Captain Tsubasa: Rise of New Champions – Recensione

Dopo le ultime e ottime produzioni a tema manga che hanno visto brillare su tutti Dragon Ball Z: Kakaroth, Bandai Namco ha pescato un’altra icona degli anni 80-90, riportando nel mondo dei videogiochi Captain Tsubasa, meglio noto in Italia come Holly e Benji (che poi Benji nella serie animata ha un ruolo secondario come tanti altri personaggi nda). Visto che il tema centrale del manga era il calcio e la volontà di Tsubasa di diventare il miglior giocatore di calcio del Giappone, ci sarebbe da aspettarsi che Rise of New Champions non sia altro che un titolo di calcio arricchito dalle varie mossi e/o colpi spettacolari a disposizione di alcuni calciatori; e invece non è così. Rise of New Champions è sì un gioco di calcio, ma di tutt’altra caratura rispetto a quelli che siamo abituati a vedere, con giocatori che si riccorrono e danno legnate per tutto il campo, senza nessun intervento da parte dell’arbitro per alcun comportamento di gioco scorretto. Ma andiamo con ordine.

Contrariamente a quanto è possibile immaginare Captain Tsubasa: Rise of New Champions non ha come protagonista Tsubasa, o meglio, non è l’unico protagonista. La campagna principale di gioco si districa infatti in due percorsi diversi tra loro: uno che permette al giocatore di rivivere la carriera di Tsubasa, l’altro invece che permette di vestire i panni di un nuovo personaggio. Nella prima delle due campagne, denominata Tsubasa, i giocatori avranno la possibilità di giocare sette diverse partite che porteranno Tsubasa e compagni a vincere il campionato del distretto scolastico; inutile dirvi che tra una partita e l’altra, saranno present i numerose cutscene in cui i personaggi dialogheranno tra loro e si lanceranno sfide proprio come accadeva nella serie televisiva. La seconda modalità, New Hero, i giocatori avranno invece la possibilità di scegliere in quale delle tre squadre iniziare la propria carriera da calciatore e, in base alla scelta fatta, si interagirà con alcuni personaggi specifici. In questa seconda modalità i giocatori potranno personalizzare il proprio calciatore, spendendo i punti esperienza ottenibili alla fine di ciascuna partita, così da potenziare le caratteristiche del proprio alter ego virtuale e, perché no, imparare qualche nuova abilità (come tiri speciali o dribbling particolari) sviluppata grazie all’utilizzo delle carte amicizia utili a rafforzare i rafforzare i rapporti con i diversi compagni di squadra. Tra una partita e l’altra è inoltre possibile prendere parte ad alcune interviste dove, a ogni domanda, potrà corrispondere una o più risposte e in base a quella scelta, il percorso narrativo potrebbe subire dei piccoli mutamenti con l’introduzione di piccole cutscene esclusive o allenamenti particolari.  La modalità New Hero risulta essere a tutti gli effetti il vero cuore pulsante del gioco, grazie soprattutto alla sua durata che garantisce più o meno una ventina di ore di intrattenimento.

Oltre alle suddette modalità di gioco Captain Tsubasa: Rise of New Champions offre la possibilità di lanciarsi in semplici esibizioni, inclusa la modalità di gioco online, che al momento conta su di un buon numero di giocatori pronti a darsele (in campo) di santa ragione.

Come abbiamo avuto modo di segnalarvi all’inizio dell’articolo Captain Tsubasa: Rise of New Champions non è un concorrente dei più celebri FIFA o PES ma, piuttosto, un’alternativa ignorante capace di regalare a modo suo svariate ore di divertimento. Durante le partite sono infatti del tutto assenti i falli ed è possibile menare le mani contro gli avversari senza che nessun arbitro interrompa l’azione di gioco; al contempo, però, il fuorigioco esiste e viene fischiato regolarmente ogni qualvolta un attaccante avversario si trovi oltre la linea della difesa. Lo svolgimento delle partite in Captain Tsubasa: Rise of New Champions è abbastanza articolato e complesso, a volte anche troppo e inutilmente: ogni giocatore ha a sua disposizione una barra dello Spirito che si carica ogni qualvolta vengano eseguite azioni vincenti come dribbling o recupero palla dell’avversario e nel caso in cui vengano eseguite più azioni corrette, il giocatore entrerà nella cosiddetta Zona, una situazione che permette un aumento temporaneo delle statistiche personali. Nel caso in cui la barra dello Spirito sia piena, i giocatori possono eseguire il proprio colpo speciale con il quale indebolire maggiormente la barra dello Spirito del portiere avversario. Similmente agli altri giocatori, i portieri posseggono una barra dello Spirito che tende a svuotarsi in proporzione ai tiri subiti e, una volta che questa è del tutto vuota, sarà finalmente possibile fare gol e portare avanti la propria squadra. A ogni gol subito dal portiere la barra dello spirito si ricarica, e la partita può riprendere a suon di tiri in porta per cercare di indebolire il portiere avversario.
Per quanto particolare e innovativa, la dinamica con cui si sviluppano le partite è abbastanza intricata e, a nostro parere, spesso immotivata: il fatto di dovere “indebolire” il portiere avversario prima di poter fare gol e decisamente frustrante e spesso e volentieri vi troverete a vanificare azioni  di gioco spettacolari.

Dal punto di vista tecnico Captain Tsubasa: Rise of New Champions è un prodotto molto piacevole da vedere anche se sicuramente non fa gridare al miracolo. Il motore grafico infatti utilizza una grafica cartoonesca molto simile a quella vista in Dragon Ball Z: Kakaroth e le cutscene sono realizzate in maniera eccezionale; lo stesso discorso però non riguarda la realizzazione degli stadi e dei campi di gioco che sembrano fin da subito molto spogli e privi di dettagli caratterizzanti. Dal punto di vista del sonoro il gioco offre un buon campionario di effetti mentre invece il doppiaggio dei dialoghi e della telecronaca è realizzato interamente in lingua giapponese con sottotitoli in italiano.

In Conclusione

Quando fu annunciato, avevamo immaginato che Captain Tsubasa: Rise of New Champions sarebbe stato un titolo sportivo al di sopra delle righe, ma non pensavamo che la produzione di Bandai Namco potesse essere così “stravagante”. Il sistema di gioco, infatti, è totalmente diverso da quello dei giochi di calcio ordinari e l’assenza di falli, e quindi praticamente di regole, rende le partite molto sbilanciate e prive di ogni valore tattico possibile. Se si riesce a uscire fuori dall’ottica del gioco di calcio tradizionale e si entra in quella di un titolo ispirato a uno dei manga sportivi di maggiore successo, Captain Tsubasa: Rise of New Champions è un prodotto capace di rispettare le aspettative dei fan.


7
voto