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Bartlow’s Dread Machine – Recensione

Bartlow’s Dread Machine tenta di reinventare il genere “shooters bullet hell” in maniera creativa. Il titolo tenta di emulare i vecchi giochi meccanici che si trovavano all’interno delle fiere, soprattutto negli USA, aggiungendo quinti una atmosfera molto retrò alle dinamiche di gioco, che però a volte possono essere anche delle limitazioni al gioco stesso. Scopriamo assieme se i team Beep Games e Tribetoy sono riusciti a creare qualcosa di veramente innovativa attingendo a piene mani dal passato.

La cosa che emerge sin dalla prima run di Bartlow’s Dread Machine è l’atmosfera che è stata creata. Il gameplay si fonde perfettamente con il comparto audio, creando un’esperienza piacevole e soprattutto varia. Purtroppo ci sono alcuni elementi che non riescono a convincermi appieno. Innanzitutto bisogna dire che nonostante Il gameplay basato sulle dinamiche dello shooter bullet hell sia piuttosto solido,  il limite principale che si incontra è relativa all’attrito che si crea con le meccaniche del gioco quando tenta di emulare una macchina fisica, fatta di ingranaggi leve e soprattutto percorsi obbligati all’interno dei quali possiamo far muovere il personaggio che controlliamo. Potendoci quindi muovere solo lungo un binario saremo limitati nello spostamento libero sul campo di battaglia, per cui viene richiesta una pianificazione preventiva dei movimenti per poter avere un vantaggio tattico. Rimanere bloccati in un angolo è la cosa peggiore che ci possa succedere e purtroppo questo accade spesso. Capite bene che questo  il che significa che non potete semplicemente sfrecciare sul campo di battaglia come volete. Invece, devi pianificare rapidamente i tuoi movimenti per assicurarti di non essere bloccato in un angolo. Mentre procedi, affronterai diversi tipi di nemici che ti costringono a cambiare tattica.

Però devo ammettere che nonostante questo limite, dal punto di vista grafico è una vera gioia per gli occhi giocare con Bartlow’s Dread Machine. Andrebbe solo preso per vedere tutto l’impianto di ingranaggi, leve, cavi, ghiere che fanno muovere gli sfondi, il nostro personaggio e gli avversari. Vedere il nostro alter-ego sforacchiato di colpi mi ha riportato ai tempi quando andavo al luna park e provavo ad abbattere i bersagli mobili con un fucilino ad aria compressa.

Anche la trama è abbastanza sconclusionata da essere affascinante: un gruppo di anarco-satanisti ha deciso di uccidere il presidente Teddy Roosevelt e noi, come membro dei servizi segreti saremo chiamati ad affrontare orde di temibili avversari per salvare la vita al nostro amato presidente. Un altro elemento positivo è la varietà che gli sviluppatori hanno inserito all’interno del gameplay. Le meccaniche di gioco cambiano continuamente, per cui non ci limiteremo solo a sforacchiare nemici, potendoci confrontare con mostri tentacolari, trivelle meccaniche ed addirittura un ibrido di Space Invaders. Non vi svelo altro per non rovinarvi la sorpresa, ma vi dico solo che potrete sbloccare un sacco di armi ed equipaggiamenti raccogliendo il denaro che viene lasciato dai nemici distrutti.

Ho trovato un po’ penalizzante il fatto che il livello di difficoltà abbia dei picchi molto elevati in alcune fasi anche a livello “Normal” Mi sono domandato se ero io ad essere una pippa o se la cosa era condivisa e andando a leggere su un po’ di forum, ho avuto la conferma che non sono stato l’unico a trovare terribilmente complicato superare alcune sezioni. Per cui ho abbassato il livello di difficoltà e dopo aver finito il gioco ho potuto scegliere un altro personaggio sbloccabile e ho provato a rigiocare per vedere se questa volta, con armi ed abilità differenti, mi sarei trovato in difficoltà nello stesso punto e purtroppo così è successo. Solo con un altro personaggio ancora diverso sono riuscito finalmente a superare senza troppi intoppi, sempre a livello “Very Easy”, il solito maledetto punto.

Il fatto è che in ogni singola run si accumulano troppi pochi soldi per acquistare equipaggiamenti più potenti, per cui sarete costretti a giocarlo e rigiocarlo più volte per poter sbloccare armi e personaggi adatti a superare senza troppi intoppi i punti più difficili, ma al contempo le altre sezioni vi sembreranno troppo facili da completare. Se il livello di difficoltà fosse stato più progressivo e calibrato sarebbe stato sicuramente un altro punto a favore di Bartlow’s Dread Machine, mentre alla fine la sua difficoltà altalenante gli fa perdere un po’ di appeal, perché genera nel giocatore una sensazione di frustrazione ed inadeguatezza. Soprattutto chi ama gli shooters bullet hell, come il sottoscritto, non vuole avere tra le mani un gioco che sia troppo facile o troppo difficile, ma un gioco che sia impegnativo in maniera lineare e crescente.

 

In conlusione

voto - 6

6

Bartlow's Dread Machine è un gioco che prende il genere degli shooters bullet hell e lo trasporta nel mondo degli antichi giochi meccanici da luna park. Il problema è che la struttura del gameplay cozza contro la struttura del gioco, rendendo questo mix instabile e a volte poco godibile. La realizzazione grafica meriterebbe da sola l'acquisto del gioco, ma il livello di difficoltà troppo squilibrato non lo rendono certo un titolo che mi sento di consigliare agli amanti degli sparatutto. In definitiva si tratta di un gioco divertente e vario, ma con troppi difetti che lo penalizzano troppo sul versanti della giocabilità

User Rating: 5 ( 1 votes)
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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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