Pathfinder Kingmaker – Recensione

Dopo il successo ottenuto su PC, Pathfinder Kingmaker sbarca finalmente su PS4 e Xbox One, a quasi due anni dal lancio del 2018. Il progetto videoludico di Owlcat Games, completamente finanziato su Kickstarter per una cifra intorno ai 900.000$, vede così il compimento definitivo nel salto su console, per poter regalare anche ai Joystick l’emozione di giocare un così famoso “pen & paper” che negli anni ha accompagnato le serate dei giocatori, immersi in infiniti mondi immaginari. 

Infatti, nell’iniziare la disamina del gioco, è necessario ricordare anche ai meno esperti cosa sia realmente Pathfinder e perché parliamo di “pen & paper”. Mettendo subito in chiaro le cose, quindi, possiamo dire che Pathfinder Kingmaker non è altro che un adattamento videoludico del famoso gioco da tavolo di Paizo Publishing.  Questo adattamento, che potrebbe sembrare quasi banale e che per i giocatori più esperti rischia di togliere quel brivido dato dai dadi e dall’utilizzo della fantasia, si traduce invece in un’esperienza completa, divertente ed estremamente profonda. Tuttavia, di contro, il gioco risulta davvero difficile per i giocatori in erba, come del resto lo sarebbe anche quello da tavolo. Se non altro, sono molto apprezzabili gli aiuti offerti dal gioco nel corso delle fasi introduttive della vostra avventura, ma manca qualcosina nella fase di creazione del personaggio, sulla quale torneremo più avanti, che si presenta con una completezza a tratti disarmante, sopratutto per i meno esperti.
Il team di sviluppo è stato molto abile a ricreare la libertà di azione tipica del gioco da tavolo, offrendo al contempo una storia principale che ci regalerà oltre 100 ore di divertimento, ma che proprio in base alle scelte del giocatore può variare la sua lunghezza. La definitive edition, versione per console, porta poi alla ribalta anche sei espansioni, rilasciate da Owlcat Games dopo il lancio per PC, per un totale complessivo di altre 40 ore di gioco, che potrebbero alterare, sempre in base alle vostre scelte, il corso della storia principale. 

Da segnalare, in maniera più che apprezzabile, vi è anche la grande quantità di armi e armature per personalizzare il vostro personaggio e per renderlo unico ed inimitabile. Come accennato poc’anzi, anche la grande libertà di azione risulta un ottimo elemento che ricrea appieno l’esperienza del gioco originale, e che permette diversi tipi di approccio. Cosa utile anche per run future e sempre diverse l’una dall’altra. Inomma, il rischio di cadere nel banale è di fatto inesistente.
Anche in fase di creazione del personaggio ritroverete esattamente l’anima del gioco, con un livello di personalizzazione davvero elevato, anche se tuttavia non esiste un vero e proprio editor per modificarne in maniera significativa l’aspetto. Nonostante questa mancanza, il livello di dettaglio è fedele a quello presente nell’RPG da tavolo e quindi potrete davvero curare ogni aspetto del vostro eroe (o villano), in base al vostro gradimento. Come detto prima, in fase introduttiva, essendo l’editor molto fedele al gioco base, presenta alcune difficoltà per i giocatori meno esperti. Tuttavia potrete sempre iniziare la vostra avventura con uno dei 5 personaggi proposti dal gioco stesso, senza preoccuparvi troppo di statistiche, classi, razze e quant’altro. 

Per quanto riguarda, invece, il gioco in se e la sua presentazione, partiamo con il dire che la vostra esperienza nel mondo Pathfinder è assolutamente personalizzabile fino dalle battute iniziali. Prima di iniziare la vostra avventura, infatti, vi sarà chiesto di scegliere non solo la difficoltà con la quale intenderete affrontare le prove che vi si pareranno davanti, ma avrete anche la possibilità di personalizzare praticamente ogni aspetto della partita. Così, ad esempio, potrete personalizzare la presenza o meno delle trappole, la gestione dei compagni di viaggio, l’intelligenza e la forza dei nemici e così via.
Il gioco, poi, si presenta con una visuale dall’alto, che è tipica di un’impostazione PC, ma con qualche revisione in fase di adattamento a PS4 e XBox One. Potrete infatti scegliere voi se usare il cursore o se comandare il vostro personaggio muovendolo con l’analogico sinistro, mentre con il destro potrete muovere la visuale intorno a voi per cercare di carpire i dintorni.
Assoluta novità anche per quanto riguarda il sistema di combattimento a turni, introdotto proprio in questa nuova versione per console, che vede abbandonare l’impostazione del combattimento in tempo reale per una versione più riflessiva che conceda agli utenti di valutare con cura le proprie mosse. Una scelta che appare non del tutto azzeccata, anche e sopratutto per il ritmo quasi sempre spezzato, ma che sicuramente concede meno caos, sopratutto in assenza di mouse e tastiera. Va detto, però, che questa nuova integrazione non limita assolutamente la qualità degli scontri. 

L’esplorazione, invece, rimane esattamente come nella versione PC ed è il vero punto di forza del gioco. Ovviamente potrete scegliere se controllare il vostro eroe oppure i suoi compagni di viaggio, che in alcune situazioni potrebbero davvero risultare determinanti per il proseguo dell’avventura. Interessantissima, e assolutamente azzeccata, l’idea di inserire intermezzi che si presenteranno prima di alcune situazioni più o meno cruciali, nelle quali dovrete solo scegliere cosa fare e produrne le conseguenze. Il tutto vi si presenterà sotto forma di libro, al quale dovrete aggiungere voi (con la vostra risposta) il pezzo di narrazione successivo, e questo è un anello di congiungimento davvero fantastico per chi ha passato tante ore nelle sessioni con gli amici intorno ad un tavolo.
Infine, è doveroso segnalare che non risultano esserci differenze sostanziali a livello di grafica tra la versione PC e le versioni PS4 ed XBoxOne. La cura per il dettaglio resta evidente ed apprezzabile ed anche il doppiaggio dei dialoghi appare ben realizzato. Un po’ ripetitive invece le frasi dei personaggi in fase di esplorazione e battaglia, ma la loro voce la sceglierete voi in fase di creazione del personaggio. 

In Conclusione

Il passaggio di questo capolavoro su console era necessario e finalmente Pathfinder Kingmaker è arrivato anche qui. Il gioco presenta una cura strabiliante e una connessione maniacale con il gioco originale. Cosa, per altro, molto poco banale, visto che per perdersi nella trasposizione ci sarebbe voluto davvero molto poco. Del resto, ricreare qualcosa di così complesso non è per nulla facile, ma sotto il profilo del divertimento, non c’è davvero nulla da invidiare. La sensazione è quella di avere tra le mani un gioiellino degli RPG, e così è anche di fatto. Davvero un ottimo lavoro.

La recensione è stata realizzata grazie al codice promo fornito dagli sviluppatori per PS4. 


8.5
voto