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Lost Ember – Recensione

Il tema dell’aldilà è spesso inserito nei videogiochi come spunto primario delle loro trame, in cui ogni studio di sviluppo dà la propria visione dell’insieme. Lost Ember ci porta in un viaggio con lo scopo finale di ottenere il nostro meritato e degno riposo, ma il cammino sarà davvero lungo e tortuoso.

Mooneye Studios, il team che si cela dietro la realizzazione e lo sviluppo del titolo originario della Germania, ha rilasciato un prodotto il cui punto focale è meravigliare i giocatori durante un’esplorazione davvero vasta in cui accompagneranno il protagonista in un viaggio quasi mistico, prendendo forte ispirazione dagli animali totem e luoghi da raggiungere per poter riposare in pace. Prima di essere immersi nel vivo del gioco ci verrà mostrata una cutscene come introduzione alla storia. Secondo una leggenda, quando un essere umano muore la sua anima raggiunge la Città della Luce se si è comportato bene durante la sua vita. Al contrario invece, come molto spesso accade, resta intrappolato sulla Terra diventando un’animale selvaggio chiamato Lost Ember. La nostra protagonista, di nome Kalani, è proprio una di loro e grazie a una guida spirituale, rappresentata da una piccola sfera fluttuante rossa, dovremo fare di tutto per arrivare alla città della Luce e trovare la pace. Se da una parte però sappiamo che Kalani non è destinata ad ottenere il suo ingresso nel paradiso, il motivo per il quale anche il nostro spirito guida sia ancora sulla Terra non ci verrà spiegato, ma dovremo aiutarlo a raggiungere la tanto fantomatica città. Durante il proprio percorso, scopriremo di più sulla vita del protagonista attraverso alcune brevi visioni che ci permetteranno di vedere gli attimi della sua vita terrena prima della sua dipartita, scoprendo inoltre il motivo per il quale non è riuscito a raggiungere la Città della Luce. Lo studio di sviluppo infatti, ha incentrato questo titolo su un viaggio di redenzione che dovremo compiere prima di raggiungere il luogo agognato e la pace che ne consegue. Il nostro eroe dal pelo selvaggio potrà esplorare liberamente la terra di gioco, ma non tutte le zone saranno adatte alla sua forma. Infatti, potrà trasferire la sua essenza vitale all’interno di uno degli altri animali che caratterizzano il titolo potendo così farsi strada nei percorsi dove non potremo passare. Per esempio, potremo utilizzare dei piccoli animali coccolosi per aprirci passaggi sotterranei ed evitare muri che ci sbarrano la strada o infilarci in cunicoli troppo stretti rotolando su noi stessi. Ancora, potremo usare gli uccelli per coprire lunghe distanze battendo freneticamente le nostre ali. Purtroppo, non sempre Lost Ember ci renderà vita facile durante il gameplay. Potrebbe succedere, spesso aggiungerei, che un salto mal calibrato, o che noi giudicheremo erroneamente non troppo alto, ci riporterà a qualche attimo prima tramite una schermata nera. Inoltre, anche il level design ci remerà contro con alcuni punti raggiungibili ma da cui non potremo più tornare indietro per riprendere il cammino. La storia poi assume fin da subito toni lenti e per entrare nel suo vivo dovremo aspettare almeno di aver portato a termine quasi metà del gioco, completabile in tre ore. Non mancano i collezionabili da raccogliere che sono divisi in tre categorie: funghi, suddivisi a loro volta per forma e colore, e utensili umani rovinati che potremo trovare in giro nei luoghi più disparati aumentando leggemente la durata del gioco, a patto che abbiate pazienza nel cercarli, e alcune forme speciali di tutta la fauna della mappa di gioco che risulteranno non tanto facili da trovare.

Dal punto di vista tecnico Lost Ember si presenta con un comparto grafico su cui è stato focalizzato il gioco, nonostante questo dei piccoli difetti sono presenti e visibili soprattutto alcuni modelli di flora e fauna leggermente sgranati, ma niente che una patch correttiva non possa risolvere. Il comparto sono è quello più azzeccato in tutto il titolo, proponendo sempre la musica giusta alla situazione in cui ci troveremo. Tra le lingue disponibili, una scelta molto vasta, manca l’italiano sia in forma scritta che orale ma basterà una conoscenza base dell’inglese per comprendere tutti i discorsi.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dal publisher per Nintendo Switch.

In conclusione

VOTO - 6.7

6.7

Lost Ember è un titolo che riesce bene in quello che vuole offrire, ovvero un viaggio immersivo e dal finale sorprendente che va goduto dall'inizio alla fine. Purtroppo, la sua breve durata e la lenta cadenza di come viene raccontata la storia possono smorzare l'entusiasmo iniziale del giocatore ma se saprete andare oltre questi piccoli difetti riuscirete a vivere un'avventura davvero interessante. La raccolta di collezionabili e degli animali speciali aumentano la sua durata, anche se di poco, ma potrebbero rivelarsi un'occasione in più per restare in quel mistico mondo.

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