Pong Quest – Recensione

Pong Quest ci propone in chiave moderna il primo gioco che sia mai stato creato, rendendo un personaggio la barretta che ognuno di noi giocatori ha controllato almeno una volta nella propria vita. Basterà questo per rinverdire un gioco che ormai è annoverato negli annali del divertimento videoludico? Scopriamolo assieme nella nostra recensione.

Pong Quest segue le gesta di una giovane barretta incaricata di recuperare sfere rubate dal Regno di Pong. Saremo portati all’interno di numerosi dungeon dove dovremo combattere contro altre barrette animate, scoprendo al contempo tesori e alcuni minigiochi. Ognuno dei sotterranei ci propone alcune sfide, per poi arrivare a sbloccare la sfida finale con il boss.

Il gameplay di ogni scontro di Pong Quest segue le regole dettate dal classico Pong: due barrette poste agli estremi di un campo fanno rimbalzare una palla avanti e indietro fino a quando uno dei due avversari non la manca. La formula base che conosciamo ormai da cinquantanni non è variata di una virgola, ma sono state introdotte alcune modifiche per attenuare in qualche maniera l’inevitabile monotonia che le dozzine di scontri che siamo chiamati ad affrontare potrebbero indurre anche nel più stoico dei giocatori. Vengono infatti introdotti due elementi “moderni” come gli HP di ogni barretta e palle differenti che permettono di variare le strategie di gioco. I “punti salute” in pratica si riducono ogni volta che la pallina colpisce le barrette, per cui oltre ad evitare di subire un gol dall’avversario, che causa un drastico calo di HP, bisogna anche studiare la strategia migliore per evitare di perderli tutti e fare invece che sia il nostro avversario a rimanere a secco. Tra una partita e l’altra i punti salute non vengono reculerati, per cui starà a noi cercare di recuperarli usando alcune palle speciali che li possano reintegrare.

Le palline speciali forniscono attacchi unici ed anche delle ricariche degli HP, oppure degli effetti drenanti verso i punti ferita dei nostri avversari. Esiste infatti una Venom Ball che avvelena il nostro sfidante e gli fa calare i punti salute più velocemente. Ma c’è anche la Ice Ball che lo congela e un sacco di palline che hanno effetti speciali, per rendere l’azione più movimentata. Abbiamo apprezzato la palla che richiama il buon vecchio Centipede, creando dei millepiedi sullo schermo, o quella che genera asteroidi in grado di danneggiare pesantemente il nostro avversario. Per quanto questi nuovi effetti siano molto divertenti, rischiano al contempo di far perdere la cognizione di quello che sta succedendo sul campo di battaglia, così da farci subire, nella confusione, un gol inaspettato. L’utilizzo delle varie palline alternative va fatto quindi con molta ttenzione e cautela, perchè alcuni effetti potrebbero ritorcersi malamente contro di noi.

Un altro elemento “moderno” è quello di poter cambiare l’aspetto della nostra barretta, combinando tra loro vari elementi estetici che sbloccheremo durante la nostra avventura, ma che non hanno alcun effetto sul gioco.
Non vi aspettate un’esplorazione molto articolata, in pratica si avanza di livello in livello seguendo una trama divertente ma alquanto debole. I dialoghi umoristici, i nomi delle barrette avversarie e un sacco di eventi che appaiono durante il gioco danno a questo titolo una connotazione scanzonata e leggera, ma mai veramente appassionante.

Graficamente, nonostante l’aspetto minimalista, è ben realizzato e sicuramente sarà apprezzato anche dai giocatori più giovani per la fantasia con la quale sono realizzati i vari avversari e per gli effetti speciali durante le singole partite. Il comparto sonoro tende ad essere, così come il gameplay, estremamente ripetitivo sia nella colonna sonora che per quanto riguarda gli effetti.
All’interno del gioco è naturalmente presente anche la versione originale di Pong, che può essere giocata da soli, contro un avversario in locale oppure online. Questo elemento fa aumentare un po’ la longevità, ma solo per cercare di scalare le classifiche mondiali.

In Conclusione

Pong Quest tenta di aggiornare un classico, ma lo fa senza troppa fantasia e convinzione. Esplorare dungeon, avere a disposizione modifiche estetiche, poter utilizzare palline speciali sono tutti elementi che non aggiungono niente di così rilevante per far passare aglli annali questa nuova reinterpretazione di un classico. Divertente a piccole dosi, sarà sicuramente apprezzato dai più piccoli per il suo aspetto, ma non è certo un titolo che possiamo consigliare per la sua originalità.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dagli sviluppatori per PlayStation 4


6.0
voto