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DOOM Eternal: The Ancient Gods Part One – Recensione

Se amate DOOM Eternal e non avete paura di essere presi a calci nelle gengive dallo scarpone corazzato del primo DLC  The Ancient Gods – Part One , allora siete dei masochisti che sanno come farsi male per ottenere del piacere. Il nostro Slayer vien catapultato in questa prima puntata di una espansione che non lascia margine ai deboli di cuore, che non fa sconti a nessuno, che mostra il lato più brutale del gameplay e che guarda direttamente in faccia il giocatore, tenendolo per le gonadi ogni singolo istante. Il consiglio che vi do subito è che questo DLC lo dovrete giocare solo dopo aver finito il gioco principale e dopo soprattutto aver acquisito quegli automatismi che sono necessari per poter avanzare in un delirio di distruzione continua.

Quando si parla di DLC e  il fatto di aver messo nel titolo “Part 1”, potrebbe far pensare d’acchito che si tratti di un addendum abbastanza breve. Ma non è così. Anche se ci sono solo tre nuove missioni da svolgere, non mancano affatto i contenuti: ogni livello racchiude ambienti e segreti nuovi di zecca, per cui ci vorranno dalle sei alle sette ore per poter dire di aver spolpato fino all’osso il DLC.

Tralascio ogni dissertazione sulla trama, che come in ogni Doom che si rispetta, è solo il pretesto per collegare una sezione di massacro all’altra, senza avere alcun impatto reale sul gioco, tanto per tornare a quello che diceva Carmack in merito ai film porno. Quello che conta è il gameplay intenso e veloce che rimane fedele alla “filosofia” che id Software ha sempre avuto nei confronti del suo figlio prediletto. Questo DLC è ancora tutto incentrato sull’immersione a capofitto nell’azione, lasciando inalterato tutto il comparto di ricompense che si hanno a seconda del tipo di uccisione che compiamo, se diamo fuoco ai nostri avversari o se usiamo la nostra amata motosega. Quello che mi ha lasciato un po’ perplesso è la scarsità di munizione che anche al livello di difficoltà minore siamo in grado di trovare sul campo, per cui bisogna pianificare bene i nostri spostamenti sulle mappe, ricordandoci dove sono i rifornimenti necessari. Il problema è che fare tutto questo mentre demoni e quelle stramaledette torrette ci bombardano di colpi, non è proprio agevole. Vi ritroverete a dover affrontare più volte alcuni segmenti, per cui alla lunga questo potrebbe ingenerare noia in chi invece vuole andare aventi spedito. C’è poi il controverso argomento della struttura platform che è tanto amata quanto odiata dai giocatori di Doom Eternal, e che qua trova ancor di più un radicamento importante nel sistema di gioco. Il nostro alter-ego digitale ci costringerà a fare acrobatiche evoluzioni aeree, combinando assieme il doppio salto con lo sprint in volo, raccogliendo anche i vari boost che ci serviranno per aumentare la nostra gittata. Personalmente non amo questa modalità e leggendo alcune opinioni su gruppi Facebook e forum, molti estimatori della saga non si trovano a loro agio con essa. Questo DLC è invece declinato proprio secondo questa modalità di gioco, per cui alcuni fan potrebbero trovarlo meno Doom e più Mario in prima persona. Sono rimasto bloccato in uno dei primi quadri perchè non avevo la minima idea di come raggiungere una chiave racchiusa in una stanza e solo dopo aver girovagato per tutto il livello mi sono accorto che dovevo fare una serie di acrobazie per raggiungerla. Così accade molto spesso e per la mia esperienza personale trovo che l’inserimento di queste sezioni di simil parkour spezzi troppo la frenesia del gioco, creando delle bolle di stasi che a molti potrebbero non essere gradite.

A questo uniamo anche un feroce innalzamento del livello di difficoltà rispetto all’esperienza base. Ho provato a giocarlo ai vari livelli di difficoltà e anche a quello minore, la sfida rimane impegnativa. Aumentandola mi sono reso conto di quanto questo DLC, dando per scontato che ognuno abbia ormai imparato a memoria ogni singolo comando del gioco, ci butti senza pietà nel tritacarne sin dal primo fotogramma, senza lasciare tempo a coloro che come me era qualche mese che non lo giocavano, di riprendere confidenza con i comandi.

Quello che criticavo del gioco originale naturalmente rimane inalterato anche in The Ancient Gods, ovvero il fatto che sia un gioco ben realizzato, ma che di Doom conservi solo il marchio e non lo spirito originario. Anche in questo DLC si ha la sensazione di essere catapultati in uno shooter bullet hell continuo, dove ci vengono riversate addosso ondate di nemici ogni livello più tosti e incazzati. Manca però un bilanciamento nel livello di difficoltà, perchè ci sono delle sezioni che portano alla disperazione, mentre ad esempio uno dei boss si può liquidare con (relativa) facilità. Se a questo uniamo anche le sezioni da parkour, ci troviamo di fronte ad un titolo che effettivamente poco ricorda lo spirito originale che era sprigionato dalla folle programmazione di Romero e Carmack.

Se ciò non bastasse, le legioni dell’inferno sono state anche implementate con tre nuovi tipi di avversari, che campeggiano la centro della scena in ognuno dei tra livelli del DLC. Come prime troveremo le torrette, ovvero la rottura di palle che vi farà dannare maggiormente. Esse infatti hanno la premurosa abitudine di spararci da posizioni rialzate, ma quando cercheremo di colpirle nell’unico punto debole che hanno, un simil occhio di Sauron, fanno come le lumache e lo ritirano all’interno della loro struttura, per cui dovremo aspettare che lo ricaccino fuori per poterlo colpire con estrema precisione per poterle distruggere. Gli altri due sono delle arpie invulnerabili per un determinato periodo di tempo ed infine uno spirito che si impossessa dei corpi dei demoni per renderli più cazzuti sia a livello offensivo che difensivo. Tutti hanno quindi una caratteristica unica, il che significa che siamo chiamati ad imparare rapidamente la loro debolezza e studiare una buona strategia tra output offensivo e difensivo.

Quello che ho trovato strano è che in questo DLC non sia stata implementata per lo meno una nuova arma in dotazione al nostro Doom Slayer.

In conclusione

voto - 7.5

7.5

DOOM Eternal: The Ancient Gods - Part One non fa altro che prendere quello che c'era già nel gioco e lo trasporta in tre nuove sezioni, costellate di nemici da maciullare e sezioni di platform da affrontare, innalzando il livello di difficoltà ed inserendo alcuni particolari nemici per cercare di rendere la situazione più caoticamente varia. Chi ha amato DOOM Eternal e lo ha giocato anche al livello di difficoltà massimo, troverà pane per i suoi denti, mentre i giocatori occasionali potrebbero trovare nella sua difficoltà elevata uno scoglio un po' troppo ostico da digerire.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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