Carrion – Recensione

Darwin diceva che si evolve chi è più adatto e non chi è più forte. Non importa che tipo di forma di vita tu sia, la lotta per la sopravvivenza ti metterà sempre contro chi ti vuole sterminare e in questo caso i ruoli si ribaltano. In Carrion vestiamo i panni, o per meglio dire i tentacoli, i denti affilati e la strenua voglia di evolversi di una creatura amorfa che deve sfuggire da un laboratorio. Questo gioco ha un fascino sanguinario, dove smembramenti, macellazioni, masticamento di cadaveri alla fine diventano paradossalmente la nostra routine e come nel racconto “La Sentinella” di Brown, i veri mostri sono gli uomini.

Fare un gioco horror per uno studio indie può essere molto pericoloso , anche se di alle spalle hai Devolver Digital. Diciamolo chiaramente, questo genere e anche troppo inflazionato, quasi al pari dei vari roguelike et similia che ormai infestano le librerie di tutti noi. Ebbene gli sviluppatori di Phobia Game Studio sono riusciti ad infondere a Carrion un’anima, un concetto di unicità che lo rende un gioco appassionante. Sappiate che comunque dovrete fare i conti con litri e litri di sangue che vengono sparsi per tutto lo schermo, con corpi smembrati per poi essere mangiati come nostra fonte di nutrimento che permette di farci crescere ed evolvere. Se siete disposti ad addentrarvi nelle viscere, sia figurate che letterali, di questo gioco, sono sicuro che non ve ne pentirete. Non ci sono molti preamboli, la storia la facciamo noi. Ci vengono date poche indicazioni su come muoverci, su come assimilare umani e poi si inizia la nostra avventura. Sembra un po’ di essere La Cosa, in quanto le nostre abilità perverse aumenteranno volta volta che vi svilupperemo, assimilando DNA e scoprendo quindi nuovi strumenti per procedere. Inizialmente saremo dotati solo della capacità di afferrare sia persone che cose, per aprirci la strada verso la libertà, ma ben presto scoprirete che ci sono un sacco di evoluzioni che sarà indispensabili acquisire e ancor di più utilizzare al meglio.

Dovremo risolvere un sacco di puzzle ambientali che metteranno alla prova la nostra capacità di problem solving unita alla gestione della nostra creatura. Sviluppandoci non è detto che avremo sempre a disposizione le migliori abilità per superare determinati enigmi, per cui anche la nostra forma più evoluta potrebbe essere completamente inutile per poter proseguire. Per questo esistono delle pozze di una specie di liquido amniotico mostruoso, dovbe potremo depositare parte della nostra energia in forma di “bozzoli” che potremo poi recuperare in un secondo momento. Questo comporta un po’ di backtracking, ma non dovete preoccuparvi perchè la fluidità dell’azione, del movimento rendono questa procedura deliziosamente coinvolgente. L’assenza di una mappa non si sente per niente, in quanto saranno gli stessi livelli a guidarci verso il nostro obiettivo e se ci sentiamo persi, possiamo anche gettare un ruggito che ci segnala dove sono gli obiettivi della nostra missione. Essi sono in pratica delle tane che una volta sbloccate, ci permetteranno di accedere ai livelli successivi. Ogni quadro ad un numero definito di tane da sbloccare, che vanno ad aumentare volta in volta che avanziamo nel gioco. Una volta sbloccate tutte, si aprirà un portale che ci condurrà all’area successiva.

Naturalmente, visto che comunque un po’ le dimensioni contano, i nemici più tosti sarà necessario affrontarli nella conformazione più grande, che ci permetterà anche di avere molta più energia a disposizione per sperare di uscire indenni dal combattimento. Ricordate però che non sempre l’attacco frontale è la migliore delle soluzioni, per cui studiare bene la conformazione di ogni livello può servire a studiare tattiche diverse. Il nostro protagonista più mutare la sua forma, passando anche in stretti pertugi, scivolando con agilità in condotti di aerazione e tubi di scarico per piombare sull’avversario in maniera silenziosa e letale. Gli umani presenti nel laboratorio non sono tutti disposti a diventare il nostro snack energetico, per cui troveremo quelli remissivi che aspettano la morte rannicchiati, ma anche militari armati di tutto punto, dotati anche di uno scudo energetico, pronti a farci la festa e rimandarci nella nostra capsula sigillata pronti per essere sezionati e studiati.

La storia viene svelata attraverso alcune sezioni nelle quali si prende il controllo in remoto di un essre umano, elemento che ci permette di capire un po’ meglio la genesi della nostra creatura, ma che sinceramente ho fatto fatica ad inquadrare in maniera organi ca con il gameplay. Tanto è scorrevole comandare la creatura di livello in livello, quanto i movimenti degli umani che controlleremo saranno lenti ed impacciati e questo purtroppo tende a spezzare il ritmo frenetico del gioco. Però devo dire che in definitiva, essendo questi momenti di scambio non così frequenti, non pregiudicano più di tanto l’ottima esperienza di gioco.

La grafica è realizzata da un’ottima pixel art che ricorda molto sia Another World che Prince of Persia, con un plauso alle animazioni della creatura che sono veramente eccezionali. La mutevolezza della sua forma, il fatto che il corpo amorfo possa espandersi e contrarsi a seconda degli spazi che attraversiamo, l’intricato reticolo di tentacoli, viscere, denti , occhi, bocche fameliche sono tutti realizzati con impressionante dettaglio, che restituisce al giocatore la sensazione di essere realmente al comando di una così deliziosa mostruosità.
Il comparto audio non spicca certo per originalità, con effetti standard e una colonna sonora che riesce ad accompagnare piacevolmente tutta la nostra avventura, senza annoiare, ma anche senza essere particolarmente memorabile.

In Conclusione

Carrion riesce ad appassionare sin dalla prima partita e ti trascina senza soluzione di continuità fino alla fine. Non è certo un titolo longevo, visto che in cinque sei ore si termina senza grossi problemi, ma riesce ad essere appassionante e a restituire un sacco di divertimento. È un gioco horror nel  quale non sono certo lesinate scene raccapriccianti, ma è quell’orrore genuino, non artefatto a renderlo un titolo da amare. La giocabilità è eccelsa e a parte le deludenti sezioni nelle quali controlleremo un essere umano, Carrion ci fa sentire sempre al centro dell’azione, mettendo alla prova sia i nostri riflessi che il nostro acume, visto che dovremo risolvere anche dei puzzle ambientali ben strutturati. Un gioco onesto, ben realizzato ed in grado di regalare ore di sano divertimento.

La recensione è stata realizzata grazie all’abbonamento Game Pass di Mcrosoft e il titolo è stato giocato su PC

 


8.5
voto