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Disintegration – Recensione

Quando è uscita la notizia che il co-creatore di Halo avrebbe partecipato alla creazione di un nuovo FPS,  le aspettative per questo titolo, ovvero Disintegration,  sono state subito molto alte. Dopo averlo spolpato ben benino, siamo in grado adesso di darvi la risposta alla domanda che tutti vi state facendo: vale la pena di spendere i nostri soldi in questo gioco? Scopriamolo assieme nella nostra recensione.

 

Quello che principalmente Disintegration prende in prestito  prende in prestito dall’iconica serie di Bungie , oltre che l’ambientazione fantascientifica,  è il suo spirito di squadra, dove gli elementi del nostro tema sono però adesso controllati in parte dall’intelligenza artificiale che dal nostro intervento. Si tratta quindi di una ibridazione tra le modalità di un FPS e di un RTS, dove tutta l’azione si svolge ovviamente in tempo reale. Il nostro personaggio utilizza una Gravcycle, anche in questo caso un ibrido tra un’hoverbike ed un Tie Fighter, che possiede capacità offensive, ma che soprattutto ci permette di avere una visuale aerea dell’azione, così da essere in grado di poter guidare le nostre truppe verso bersagli ed obiettivi con la visuale migliore.

Il nostro team è in grado di combattere senza problemi da solo, ma dobbiamo sempre tenere d’occhio il tempo di recupero di ogni elemento del gruppo, per non rimanere senza capacità offensiva durante un attacco. La cosa migliore è cercare di coordinare gli ordini, così da avere sia sempre un elemento attivo della nostra squadra, che fiaccare il nemico durante il loro tempo di cooldown. All’inizio non è certo semplice capire come il gioco si comporta a seconda delle azioni che compiamo e il tutorial introduttivo ci da solo le basi minime per gestire la Gravcycle e i comandi, ma non certo ci permette di studiare le tattiche sul campo. Per cui le prime missioni sono quelle che ci hanno messo alla prova per capire le meccaniche tattiche, come dare gli ordini e come utilizzare in maniera adeguata i nostri compagni di squadra, sfruttando le loro abilità precipue e utilizzandoli quindi nella maniera più appropriata. Il consiglio che sicuramente ci sentiamo di darvi, per non rischiare di prendere delle sonore legnate nelle gengive sin dalla prima missione, è settare il livello di difficoltà in modo tale che non dobbiate occuparvi completamente degli ordini della squadra, ma lasciando che si gestiscano il più possibile da soli. Potrete poi tornare ad un controllo più dettagliato innalzando successivamente il livello di difficoltà durante il gioco, cosa che è possibile fare e che vi consigliamo solo se avete voglia di un livello di sfida realmente elevato.

La scansione ambientale è sicuramente la tecnologia che userete di più durante ogni partita, in quanto in questo modo è possibile avere la visione più chiara e dettagliata di tutti gli elementi di interesse che ci circondano. A seguito di ogni scansione verranno evidenziati sia i nemici presenti sulla mappa, i punti di interesse, casse di munizioni e altri elementi che potrebbero aiutarvi durante le vostre missioni, che di solito sono celati dietro elementi distruttibili dell’ambiente. Le mappe sono ben disegnate e nonostante il gioco possa considerarsi “indipendente”, nonostante abbia comunque all’attivo 30 validi sviluppatori al soldo, la qualità generale di Disintegration, per quanto riguarda sia l’aspetto grafico che sonoro, non ha nulla da invidiare a titoli prodotti dalle major del settore

La trama è stata ben delineata, con il nostro protagonista, Romer, pilota professionista di Gravcycle, che per garantirsi l’immortalità, così come molti altri esseri umani, è stato “integrato”, ovvero la sua personalità è stata caricata all’interno di un androide. Queste armature robotiche sono però anche delle possibili prigioni e la fazione di integrati Rayonne vuole che tutti gli esseri umani che ancora non hanno deciso di integrarsi, facciano l’upload, per avere il controllo completo.  Il nostro compito sarà quindi quello di combattere questa malvagia fazione in una campagna che si articola su 12 missioni, che vi assicuriamo, non sono certo passeggiate da affrontare. Per quanto la trama sia interessante, abbiamo trovato un po’ lacunosa la sua costruzione, con buchi di sceneggiatura e sottintesi che non fanno apprezzare a pieno la storia che invece ha anche dei risvolti interessanti. Il tema della natura e quello dell’ecologia, il rapporto tra naturale ed artificiale, i compromessi ch la razza umana può accettare per raggiungere l’immortalità sono tutti elementi che seppur non certo originali, regalano al giocatore alcuni spunti di riflessione. Un elemento che ci è particolarmente piaciuto è la caratterizzazione dei vari personaggi comprimari di Romer, che danno un buon ritmo sia alle fasi action che alle cutscene di dialogo.

Il limite che purtroppo dobbiamo rilevare in Disintegration è che il tentativo di unire le dinamiche FPS con quelle RTS, per quanto encomiabile, purtroppo non è riuscito. Questo perché l’elemento principale che manca è l’immediatezza dell’azione, troppo frenata dalla componente tattica, che a sua volta non riesce mai ad esprimersi al suo meglio, lasciando quindi che tutto il gameplay di Disintegration galleggi nella pericolosa palude del “vorrei ma non posso”.  Il fatto che Romer sia sempre bloccato alla guida della Gravcycle non è certo entusiasmante, perché ina alcune sezioni manca proprio la possibilità di scendere ed iniziare a combattere corpo a corpo. Oltretutto siamo anche facili bersagli e più di una volta abbiamo fallito la missione in quanto gli avversari avevano intelligentemente concentrato il loro fuoco su di noi , non lasciandoci scampo, nonostante il supporto della nostra squadra.
Il sistema di progressione che permette di sviluppare abilità aggiuntive sia personali che di squadra è ben fatto e ci obbliga anche ad affrontare sfide opzionali per accedere ai potenziamenti, che possono allungare la longevità di Disintegration facendoci rigiocare i livelli andando a cercare quello che abbiamo tralasciato. Peccato che però non sia possibile selezionare diversi loadout del nostro armamentario, per cui alla fine ci ritroveremo sempre ad usare le stesse armi con la stessa configurazione di gioco.

Sicuramente la componente da tenere d’occhio è quella, una volta terminata la campagna, è quella multiplayer. Per quello che abbiamo avuto modo di testare, il vero potenziale del gioco online risiede nelle caotiche partite 5 contro 5, ma i problemi che abbiamo rilevato poco sopra per quel che riguarda la lacunosa implementazione delle caratteristiche degli FPS con quelle dei RTS permangono, e nelle fasi più concitate si fanno sentire maggiormente.

 

In Conclusione

Il grande potenziale di Disintegration, che sulla carta era comunque un progetto pericolosamente ambizioso per quanto molto interessante, è quello di cercare di creare un ibrido tra le meccaniche dei FPS e quelle dei RTS. Il problema è che questo potenziale non riesce ad esprimersi, perché il gioco risulta lacunoso in entrambe le modalità. È un vero peccato che questo “esperimento” non sia riuscito, ma in definitiva Disintegration è comunque un gioco che rappresenta una buona alternativa ai classici FPS, ma che non piacerà sicuramente ai puristi di questo genere, soprattutto per la mancanza di immediatezza. In generale è un prodotto ben realizzato, con una storia interessante anche se a volte un po’ lacunosa in approfondimenti  e una componente audio visiva che non ha niente da invidiare a titoli Tripla A.

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Sergio "Cateye10" Grazzini

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.
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