene reso onore alla cura che è stata messa nella realizzazione di ogni singolo livello e si possono notare sicuramente meglio le varie animazioni.

La colonna sonora è evocativa e coerente con l’azione, con dei pezzi orchestrali vari e rilassanti, in grado di farci concentrare maggiormente durante i nostri svariati tentativi di portare Ki dall’inizio alla fine di ogni livello.

In conclusione

voto - 6.9

6.9

Evergate non è un puzzle platformer che salirà nell'Olimpo del genere per la sua originalità, soprattutto sul versante della grafica, ma è comunque un titolo che sarà apprezzato da coloro che amano il ragionamento, che non si lasciano scoraggiare dal dover ripetere più volte il medesimo livello per perfezionarsi e che amano le sfide dove bisogna ragionare prima di agire. Un titolo solido che giocato su Switch viene esaltato dai controlli ben implementati.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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