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Watch Dogs: Legion – Recensione

Hackers e potenti cospirazioni prendono vita su PC e console con una strizzata d'occhio alla next gen

Quella dei sequel è una croce e delizia di ogni sviluppatore: se in alcuni casi c’è infatti la possibilità di creare un prodotto nuovo poggiandosi su basi solide, con personaggi noti e meccaniche che hanno già ricevuto il placet da parte del pubblico, in altri gli sviluppatori sono chiamati a dare una svolta alla serie, tagliando con il passato e dando una nuova linfa vitale a un brand (o a un capitolo di un brand) che non ha riscosso il successo che avrebbe meritato. Per sua sfortuna, purtroppo, Ubisoft si è trovata spesso a dover combattere contro sé stessa, chiamando a raccolta i migliori team di sviluppo per dare nuova vita ai brand in difficoltà come Far Cry e Asssassin’s Creed; ultimo brand che ha avuto necessità di un restyling è Watch Dogs, una serie che con i primi due capitoli ha fatto storcere il naso alla critica per la sua storia scialba e le sue dinamiche di gioco, spesso poco convincenti. E così, a pochi giorni dall’esordio di PlayStation 5 e Xbox Series S/X, Ubisoft ha rilasciato Watch Dogs: Legion, una nuova storia di hacking che questa volta ci vedrà impegnati a difendere la libertà degli abitanti di Londra.

La storia di Watch Dogs: Legion  è ambientata in un futuro prossimo, dove il Regno Unito ha oramai consolidato la sua scelta di proseguire con la Brexit e di tagliare quindi i rapporti con l’Unione Europea. In una distopica città di Londra, gli abitanti convivono con l’utilizzo smodato della tecnologia e alle macchine che oramai sono in grado di svolgere qualsiasi tipo di compito, finanche garantire la sicurezza dei cittadini. Questa presenza perenne di tecnologia ovviamente ha costretto il popolo a rinunciare a qualsiasi forma di privacy in nome della sicurezza. A muovere i fili di quest’assurdo sistema di controllo è Nigel Cassel, leader dell’organizzazione paramilitare Albion, messo a comando della sicurezza della città a seguito di alcuni attentati terroristici che hanno mietuto migliaia di vittime nella capitale della Gran Bretagna. In questo clima di terrore, l’opinione pubblica è stata spinta a considerare il DedSec come una organizzazione terroristica, colpevole degli attacchi terroristici che hanno costretto la città di Londra a vivere nella paura.
Procedendo nel gioco, è possibile percepire come la trama di Watch Dogs: Legion riesca, nella sua distopia, a offrire alcuni interessanti spunti di riflessione, andando anche a toccare tematiche delicate e importanti, causa di conflitti anche nei giorni nostri.
A differenza di quanto visto negli altri capitoli della serie, Watch Dogs: Legion non ha un solo protagonista ma offre la possibilità di vestire i panni di praticamente tutti i personaggi presenti sulla mappa, dando libertà totale al giocatore di decidere chi impersonare, in base alle abilità e alle caratteristiche di quel personaggio. Partendo da un primo personaggio, selezionabile tra una rosa iniziale di persone, sarà possibile  arruolare nuovi membri della squadra risolvendo il loro “problema” che in qualche modo è sempre collegato all’organizzazione Albion. Oltre alle skill attive, alcuni personaggi godono anche di skill passive che permettono a tutta la squadra di godere di alcuni vantaggi come per esempio uscire prima di prigione grazie all’avvocato oppure recuperare energia grazie al medico (questi due personaggi dovrebbero sempre far parte del vostro team). Oltre  che per le skill, i personaggi differiscono anche per abilità fisica, abilità di combattimento o, addirittura, in alcuni casi la possibilità di correre.
Tra le caratteristiche più interessanti del gameplay c’è la possibilità di abilitare il permadeath dei diversi personaggi che, in caso di sconfitta o morte, li metterà definitivamente fuori dalla nostra squadra e farà comparire una schermata di game over nel caso in cui tutti i personaggi in squadra morissero: il nostro consiglio è abilitare questa opzione al fine di avere una esperienza di gioco più ostica e ponderata che non vi spingerà a lanciarvi nelle missioni senza un minimo di strategia o criterio.

