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The Outer World (Nintendo Switch) – Recensione

Dal 6 Giugno il catalogo di giochi per Nintendo Switch si è arricchito di The Outer Worlds, sviluppato da Obsidian Entertainment (studio fondato dai creatori di Fallout), che se pur inaspettatamente, viste le premesse del lancio, ha letteralmente rapito i tanti giocatori che hanno scelto di comprarlo.
Un titolo che ha saputo raccogliere i fan della pluripremiata serie Bethesda, ma anche tutti coloro che sognano lo spazio e i viaggi interstellari. Insomma un risultato strabiliante che si colloca ben oltre i due milioni di copie vendute, 20 candidature a premi di svariato genere con 9 successi e ancora 4 candidature in attesa di risultato. Il gioco era uscito lo scorso 25 Ottobre per Xbox One, PS4 e PC e proprio visto lo strepitoso successo raggiunto, era in programmazione già da tempo il porting per Nintendo Switch. 

In questa breve recensione, andremo quindi ad analizzare la versione per la console nipponica del gioco, rimandandovi alla nostra recensione della versione PS4 per ogni altro chiarimento sul titolo.
Iniziamo, dunque, subito con il dirvi la cruda verità: il porting di The Outer Worlds su Nintendo Switch è, quasi completamente, un disastro. Se CDProjeckt Red ci aveva fatto vedere che un porting accattivante era più che possibile, con The Witcher 3, il titolo di Obsidian Entertainment dimostra esattamente il contrario. Il livello di dettaglio è davvero inaccettabile, a tratti imbarazzante, portando a sfocare il tutto e rendendo di fatto davvero irriconoscibile tutto quello che circonda. Spesso è difficile riconoscere ciò che è più distante da un palmo dal nostro naso, rendendo il combattimento difficile e letteralmente impossibile la scelta di approccio, visto che impossibile è la possibilità di pianificare senza poter riconoscere cosa si ha dinnanzi. Insomma la nitidezza non è di casa e unita ad un livello di dettaglio a dir poco imbarazzante rende davvero difficile da giocare questa avventura. Per altro la situazione è assolutamente simile sia in modalità fissa (e quindi sul televisore) sia in modalità portatile (dove lo schermo di Switch aveva fatto qualche miracolo in passato).
Unica nota positiva possiamo trovarla, se non altro, nell’utilizzo intelligente del giroscopio integrato nel sistema di mira. È possibile scegliere se utilizzarlo in maniera costante per muovere anche la visuale, se utilizzarlo solo in modalità mirino o se non utilizzarlo affatto. Quindi potrete muovere la vostra console (o anche solo i joycon) per mirare, o anche per direzionare i vostri movimenti e la visuale.
Una scelta davvero interessante, che all’inizio può risultare un po’ scomoda ma che con l’avanzare del gioco torna davvero utile se unito ad un utilizzo sapiente delle levette. Sicuramente, tuttavia, questa innovazione (comunque già ampiamente utilizzata da molti altri titoli Switch) non copre le tante, troppe lacune che questo porting ha mostrato al grande pubblico. 

In Conclusione

The Outer Worlds per Nintendo Switch è al limite dell’ingiocabile. La sensazione generale è di avere tra le mani un gioco che, per la sua caratura, è davvero bello poter portare sempre con se ma che bisogna giocare come se il protagonista avesse una miopia abbastanza importante e fosse senza occhiali. Davvero non accettabile, visto che il rendimento grafico è nettamente minore di quello reso dalle impostazioni PC a livello minimo. Insomma, un disastro.

La recensione è stata realizzata grazie al codice promo fornito dagli sviluppatori per Nintendo Switch. 

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Andrea Megazzini

Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il fato mi concesse di appassionarmi al calcio, e quindi al Genoa. Il mio rapporto con i videogiochi partì proprio da FIFA 99, ma è proseguito in strade molto diverse con tanti GDR e qualche FPS. 3 giochi preferiti? Red Dead Redemption, The Witcher 3 e Skyrim.
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