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Star Shaman (VR) – Recensione

Star Shaman è l’opera prima dello studio indie Ikimasho per coloro che amano giocare in realtà virtuale. Le premesse dono di  un’esperienza diversa dalle altre che oggi sono disponibili in RV, con un  esclusivo sistema di lancio di incantesimi basato sui gesti. Il nostro compito è quello di  combattere attraverso galassie dall’aspetto spettacolare al ritmo di una colonna sonora “funkadelica”. Nei panni del potente Star Shaman, una volta indossato il nostro visore, dovremo dimostrarci in gardo di riportare la biodiversità nella galassia. Un impegno per niente semplice, ma sarà anche in grado di essere divertente? Scopriamolo assieme

È da poco che sono possessore di un Oculus Quest 2 e finora la mia esperienza con i giochi VR è rimasta relegata a pochi titoli che avevo in parte già avuto modo di sperimentare con la PSVR, tipo Darth Vader, ovvero combattimento con spade laser, od horror immersivi che sono più che altro delle camminate con degli scare jump. Sono rimasto incuriosi to quindi dal fatto che Star Shaman fosse uno shooter, dei quali in realtà virtuale ho potuto provare pochi titoli come Polybius o REZ, ma con elementi roguelike.

In Star Shaman assumiamo il ruolo di un mistico crociato che combatte per sconfiggere gli “Architects of Entropy” e contrastare i loro tentativi di omogeneizzare tutte le forme di vita della Galassia in forme geometriche statiche. Nonostante ci siano molte schermate di testo che cercano di descrivere l’ambientazione, la caratterizzazione, le ragioni della nostra crociata ed un sacco di altre cose, vi dico che alla fine ho skippato velocemente per andare al sodo all’azione, perchè questi giochi hanno bisogno di una trama come ne ha necessità un film porno.

Alla fine della giornata, tutto ciò che è necessario sapere è questo: i cattivi sono tutti basati sulla geometria e tu sei un mago che vuole riportare la biodiversità, un agente del caos che combatte contro l’entropia forzosa e forzata degli Architetti.
Come dicevo Star Shaman è, essenzialmente, uno sparatutto in stile roguelike nel quale ondate di cattivi si presentano direttamente davanti a noi, ci attaccano  da una posizione elevata e scaricano una raffica di colpi che dovremo schivare, o deviare con il nostro scudo magico. Niente di nuovo sotto il sole, direte, ed anch’io la pensavo così, fintanto che non ho capito quali fossero le meccaniche di gioco. Non imbracciamo un fucile al plasma od un fulminatore, ma brandiamo invece la Shaman Sphere, una magica palla blu che si libra permanentemente proprio di fronte a noi. All’interno di questa sfera ci sono cristalli che ci permettono di evocare il nostro arsenale magico. Ogni arma viene estratta afferrando un cristallo e tracciando un determinato set di gesti che appaiono intorno alla sfera. L’originalità di questo è sicuramente un punto di forza del gioco, poiché lo fa distinguere da tutta la massa dei suoi simili, presentandoci un senso di controllo diretto delle armi che usiamo, cosi come gli scudi.
In vero stile roguelike potremo sbloccare cristalli sempre più potenti man mano che avanziamo e run dopo run potremo quindi espandere il nostro arsenale offensivo e difensivo.  La nostra sfera può però contenere un massimo di quattro incantesimi offensivi e tre difensivi con ciascuna categoria assegnata a una mano particolare, per cui dovrete calibrare bene le scelte per avere a disposizioni le armi migliori che vi possano permettere di avanzare agevolmente di livello in livello.

I gesti che alternano questi incantesimi sembrano quasi una danza coreografica e sono incredibilmente divertenti da eseguire, anche se indubbiamente è necessario prendere un sacco di pratica con essi per poterli usare in maniera sciolta. Fin qui diciamo che il gioco avrebbe soddisfatto le mie aspettative, ma purtroppo una serie di elementi che non sono ben chiari nella loro progettazione, mi hanno lasciato molto perplesso nell’esprimere un giudizio finale pienamente positivo.

Gli sviluppatori di Ikimasho hanno infatti  deciso, senza nessun motivo apparente,  che all’inizio di  ogni run che andremo a fare è necessario giocare sei brevi livelli, seguiti da un boss orribilmente noioso. Ciascuno di questi livelli richiede circa 30-50 secondi per essere completato, dopodiché veniamo riportati all’hub principale, un pratica una mappa spaziale, per iniziare nuovamente a giocare. Questo vuol dire che ogni volta che ricominciamo a giocare dobbiamo rifare delle partite completamente inutili, come una specie di reiterazione del tutorial,  che durano in tutto 5/6 minuti, per poi avanzare nuovamente alla la selezione del livello.