Uno dei nei di questo sistema di gestione multipla dei protagonisti è l’impossibilità di trasferire le skill da un personaggio  all’altro, cosa che vi obbligherà a dover cambiare continuamente personaggio utilizzato in base al tipo di missione che vi accingete ad affrontare. In ogni caso comunque tutti i personaggi utilizzabili sono ben caratterizzati e nonostante il loro numero sia praticamente infinito, ognuno di essi ha una storia e un background specifico, sicuramente non profondo quanto quello di una trama che ha un solo protagonista, ma comunque sufficiente a non avere l’impressione di stare muovendo dei pupazzi senz’anima.

Il gameplay di Watch Dogs: Legion presenta molti elementi ispirati dai precedenti capitoli della serie, anche se questa volta risulta essere più essenziale e stimolante, senza cadere in quella sorta di déjà-vu tipica dei titoli open world.
In questo nuovo titolo il quantitativo di gadget utilizzabili dai vari personaggi è molto più ampio rispetto al passato e alcuni particolari gadget che vi permettono di portare a compimento le diverse missioni. In Watch Dogs: Legion i vari obbiettivi delle missioni sono raggiungibili in diversi modi a seconda del personaggio utilizzato: mentre alcuni vi permetteranno di completare una missione utilizzando un approccio stealth, altri personaggi vi permetteranno di lanciarsi in battaglia impugnando le armi o facendo a pugni. Insomma, Watch Dogs: Legion è un titolo che offre varie sfaccettature del gameplay, ognuna di esse adeguata allo stile di gioco personale.

La Londra presente in Watch Dogs: Legion è estremamente fedele a quella reale e tutti gli elementi che caratterizzano la capitale del Regno Unito sono presenti nella versione digitalizzata da Ubisoft.
La mappa del gioco è suddivisa in diverse zone che richiederanno di essere “liberate” dalle forze del nemico; nelle diverse aree saranno presenti missioni primarie e secondarie da completare prima di accedere alla missione “finale” della area che permetterà di liberarla e di ottenere un membro esclusivo per la nostra squadra. Non mancherà inoltre la possibilità di effettuare dei viaggi rapidi da una zona all’altra, opzione di cui abbiamo abusato abbondantemente per passare da un obbiettivo all’altro.

Per essere un titolo che saluta la “vecchia” generazione di console e introduce la nuova, Watch Dogs: Legion è un titolo che poteva, e anzi, doveva essere realizzato con maggiore cura. Ma andiamo con ordine. Come abbiamo avuto modo di dirvi poco più su, la Londra del gioco è praticamente perfetta, e la città è brulicante di vita e di multiculturalità come lo è nella realtà. Purtroppo però il gioco soffre di piccole magagne grafiche come improvvise compenetrazioni tra personaggi e oggetti presenti sullo scenario. Altra cosa che non ci ha particolarmente convinto è l’intelligenza artificiale dei vari NPC che si presenta abbastanza deficitaria a causa di reazioni “fuori luogo” o di una totale assenza di esse, soprattutto quando vengono commesse azioni come l’hackeraggio di veicoli; spesso, inoltre, sarà possibile assistere a improvvisi pop-up di oggetti a schermo, cosa che oramai non può più essere tollerata giunti alla fine del ciclo vitale delle attuali console.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dal publisher per PlayStation 4.

In conclusione

voto - 8

8

Rispetto ai capitoli precedenti Watch Dogs: Legion è un titolo che ha sicuramente più verve grazie al coraggio del team di sviluppo di uscire dagli schemi a cui la serie ci aveva abituato per lanciarsi in dinamiche di gioco nuove e senza procedenti. Sebbene il gameplay funzioni a dovere e riesce a essere fin da subito coinvolgente e piacevole, purtroppo pensiamo che la mancanza di un unico protagonista abbia privato la trama di un punto di riferimento e di un personaggio caratterizzato veramente fino in fondo. Nonostante la realizzazione di Londra sia magistrale, però. Watch Dogs: Legion presenta un motore grafico ancora pieno di imperfezioni e sbavature che potrebbero essere tranquillamente corrette con una patch di aggiornamento.

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Mr. Pink

Una carriera da gamer iniziata con Turrican su Commodore 64 e proseguita poi direttamente su Super Mario 64. Credo in un mondo privo di lootbox e di titoli Pay To Win, anche se forse questo resterà solo un sogno...
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