Desperados III – Recensione

Tre anni fa ho avuto modo di recensire Shadow Tactics: Blades of the Shogun e l’ho trovato un gioco valido, con un buon livello di profondità, sia nel comparto tattico che narrativo. Non avendo mai giocato ai primi due Desperados, avevo un po’ di timore a confrontarmi con le sue meccaniche di gioco, ma devo dire che invece, proprio grazie all’impostazione simile a Shadow Tactics, non ho avuto alcun problema ad ambientarmi con le sue dinamiche e il suo gameplay. Scopriamo assieme se gli sviluppatori di Mimimi Games hanno fatto centro anche nel selvaggio West.

Desperados III è in tutto e per tutto un gioco di strategia stealth in tempo reale, nel quale controlliamo direttamente un personaggio da una prospettiva isometrica. Non viene utilizzato quindi il classico modo di controllo attraverso il puntatore, cosa che rende adatto questo gioco ad essere giocato, come ho fatto io, su console. come già accadeva nel classico del genere, ovvero Commandos,  si possono visualizzare i coni di visione sia del nostro personaggio che degli avversari, oltre che evidenziare anche gli eventuali elementi ambientali che possono essere utilizzati per introdurci di soppiatto e sfuggire alla vista dei nemici.

Il protagonista principale è Cooper, che come ogni buona saga western che si rispetti, segue la sua strada di vendetta. Abbiamo un set di abilità che vanno dal lancio di una monetina per distrarre  l’attenzione di un nemico , la possibilità di lanciare  un coltello recuperabile che ci permette di eseguire  un’uccisione a distanza silenziosa  e di poter sparare con le sue pistole, che ci permettono anche di uccidere anche più persone contemporaneamente. Ma non controlleremo solo Cooper, perchè durante il nostro cammino potremo utilizzare anche il suo amico Hector, specializzato nelle azioni fulminee e che con il suo fischio riesce ad attirare i nemici verso una determinata area, dove magari ha piazzato anche la sua trappola per orsi  e un fucile a pallettoni dall’effetto devastante, seppur ravvicinato. C’è poi il dottor McCoy che può utilizzare un fucile da cecchino, piazzare una borsa con una trappola a gas in grado di stordire un gruppo di nemici per un breve periodo di ed è in grado di scassinare velocemente le serrature. C’è anche una donna nel gruppo di “disperati, ovvero la camaleontica Kate che può usare  travestimenti per spostarsi in determinate aree senza essere notata dai nemici, utilizzare le sue “doti femminili per distrarre i mandriani allupati e può offuscare temporaneamente il cono di visione di un nemico lanciandogli contro una bottiglia di profumo.
C’è anche un quinto personaggio, del quale ometto di parlare, per non fare troppo spoiler sulla trama, ma che vi posso assicurare che aggiunge un tocco di novità al gameplay, visto che in effetti è molto simile, per non dire identico, sia a quanto visto nel già citato Shadow Tactics.

La chiave del gioco è quella di saper combinare tutte le abilità dei personaggi per riuscire a superare i vari livelli. Potremo utilizzare un pool di caratteri diverso in ogni livello, per cui non potremo semplicemente sceglierne alcuni, m dovremo usare quelli che ci vengono assegnati. Bisogna tenere quindi di conto del potenziale che abbiamo a disposizione e regolarci a seconda dei nemici che ci troveremo di fronte. Il nostro acume tattico è messo a dura prova, perché non sempre la soluzione di determinati segmenti di gioco deve essere studiata bene e prima di avere successo preparatevi a molti fallimenti.
Personaggi diversi hanno anche abilità diverse per muoversi nell’ambiente e trasportare corpi. Cooper e Isabelle possono trasportare un solo corpo e nuotare e arrampicarsi su viti americane e corde, mentre ad esempio Hector può trasportare anche due corpi contemporaneamente oppure Kate e McCoy possono solo trascinare i corpi, ma facendolo da accovacciati sono più difficili da individuare a distanza.

Il sistema dei coni della visuale di Desperados III è anch’esso identico a quanto visto in Shadow Tactics , con sezioni più “dense” vicino al nemico e vicino a qualsiasi fonte di luce, mentre ci sono sezioni più sbiadite dove è possibile cercare di passare inosservati se si sta accovacciati per procedere silenziosamente Si può evidenziare il cono di un solo nemico alla volta, per cui il mio consiglio è quello di esplorare accuratamente l’area e costruirci il  percorso più sicuro, memorizzando ogni singolo elemento. Per agevolarci è stata introdotta la possibilità di mettere un “marker” che evidenziare la linea visuale di tutti i nemici in una determinata zona. Il gioco ci fornisce un sacco di strumenti per ottenere il successo, sta quindi solo a noi utilizzarli al meglio.

Sicuramente un elemento molto interessante che ho apprezzato è la modalità Showdown che ci consente di programmare una linea di azioni concatenate che potremo attivare al momento opportuno. Questa modalità mette in pausa temporaneamente il gioco e creare le varie azioni, ma purtroppo giocando con il pad mi sono ritrovato a volte a compiere azioni che non avevo programmato volontariamente, in quanto la sensibilità dei controlli ed una certa imprecisione nell’evidenziare determinati elementi hanno contribuito a creare una certa confusione. Fortunatamente prima di uscire dalla pausa, si può comunque vedere ciò che abbiamo programmato e se ci accorgiamo di aver commesso degli errori, possiamo resettare tutto.

Un elemento che potrebbe essere considerato negativo è il tempo che ci si mette per gestire bene con il pad le varie azioni disponibili. Solo dopo circa un’ora di gioco sono riuscito a destreggiarmi con una certa accuratezza, ma molte volte, sopratutto nelle fasi più concitate, non è stato facile ricordarsi tutte le varie combinazioni di tasti per poterle usare velocemente. Con il touchpad della PlayStation 4 c’è la possibilità di fare degli auto-salvataggi e sinceramente questa è una delle funzionalità che ho usato più spesso. Questo perchè se si fallisce si rischia di essere riportati ad un checkpoint molto indietro rispetto ai progressi che abbiamo fatto e considerando anche la grandezza delle mappe di ogni livello e la complessità degli eventi da concatenare, può diventare molto frustrante. Ogni livello ha un sacco di sfide da provare e affrontare che aumentano sicuramente la longevità di un titolo che già di base è abbastanza lungo ed impegnativo.

In Conclusione

Desperados III è un solido gioco di tattica stealth che piacerà sicuramente a coloro come come il sottoscritto hanno apprezzato Shadow Tactics: Blades of the Shogun. Ha alcuni punti deboli nella versione PS4 che ho testato, legati alla precisione dei controlli, ma nel complesso è un gioco che ha una sua anima, che racconta una sua storia e che non delude a livello di sfida. La trama non è niente di originale, ma la narrazione ci accompagna senza intoppi, riservando anche dei degni colpi di scena. La longevità è garantita da una notevole rigiocabilità, ma già di base il titolo ha una durata apprezzabile. Consigliato a chi ama le sfide e non si lascia scoraggiare dagli insuccessi.

La recensione è stata realizzata grazie al codice fornito dagli sviluppatori per PlayStation 4


8.0
voto