A questo dobbiamo anche aggiungere un livello di difficoltà che definire frustrante è poco. Non sono un giocatore esperto di giochi di realtà virtuale, per cui inizialmente pensavo sinceramente di essere completamente inadeguato a questa tipologia di giochi, vuoi per il nuovo ambiente che mi circonda, vuoi per il sistema di controllo attraverso i due controller dell’Oculus Quest, che per me sono effettivamente qualcosa di alieno, differendo largamente anche dagli imprecisi Move della PSVR. Ma visto che non riuscivo ad avanzare di pochi livelli alla volta, mi sono andato a spulciare qualche forum dedicato a Star Shaman e mi sono reso conto che non ero il solo ad avere questi problemi. Giocatori che hanno messo record in giochi simili, come ad esempio Pistol Whip, si sono trovati in reale difficoltà anche solo per raggiungere il secondo livello. Io lo ammetto senza vergogna, che per arrivare laddove loro dicono che ci hanno messo circa 4 (quattro!!!) ore di tentativi, io ci ho messo 10 (DIECI!!!!!) ORE e se non avete mai giocato in realtà virtuale, non sapete che fatica maledetta sia utilizzare un visore per così tanto tempo. Naturalmente non erano dieci ore continuative, perchè dopo un paio d’ore al massimo dovevo mettere pausa e riposarmi, ma anche facendolo a tappe  è comunque un tour de force che mette alla prova tutti i sensi.

Il tempo poi di ogni livello cresce in maniera esponenziale, dai 30 secondi dei primi quadri a sessioni di circa tre minuti quando avanziamo nei sistemi e dopo un po’  la stanchezza fisica si fa sentire. Schivare, abbassarsi, utilizzare le braccia per disegnare gesti nello spazio per poter ricaricare scudi ed armi è un esercizio che alla lunga è troppo faticoso e che diventa noioso nel momento in cui quello che appare sullo schermo del visore si ripete in una specie di loop infinito. Inoltre i tempi di caricamento sono veramente troppo lunghi e tra una partita e l’altra ho cronometrato che possono passare anche 40 secondi, che sono veramente troppi.

Per quanto l’atmosfera funky, con risvolti psichedelici e lisergici, sia veramente ben realizzata ed accattivante, l’aspetto grafico dei nemici è veramente deludente. Ho capito che si sia voluto creare anche a livello estetico un netto divario tra i buoni ed i cattivi, ma le forme geometriche dei nostri avversari sono talmente tanto minimali da essere insulsi. La loro omogeneità li rende anche difficilmente distinguibili gli uni dagli altri e questo crea un pesante disagio a livello tattico, perché ogni avversario ha un suo schema di attacco e un tot di punti ferita e non riuscire a distinguerli non mi ha permesso di poter calibrare in maniera proficua gli attacchi o gestire le difese.

In termini di interazioni audio, c’è una somiglianza notevole tra Star Shaman e rhythm games, anche se non fa certo parte di questa categoria, riesce a creare un buon mix tra l’azione sullo schermo e le nostre reazioni corporee. Come dicevo ci sono un sacco di schivate che dopo un po’ si capisce che possono essere fatte seguendo il ritmo dei vari pezzi che si alternato in ogni livelli

In conclusione

voto - 6

6

Per essre la prima uscita di uno studio indipentente ero disposto a perdonare qualche difetto a Star Shaman, ma qua purtroppo si tratta di un titolo che non si dimostra all'altezza delle aspettative dei giocatori. I meno esperti come me si troveranno davanti ad un livello di difficoltà veramente elevato, che però ho scoperto aver messo in ginocchio anche i veterani degli sparatutto in RV. Se a questo si unisce il fatto che i tempi di caricamento sono veramente eterni e che la parte iniziale di ogni run sia sempre e costantemente uguale a se stessa, posso premiare solo lo sforzo che lo studio Ikimasho ha messo nella realizzazione di questo titolo, soprattutto per le componenti grafiche e per la colonna sonora, ma solo con una sufficienza che spero possa essere migliorata con una serie di aggiornamenti che rendano questo titolo un gioco gradevole e interessante. Cosa che oggi non è.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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